La più antica pianta della salute, l’Aloe vera

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L’aloe vera da oltre 4.000 anni fa parte della storia degli uomini. E’ probabilmente la più antica delle piante medicamentose.

Il popolo Egizio la considerava la pianta dell’immortalità e, per questo, veniva piantata all’ingresso delle piramidi, per indicare appunto il cammino verso la terra dei morti ai Faraoni.

Gli Assiri la utilizzavano per calmare i problemi gastro-intestinali. I Maya, invece, come analgesico per calmare il mal di testa.

Una curiosità per le mamme. Le donne Maya iniziavano i figli allo svezzamento, strofinando il gel di aloe, dal gusto amaro, sui capezzoli!

L’Aloe vera appartiene alla famiglia delle liliacee, insieme ad aglio, cipolla e asparago. Il nome deriva dal greco e significa salata come l’acqua di mare. L’habitat tipico è rappresentato dalle zone desertiche e aride, essendo appunto una pianta succulenta: può essere alta da alcuni cm a diversi metri. Ne esistono oltre 600 specie, anche se le più conosciute sono 3: la barbadensis, la arborescens e la ferox. L’aloe vera è quella definita barbadensis miller, la più utilizzata per le sue qualità terapeutiche (lenitiva, energizzante, curativa) e come cosmetico miracoloso.

L’aloe vera è costituita da: acqua, vitamine (B1, B2, B3, B6, B9, B12, C, A ed E), amminoacidi, minerali (zinco, magnesio, ferro, sodio, potassio, manganese, ecc) e quasi 200 componenti attivi vegetali. L’uso quotidiano è, quindi, ottimo per integrare le vitamine e i sali minerali necessari al fabbisogno quotidiano.

Il principio attivo più interessante che sembra caratterizzare l’aloe vera è rappresentato da un mucopolisaccaride naturale che produciamo fino alla pubertà, ma che poi dobbiamo integrare con la dieta. Si tratta dell’acemannano che è il responsabile delle innumerevoli proprietà curative.

Analizziamo insieme le proprietà terapeutiche.

E’ miracolosa un po’ per tutto il nostro apparato gastro-intestinale. Migliora la regolarità intestinale, la digestione, calma il bruciore di stomaco, depura l’organismo dalle tossine. Aiuta in caso di emorroidi, stipsi, colite (anche ulcerosa), per la sindrome da colon irritabile e sfiammante per le persone affette dal morbo di Crohn.

E’ fondamentale la sua azione immunostimolante e antitumorale, ampiamente dimostrata. E’ in grado, infatti, di stimolare la produzione di interferone e di attivare i macrofagi.

E’ preventiva sulla formazione di diverticoli e gastriti. E’ un epatoprotettore, in grado di pulire e purificare il sangue nel fegato.

E’ un antinfiammatorio naturale, anche nel caso di problemi osteo-articolari e muscolari (anche crampi).

Aiuta a sfiammare le gengive, migliora la paradontite, le stomatiti e le affezioni della mucosa buccale. E’ antifungina: per esempio contro la candida agisce egregiamente.

Riattiva le funzioni cerebrali e, svariati studi, hanno dimostrato come possa migliorare e ritardare l’insorgere dell’Alzheimer senile.

La presenza dell’acido folico tra i suoi componenti, aiuta nel combattere le anemie costituzionali.

Non da ultimo, ci aiuta a mantenere sotto controllo i livelli di colesterolo e trigliceridi e stabilizza i livelli di glucosio nel sangue (capite l’importanza per i pazienti diabetici!).

Per quanto riguarda il suo utilizzo esterno, è considerato un vero rigenerante della pelle. Favorisce l’idratazione cutanea e permette il riassorbimento delle rughe. Infatti, la presenza di glucomannano (uno zucchero) e di un ormone vegetale (gibberellina) aiutano la produzione del collagene.

E’ utile nel caso di piccoli tagli, escoriazioni, graffi e scottature.

Migliora il gonfiore e l’arrossamento del viso nei casi di brufoli e acne.

E’ portentosa nei confronti della dermatite atopica. Mia figlia ne è affetta dalla nascita, con periodi alterni di miglioramento/peggioramento. L’aloe l’ha aiutata tanto, sia quello interno, aggiunto all’acqua da bere, che il gel lenitivo, per i piccoli sfoghi e pruriti.

Controindicazioni

Le allergie all’aloe sono davvero rare.

E’ però possibile che possa interferire con l’utilizzo di corticosteroidi ad uso orale. In particolare, l’ingestione di una grande quantità di aloe può generare carenza di potassio.

L’unica avvertenza che vi faccio è di controllare attentamente che i prodotti ad uso orale non contengano aloina, che è un antrachinone che assunto in dosi massicce può causare irritazioni gastro-intestinali e peggiorare affezioni già esistenti.

Per approfondire:

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