Bali, è arrivato il monsone

Prigioniere al ristorante Safety Stop di Tulamben durante il temporale..

Prigioniere al ristorante Safety Stop di Tulamben durante il temporale..

Eravamo in acqua, attaccate strette al grosso bilanciere di bambù del jukung (barca balinese) mentre faceva marcia indietro per riportarci sul punto d’immersione quando ironica dico a Marina ‘c’è niente che potrebbe andare peggio?’ Avevo appena interrotto la nostra immersione al pontile di Padang Bai perchè scendendo ho rotto l’interruttore di accensione della custodia. La macchina fotografica non si accende. Kadek, la guida, e Marina mi aspettano in acqua. Mentre sfilo pinne e bombola per salire sulla scaletta della barca e le passo al capitano della barca lo stick mi scivola in acqua e scompare nel verde petrolio. Questo è il secondo stick che perdo in due giorni. Mi asciugo le mani e poi asciugo la custodia. La apro, tiro fuori la Canon e l’accendo manualmente. Mi rivesto e mi tuffo di nuovo in acqua. Il jukung fa marcia indietro per portarci sull’esatto punto d’immersione. L’acqua qui è più fredda che a Tulamben. Sono 26 gradi. E’ ridicolo parlare di acqua fredda ma abituati ai 30 anche pochi gradi di differenza ci danno i brividi.

 

Sto per lasciare la superficie e immergermi quando mi accorgo che sui bordi della custodia si sono formate bolle d’aria. Uno dei due ganci non è chiuso fino in fondo e l’acqua piano piano sta filtrando dentro. Per la seconda volta devo tornare a bordo della barca. Faccio segno a Marina e Kadek di proseguire senza di me. Preferiscono tornare in barca ed aspettarmi.
Nel frattempo, al pontile, è arrivata un’altra barca carica di subacquei. Questa mezzora di ritardo è fatale. Quando finalmente, al terzo tentativo, scendiamo sul fondo, l’acqua verde e nebbiosa brulica di fantasmi neri con le pinne gialle che spaventano il pesce e lo spingono nei recessi più profondi della galleria di piloni. Delusa. Tutte quelle meravigliose formazioni a palla di pesci argentati si sono dissolte. Il pesce è come se fosse con le spalle al muro. Si può fotografare un branco di pesci spaventati?
Azzardo delle inquadrature ma ho il morale a terra. Abbiamo guidato per 1 ora e mezza da Tulamben a Padang Bai, e ancora un’altra mezzora di barca per arrivare sul pontile e quello che mi aspetta è l’esatto contrario di quello che volevo trovare. Un’immersione non è mai uguale all’altra. Ma mi sono ripromessa di tornarci, calcolando meglio gli orari degli altri subacquei e gli andamenti della corrente che porta sospensione.

un muro di pesce dietro al pilone del pontile abbandonato di Padang Bai

Muro di pesce dietro al pilone del pontile abbandonato di Padang Bai

E’ arrivato il monsone con un mese di ritardo. Piove tutti i giorni. L’altra sera il temporale è stato così forte che ha fatto saltare la luce e le linee telefoniche. Siamo rimasti senza internet per due giorni.
Il momento giusto per prendermi un giorno di pausa dalle immersioni.
Marina mi chiama la mattina con una voce a terra. Si sente male. Salgo in camera sua con le mie medicine ma ha già preso il suo anti dolorifico bomba. Qualche ora dopo sta ancora peggio. Per farla breve la devo portare al pronto soccorso dove le diagnosticano la rottura del timpano.
Ci guardiamo negli occhi allibite. La sua avventura subacquea a Bali finisce in quel preciso istante. Ho perso la mia compagna d’immersioni senza una spiegazione.
‘C’è niente che potrebbe andare peggio?’ – ironizzo e ironizzo.
Penso all’altro giorno quando mi ha chiesto di fare un’immersione sul relitto del Liberty e per un attimo mi ha pesato cambiare l’organizzazione dell’immersione prevista in tutt’altro punto. Alla fine siamo andate sul Liberty ed è uscita raggiante. Non sapevamo ancora che quella sarebbe stata la sua ultima immersione.
Quanto può essere imprevedibile domani?

PS
Lo stick è un bastoncino di acciaio che si lega al polso che aiuta il subacqueo a staccarsi dal reef o dal fondo quando c’è corrente – utile soprattutto per staccarsi velocemente quando c’è un pesce velenoso nel dintorni…

 

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