Come una rana balinese..

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Ad un tratto era diventato tutto buio sott’acqua ma non ci ho fatto granchè caso mentre pinneggiavo verso la riva. Non vedevo l’ora di finire l’ultima immersione sul relitto del Liberty, e lasciarmi alle spalle una corrente fortissima che aveva rovinato le immersione degli ultimi due giorni. Quando c’è corrente non puoi fare altro che nuotare e riguadagnare parte della pendenza prima di venire aspirata verso il fondo. Non è quello che vuoi. Cominci a pinneggiare forsennatamente e a succhiare ossigeno dalla bombola come se stessi facendo una scalata, ma poi ti devi fermare a riposare prima che il respiro va in affanno e l’affanno in panico. Il susseguirsi degli stadi sono questi, voglio evitare di tornare su a palla per colpa di una foto a un nudibranco che altro non è che una lumaca di mare.. – così pensavo tra me e me mentre tranquilla tornavo a galla. Appena tiro fuori la testa, però, vengo investita da un’onda gigantesca, e poi un’altra e un’altra ancora. L’orizzonte era scomparso. Una pioggia fittissima rimbalzava sulla superficie dell’acqua fino a cancellare tutti i contorni. Se le onde non avessero avuto un verso avrei perso l’orientamento. Come riusciranno ad arrivare a riva tutti quei gruppi di subacquei cinesi, coreani e francesi che a grappoli erano ancora giù ad esplorare il relitto?

L’Ocean View dove per 80 dollari a notte mi hanno dato una Suite Deluxe è posizionato strategicamente proprio davanti al relitto, che è poi l’immersione più famosa di Bali. Negli anni passati la parte nord di Bali era largamente inesplorata. Oggi arrivano pulmini carichi di turisti attrezzati di macchine fotografiche sofisticate o brandenti aste con una GoPro in testa che ruotano a mò di registi di Nat Geo.

Come vedono scattare un flash tutti cominciano a fare la fila per un turno sulla tartaruga, un nudibranco o un pesce foglia.. Spero solo che a qualcuno l’acquazzone e la corrente abbiano fatto passare la voglia di andare in acqua..

Torno al diving sotto la pioggia, sono in costume e ci rimango finché non ho sciacquato attrezzatura e macchina fotografica. Sono giorni che piove. Ho la sensazione di essere diventata una rana. Acqua su, acqua giù. Le flip flop affondano dentro le pozze d’acqua che si formano ovunque.

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Vita umida…

Questo è l’ultimo giorno a Tulamben. Domani Bali centro. Quel posto dove i motorini sfrecciano assordanti, i tassisti ti fanno il clacson per rimorchiarti, la gente usa le mascherine per non respirare l’inquinamento. Alla tele la BBC offre un reportage super dettagliato del dopo terremoto in Nepal, in aggiunta al video dell’uccisione di Farkhunda, una ragazza di 27 anni, falsamente accusata di avere bruciato una copia del Corano. Non solo una folla di uomini l’ha linciata ma alcuni di loro hanno anche registrato l’azione dai telefoni. La qualità delle immagini è sorprendente. Sembra di essere lì in quel preciso momento. A questo punto ho lo stomaco sottosopra e non so se riuscirò a prendere sonno. Apro il computer e scelgo le foto da postare. Certe forme sembrano esistere per consolazione…

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