Malapascua e lo Squalo Volpe

Il passaggio di frontiera a Singapore mi ha riportato indietro nel tempo quando, prima dell’avvento delle norme sul terrorismo e sull’emigrazione, viaggiare era divertente.

Ho passato il controllo passaporti senza fare fila. Non mi hanno fotografato, nè preso l’impronta digitale. In qualche minuto hanno controllato il passaporto e mi hanno offerto una caramella. Qualche metro dopo c’era un monitor dove mi chiedevano di votare l’esperienza. Super good. Fosse così anche alle frontiere europee…

Ormai sono uscita da Singapore e arrivata nelle Filippine ma quell’esperienza avevo bisogno di raccontarla perché è anomala. Siete mai atterrati negli USA negli ultimi anni? Roba da mandarli a quel paese per lungo e per largo.

Nelle Filippine, invece, non entri se non hai anche il biglietto di rientro. Curioso.

Imbarco di Maya, Cebu per l'isola di Malapascua

Imbarco di Maya, Cebu per l’isola di Malapascua, Filippine.

Per arrivare all’isola di Malapascua dove sono diretta devo fare tre ore e più di macchina verso lo sperduto approdo di Maya, dall’altra parte di Cebu (Sebù). Chris mi aveva dato indicazioni di prendere una barca pubblica e di non pagare più di 20 pesos filippini ogni bagaglio. Dal finestrino della macchina il capo mafia locale mi dice che non c’è più nessuna barca che va a Malapascua. Se ci voglio andare devo affittare una barca solo per me che costa 1500 pesos. Ok gli dico. Poi c’è il prezzo dei bagagli. Ok gli dico. Salita sulla barca piccola (transfer sulla grande) mi dicono che c’è ancora da pagare il lavoro dei porter per i bagagli trasferiti dalla macchina alla barca (10 metri). Se non pago rimango ostaggio in barca. Pago ma gli spiego che ‘non avrò pietà per nessun filippino che incontro in italia’.

Fa caldo ed è umido. Molto più caldo dell’Indonesia. Mi sbarcano davanti all’albergo. La stanza all’Ippocampus è talmente piccola e kitch che lascio le valige e parto a cercare una stanza da ospedale, bianca e vuota. Nelle stanze kitch con i ventagli dipinti appesi alle pareti e le figurine primitive fatte con le noci di cocco non riesco proprio a dormirci. Da qualche parte, però, esiste sempre una stanza pulita e comoda, basta avere la fortuna di trovarla. La trovo.

Il problema è la distanza dal diving. Ogni mattina devo portarmi dietro a piedi l’attrezzatura fotografica: camminare sulla sabbia, sotto il sole, mi uccide. Ma, a parte questo inconveniente l’isola è stupenda e il diving che ho scelto è il migliore che potessi trovare! E’ aperto da soli 8 mesi. Sono tre ragazzi francesi che lavoravano alla Apple e hanno dato una svolta alla loro vita. Si chiama – French Kiss Divers – e lo stemma è una bocca rossa con al centro lo squalo volpe.

Quest’isola vive sullo squalo volpe. Prosperano almeno una ventina di diving, quaranta e più alberghi, dieci e più ristoranti su un’isola grande come Panarea.

In rotta verso Monad Shoal

In rotta verso Monad Shoal

A circa 45 minuti di barca veloce esiste la sommità di un’isola sommersa che diventa il punto di osservazione dello squalo volpe, elegante e poco conosciuto. Lo squalo sale dalla profondità del mare all’alba, appena si leva il sole, per farsi pulire la pelle dai parassiti da piccoli pesci blu e neri, e quando il sole diventa forte ritorna nel blu profondo.

E’ una ‘cleaning station’. La usano anche le mante.

La sveglia è allucinante. Alle 04:15 devo essere al diving. Metto l’Iphone sulle 03:52. Otto minuti per vestirmi, 15 per arrivare al diving. Laura, una ragazza francese che vive abitualmente in Australia, ci mette fretta. Ci ritroviamo mezzi morti dal sonno come carbonari che complottano in spiaggia. Raduniamo la nostra attrezzatura subacquea facendo il rapido calcolo di quello che stavamo per dimenticare e ci imbarchiamo. Dobbiamo arrivare prima di tutte le altre barche di subacquei che partono ogni mattina. Solo se entriamo in acqua 15 minuti prima degli altri abbiamo la possibilità di vedere lo squalo.

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Scendo dietro a Laura, giù, giù fino a 28 metri di profondità dove trovo, su un pianoro di sabbia, una base di cemento alla quale è legata una cima che corre in orizzontale fino a un’altra base di cemento. La cima è il limite che non possiamo oltrepassare. Nessun subacqueo può andare incontro allo squalo. Dobbiamo rimanere inginocchiati e aspettare. Per adesso siamo soltanto Laura ed io. Passa qualche minuto e dal blu davanti a me emerge lo squalo. Mi passa accanto così vicino che riesco a fotografarlo. Poi scompare. Dopo qualche minuto lo stesso squalo ritorna ma è troppo distante.

Laura mi fa cenno di muoverci. Ci sono altri pianori di avvistamento lungo la parete. A quest’ora però tutti i pianori sono ‘occupati’ dai subacquei. Nella scarsa visibilità vedo le bolle che salgono, migliaia di bolle.

In un’ora d’immersione ho avvistato lo squalo solo due volte.

Quando risalgo, il mare è pieno di barche. Se non avessimo avuto il vantaggio di quei 15 minuti non avrei mai potuto fotografarlo. Laura è stata un mito.

Che... (Chegane) guida e staff di French Kiss Divers..

Che… (Chegane) guida e staff di French Kiss Divers..

Isola di Gato, uno dei punti d'immersione più visitati. C'è però un prima e un dopo il tifone Yolanda. Oggi le pareti sono in ripresa ma tutti raccontano che la maggior parte di coralli e di forme marine sono andate distrutte.

Isola di Gato, uno dei punti d’immersione più visitati. C’è però un prima e un dopo il tifone Yolanda. Oggi le pareti sono in ripresa ma tutti raccontano che la maggior parte di coralli e di forme marine sono andate distrutte.

Gruppo di moto d'acqua con turisti filippini che si spostano da isola in isola..

Gruppo di moto d’acqua con turisti filippini che si spostano da isola in isola..

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