E se SeaWorld dicesse la verità sulla vita dei cetacei…

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“Se SeaWorld dicesse la verità sulla vita breve e miserabile dei cetacei reclusi in vasche di cemento, se dicesse la verità sulla grave depressione e l’alienazione di questi poveri animali… se i genitori sapessero della tristezza che c’è dietro il circo delle orche, porterebbero i loro figli al SeaWorld?” Questa è la domanda che s’è posto David Phillips, esperto di mammiferi marini dell’Earth Island Institute di Berkeley, la forza trainante dietro la causa legale, la terza in poche settimane, contro SeaWorld. Stavolta la grande catena di parchi acquatici è accusata di fuorviare il pubblico con dichiarazioni ingannevoli.

Le due precedenti azioni legali, una intentata in Florida e l’altra anch’essa in California, chiedono che SeaWorld rimborsi a milioni di visitatori il prezzo dei loro biglietti. In caso di condanna la cifra sarebbe colossale: miliardi di dollari. In tutti e tre i casi si sostiene che l’azienda abbia ingannato il suo pubblico sulle reali condizioni di vita degli animali prigionieri, le orche. L’ultima causa, presentata alla Corte d’Appello di San Francisco, richiede invece al tribunale della California di imporre a SeaWorld  di “smettere di farsi pubblicità con dichiarazioni ingannevoli sulla salute e il benessere delle orche, e di smentire pubblicamente tutte le precedenti false affermazioni.”

Vasche chimiche. Così hanno definito gli esperti le vasche dove vivono e si esibiscono le orche. Vasche piene di antibiotici, medicinali, disinfettanti. Innumerevoli gli unguenti usati per lenire ustioni e dermatiti: in vasche così basse e dal fondo chiaro i raggi UV penetrano facilmente e, rimbalzando ovunque, diventano una vera tortura per degli animali che possono raggiungere i nove metri di lunghezza e le dieci tonnellate di peso. La loro coda possente è progettata per consentir loro di viaggiare per migliaia di miglia, lungo quasi tutti i mari del pianeta, non certo una vasca. Tantomeno al sole della Florida o della California: le orche sembrano prediligere l’artico, dove si stima risieda l’80% degli esemplari. In mare possono vivere fino a 60 anni, mentre l’aspettativa di vita dei parchi marini tematici è circa dimezzata. E’ un gran bel predatore d’apice, l’orca: si nutre di pesci e di altri mammiferi, come le foche ed i leoni marini. Ma non si sono mai registrati attacchi mortali agli esseri umani in natura. Solo al SeaWorld. In altrettanti attacchi hanno perso la vita quattro persone: due addestratori, una giovanissima addestratrice e un ragazzo intrufolatosi in una vasca durante l’orario di chiusura.

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Orche impazzite. La storia dei reclusi del SeaWorld è un triste elenco di attacchi, di uccisioni di altre orche, storie di animali in panico, animali drogati. E’ la vita nei circhi, dove gli animali più grandi sono quelli che soffrono di più per questioni di spazi e di peso, per la loro anatomia complessa e pesante, la fisiologia delicata. L’azienda, che ha parchi tematici in Florida, Texas e California, nega con forza le accuse. Le ritiene infondate, sottolinea che i suoi parchi si attengono alle leggi e alle disposizioni del governo americano e che sono regolarmente controllati da funzionari governativi.

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Intanto Barbie non vestirà più la muta dell’addestratrice del SeaWorld. Lo ha dichiarato la Mattel, che ha ritirato tutte le versioni ‘SeaWorld’ della bambola più famosa del mondo. Sensibilità o neutralità strategica, la Mattel non vuole essere associata a quel mondo non più luminoso, ma improvvisamente triste, irrimediabilmente velato da ormai troppe ombre. E sembra di vederla Barbie immobile, mentre la tolgono dagli scaffali, mentre si gira dall’altra parte.

“Vogliamo, in ultima analisi, costringere SeaWorld a smetterla di essere un circo per cetacei,  interrompendo i programmi che prevedono la riproduzione in cattività, e consentendo alle orche di starsene in bracci di mare più ampi, di vivere il resto della loro vita con la garanzia di una alimentazione fornita da addestratori e da veterinari di SeaWorld.” ha detto Mark Palmer, vicedirettore di Earth Island Institute.

Se la gente sapesse quanta tristezza c’è dietro un circo acquatico, se la gente guardasse documentari come Blackfish, andrebbe lo stesso a vedere lo spettacolo del SeaWorld? Nel primo trimestre di quest’anno i visitatori sono addirittura aumentati del 5.6%, consegnando a Sea World un inaspettato guadagno di 3,2 milioni di dollari. C’è proprio qualcosa che non va decisamente e non solo nel SeaWorld, se Barbie, una bambola, si defila dallo spettacolo mentre noi continuiamo ad accorrere, continuiamo a guardare.

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