Profilo della persona obesa

Profilo della persona obesaSapete oramai quanto sia una fan della curcuma. La adoro e ne esalto spesso le qualità. Potete capire, quindi, quanto io mi sia irritata quando ho saputo che sono state sequestrate delle pillole dimagranti, acquistate sul web, etichettate come “capsule di curcuma di bellezza e salute”. Contenevano dinitrofenolo, un pesticida tossico. Ha causato diversi decessi. Siccome è presente sotto forma di polvere gialla, ma anche di crema, è spesso camuffato con la curcuma.

L’Interpol ha emanato un’allerta a proposito dell’acquisto di queste pillole. Questo dopo l’ultimo caso di decesso, una ragazza inglese di 21 anni, deceduta dopo averle assunte (in quantità eccessiva sembra).

La storia del dinitrofenolo nasce nel corso della prima guerra mondiale, quando fu utilizzato come esplosivo. Solo successivamente e incidentalmente, se ne scoprirono gli effetti dimagranti. E’ tossico, sia per gli animali che per gli uomini. Una sua ingestione provoca accelerazione del metabolismo con conseguente sudorazione, alterazioni psicologiche, fino alla morte. Altri effetti riportati, riguardano lesioni cutanee, problemi cardiocircolatori e cataratta. Non esiste antidoto, una volta raggiunta la dose letale.

Uno studio, pubblicato su The Journal of Medical Toxicity collega ben 62 morti nel mondo a questo tipo di sostanza.

Due anni fa, il Ministero della Salute aveva diramato un’allerta per non comprare un integratore per bruciare i grassi, chiamato Pure Caffeine 200 mg. L’etichetta poteva trarre in inganno, anche se in realtà si trattava di dinitrofenolo (296 mg in particolare). E’ una quantità preoccupante, considerando che la dose letale va da 1.000 a 3.000 mg, l’equivalente di 4-10 compresse.

Alla luce di tutto questo, i dati diffusi dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) a proposito della futura epidemia di obesità e sovrappeso che colpirà il mondo entro il 2030, sono molto inquietanti. Tali dati sono stati presentati in occasione del Congresso Europeo sulla obesità che si è svolto a Praga il 6-9 maggio 2015.

Le donne in sovrappeso passeranno dal 39% nel 2010 al 50% nel 2030, mentre quelle obese dal 10 al 15%. Ancora meno rosea sarà la situazione per i maschietti. Quelli in sovrappeso passeranno dal 58% nel 2010 al 70% nel 2030, mentre gli obesi dal 12 al 20%.

In particolare, in Europa, i maschi irlandesi guideranno la classifica nel 2030 con l’89% di uomini in sovrappeso (il 50% obesi). Le donne del Belgio avranno lo stesso primato, in sovrappeso all’89%, mentre le inglese con quello dell’obesità per il 26%.

Anche se si tratta solo di una previsione, non di una certezza, bisogna sicuramente provare a fare di più per combattere obesità e sovrappeso, fin dall’infanzia. Forse, è per questo motivo che mi ha incuriosito il risultato di uno studio pubblicato su Scienze Translational Medicine ad aprile del 2015. E’ stato eseguito da alcuni ricercatori dell’Imperial College London su un campione di 2.000 persone, scelte tra gli Stati Uniti e l’Inghilterra. E’ stato analizzato il loro profilo metabolico, le loro abitudini alimentari e l’indice di massa corporea. Poi, è stata eseguita l’analisi delle urine di tutti i soggetti per misurare i prodotti escreti. In questo modo, hanno individuato 25 sostanze legate all’indice di massa corporea. Le persone obese hanno, infatti, una maggior quantità di acetil-carnitina, che è una sostanza correlata al maggiore consumo di carne rossa. Le persone normopeso, invece, avevano alti i livelli di prolina betaina, legato al consumo degli agrumi. Diciamo che è stata ottenuta una specie di fotografia biochimica dell’obesità. Grazie a questi risultati, si spera un giorno di poter identificare i futuri obesi da un esame delle urine.

Un altro ricercatore americano, Claude Bouchard del Pennington Biomedical Research Center in Lousiana ha identificato 5 fattori predittivi che portano un soggetto ad ingrassare. E sono: bassi livelli di testosterone, scarsa massa muscolare, cattiva forma fisica, poca sensibilità alla leptina (ormone sazietà) e tendenza a consumare il glucosio più dei lipidi.

Tutti questi dati dovrebbero indurre la politica mondiale a promuovere il consumo di cibi più salutari, rendendoli anche più accessibili a tutti. Ma, visti i nomi delle multinazionali che stanno per esempio pubblicizzando l’Expo 2015, direi che siamo ancora lontani da questi ideali!

Per approfondire:

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