Rigenerare i tessuti senza le cellule staminali

Fattore HIF

Un’energia primordiale in grado di rigenerare i tessuti. Una cellula adulta che riacquista la capacità giovanile di rigenerare. Entusiasmante direi.

Questo è il risultato di uno studio condotto da una ricercatrice della Main Line Health (Usa) e pubblicato su Science Translational Medicine. La molecola responsabile del cambiamento è chiamata Hif. Il fattore Hif è famoso e conosciuto per la sua azione nella regolazione dell’ossigeno e nella produzione di energia in ambienti privi di ossigeno. E’ un fattore presente in tutti gli esseri viventi, normalmente inattivo tranne che nei topi. Gli esperimenti sono stati effettuati su un tipo di topi da laboratorio particolari, detti Murphy Roths Large, in grado di rigenerare i loro tessuti più velocemente ed efficacemente.

Questa scoperta è stata effettuata sui topi, per rigenerare o far ricrescere del tessuto danneggiato. Il prossimo passo sarà vedere se tale processo è applicabile a mammiferi più evoluti e, poi, all’uomo.

E’ un processo paragonabile a quello che avviene nelle lucertole che rigenerano la coda. Le cellule adulte si de-differenziano, tornano ad uno stadio quasi di staminali e vanno a riparare i tessuti danneggiati.

Ma approfondiamo un po’ le conoscenze a proposito del fattore Hif.

I normali processi fisiologici, che riguardano gli organi e tessuti nel nostro corpo, avvengono sempre grazie ad un adeguato livello di ossigeno presente nel sangue (parliamo di normossia in questo caso). Per ipossia, invece, parliamo di bassi valori di ossigeno. Tale stato è, generalmente, associato a condizioni patologiche: diabete, tumori solidi, ictus, problemi infiammatori, con conseguente proliferazione cellulare abbinata ad ipossia.

Le cellule tumorali, teoricamente, non disponendo di sufficienti quantità di ossigeno dovrebbero andare incontro a morte, ma proprio l’attivazione di Hif ne promuove l’angiogenesi e, quindi, la loro alimentazione e proliferazione.

Cambiamenti nella concentrazione di ossigeno inducono il nostro organismo ad attivare dei meccanismi per proteggere o limitare il danno. Una risposta che si instaura a livello molecolare è, proprio, l’attivazione di fattori di trascrizione chiamati Hif (Hypoxia Inducible Factor). I fattori Hif, identificati fino ad ora, divengono funzionali in condizioni di ipossia.

Capite, quindi, quanto possa essere importante ai fini di studiare un nuova terapia antitumorale, il ruolo dei fattori Hif attivati in caso di carenza di ossigeno.

L’anno scorso un tipo di fattore Hif, Hif1alfa, era stato al centro dell’attenzione grazie ad uno studio pubblicato sulla rivista Stem Cells and Development da parte di alcuni ricercatori dell’Università di Shangai. In questo lavoro, si evidenziava il ruolo del fattore Hif1alfa come potenziale responsabile delle qualità terapeutiche ossee di cellule staminali adipose. In questo caso, i ricercatori cinesi hanno utilizzato, per attivare il fattore in questione, il dimethyloxaloylglycine (DMOG): le cellule staminali adipose sono state trattate con diverse concentrazioni di DMOG. Sono stati effettuati sia esperimenti in vitro che su topi, affetti da deformazioni ossee. I risultati hanno evidenziato un miglioramento della capacità di guarigione da patologie ossee, grazie alle rinnovate attività angiogeniche ed osteogeniche delle cellule staminali adipose.

Tutto ciò è molto affascinante, anche se ancora molta strada c’è da fare per rendere più chiaro il meccanismo e mettere a punto tecniche efficaci sull’uomo.

Continuiamo a spingere in questa direzione.

Questa è la scienza che mi piace di più!

Per approfondire:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *