La casa comune di cui tutti siamo chiamati a prenderci cura

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Non posso dire di essere una simpatizzante della chiesa cattolica, eppure devo ammettere che questo Papa mi piace. Credo che dipenda da come è lui e non da cosa rappresenta. Inoltre, penserete che sono matta, ma mia figlia grande è nata il giorno di san Francesco e ama tutti gli animali del mondo. E’ un’anima candida che spero cambierà il mondo (naturalmente sono di parte!).

Perché parliamo del Papa? Perché il 18 giugno 2015 ha promulgato un’enciclica dal titolo Laudato Sì, che affronta il tema del rapporto tra l’uomo e la terra, che lui definisce sorella. E’ stata anche rinominata l’enciclica verde.

E’ costituita da un’introduzione, sei capitoli e due preghiere finali. Ed è la prima enciclica tutta di Papa Francesco.

Vediamo i temi trattati.

Un tema che viene trattato con molta attenzione, riguarda l’alimentazione. Enfatizza l’importanza dell’accesso ad acqua potabile e sicura per tutti. Condanna la cultura dello spreco e l’eccessiva produzione di rifiuti. Valuta positivamente i sistemi agricoli tradizionali e quelli che sono più attenti all’equilibrio ecologico.

C’è poi una parte che riguarda le risorse ittiche e il mondo marino. Viene condannato l’eccessivo sfruttamento che porta, inevitabilmente, a drastiche diminuzioni di molte specie.

Viene affrontato anche il tema degli OGM. E’ sicuramente un atteggiamento prudente, che viene adottato nei confronti di provvedimenti o tecnologie fortemente impattanti sul pianeta. La questione da tenere sotto osservazione, rammenta il Papa, riguarda problemi come l’oligarchia di alcuni gruppi di proprietari terrieri che detengono il monopolio delle sementi, la precarizzazione dell’attività agricola e, naturalmente, l’impatto sugli ecosistemi e sulla biodiversità degli ogm.

A questo proposito, anche la deforestazione è fra gli argomenti su cui insiste il documento.

Mi piace poi come il documento vada a sovvertire, dopo centinaia di anni, la visione antropocentrica che ha sempre avuto la Chiesa, che finalmente afferma che il cuore è unico. L’uomo che maltratta gli animali ha un cuore misero e manifesta già quella pochezza che lo porterà a fare la stessa cosa ad un suo simile.

Gli animali assurgono non più solo a risorsa sfruttabile, ma anche a bene da conservare e preservare, per il bene dei nostri figli e della terra.

La risposta a questi grandi temi è indicata dall’enciclica in una educazione ambientale responsabile. Invita, quindi, ad adottare comportamenti che possano incidere direttamente sull’ambiente: differenziare i rifiuti, consumare meno acqua, utilizzare i mezzi pubblici oppure condividere un veicolo, spegnere luci inutili, ridurre l’uso di carta o plastica, ecc.

Conclude dicendo che dovremmo cercare la felicità nelle cose semplici: “la felicità richiede di saper limitare alcune necessità che ci stordiscono, restando così disponibili per le molteplici possibilità che offre la vita”.

Ve l’ho detto, mi è simpatico!

E poi è sicuro che nessun uomo si salva se non si salva il pianeta. E forse la Chiesa l’ha capito.

L’enciclica avrà visibilità massima a settembre 2015, quando il Papa incontrerà il presidente degli Stati Uniti, Obama, e farà il suo intervento al Congresso americano e all’assemblea dell’Onu. Speriamo che possa incidere anche al Convegno mondiale sul clima che si terrà a dicembre 2015 a Parigi (il Cop 21).

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