OXI.. e poi con il fiato sospeso

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Sono felice e soddisfatta per il risultato del referendum greco. Fino all’ultimo ho temuto che avesse la meglio il SI votato dallo strato sociale più europeista della Grecia composto da frangie che vivono all’estero e da quelle che fanno affari con il commercio. Non perché i loro interessi non hanno diritto ad essere tutelati ma perché accettare i termini imposti da Juncker nel contratto di 10 pagine presentato alla Grecia voleva dire istituire una polizia ‘fiscale’ peggiore della Gestapo.

Avete mai cercato su internet di sapere esattamente qual’è il tasso d’interessi sul debito applicato alla Grecia? Siete riusciti a trovare l’informazione? Io non ci sono mai riuscita. Solo ieri guardando una breve intervista a d’Alema che spiega come dei duecento e passa miliardi di aiuti recenti solo il 10% è andato al governo greco per pagare le pensioni, ho appreso che il tasso è al 15%. Non voglio parlare di numeri perché è come dare i numeri mancando la trasparenza delle informazioni. Ma chiunque abbia avuto rapporti con le banche sa che per il denaro in conto corrente non pagano interessi ma pretendono tassi alti per lo sconfino o per un prestito. Per non parlare delle penali di Equitalia sul mancato versamento delle tasse che arrivano al 30%, tasso oltre l’usura.

Sono contenta del risultato del referendum soprattutto per un motivo: per la prima volta un governo chiede, attraverso il voto, il parere dell’elettorato. Questo governo greco non ha trattato dietro le spalle dei cittadini, di coloro da cui aveva avuto mandato per mettere fine all’austerità.

Detto questo in Grecia non cambierà nulla, non si tornerà a crescere. I cittadini greci non avranno il privilegio di vedere tornare a fiorire le loro entrate e il loro patrimonio. L’economia ‘democratica’ è finita perché non è mai esistita e oggi gli ultimi artifici per tenere in piedi anche solo l’apparenza sono crollati. Non ci sono più illusioni. E’ un male?

Mettiamola così. Finché l’economia dei consumi rimane in piedi non ci sarà mai la possibilità d’invertire il trend distruttivo del cambiamento climatico. Per arrestarlo dobbiamo cambiare il passo dell’economia. Meglio, dobbiamo fermarla del tutto e  abbracciare un cambiamento che attraversa uno stadio di apparente povertà.

La situazione di estremo disagio che stanno attraversando potrebbe investire anche noi da un momento all’altro. Prima che questo accada perchè è matematico che andremo verso un’economia senza scambio di denaro, preparatevi.

Il denaro è stato come una droga, ha paralizzato ogni altra alternativa, ci ha reso dipendenti da banche, crediti, prestiti, mutui. E dove c’è dipendenza, c’è abuso. La Grecia ha troppo bisogno di denaro per sperare di rinegoziare il contratto di Juncker, alla fine sarà obbligata a cedere, ad accettare quella liquidità. Sarà la fine per tutte le persone che non si sono impegnate in questi anni per trovare un’alternativa, soffriranno quelli che credono ancora nello Stato e nell’Europa come benefattori invece di organizzare la propria sussistenza in modo autonomo.

Forse la mia generazione ce la farà a vedere il crollo del sistema economico-monetario, forse ce la faremo a vedere persone solidali una con l’altra che ritornano ad avere una reverenza verso la terra e verso il pianeta.


 

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