Voce del popolo su TTIP e TISA

STOP TTIPUltimamente, si sente sempre più spesso parlare in televisione o sui giornali in codice. In che senso? Vorrei fare un sondaggio per sapere se tutti conosco le sigle con cui parliamo di argomenti importanti, che spesso nascondono manovre o trattative che avranno, prossimamente, una grande influenza sulla nostra vita!

Cominciamo con il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership). Si tratta di un accordo commerciale che l’America sta cercando di concludere con i Paesi Europei per ottenere la liberalizzazione del commercio, praticamente, in tutto in Nord Atlantico. La Commissione Europea ha stimato che l’economia europea avrebbe un innalzamento del Pil di 120 miliardi all’anno. L’aumento sarebbe effettivo, però, solo dopo 10 anni di entrata in vigore dell’atto!

Tale manovra, allo stesso tempo sostengono i detrattori, potrebbe avere delle ripercussioni negative, principalmente sulle norme igienico-sanitarie previste per il trattamento e la vendita degli alimenti. Con l’approvazione di tale accordo, episodi e scandali alimentari già riscontrati, come il pollo al cloro o la carne agli ormoni, potrebbero diventare una realtà quotidiana.

Inoltre, molte critiche sono state mosse riguardo le conseguenze che porterebbe sull’occupazione. O meglio sulla disoccupazione. Secondo alcune stime, andrebbero persi 1,3 milioni di posti di lavoro e si verificherebbe una perdita di circa il 30-40% degli scambi di prodotti.

Più in piccolo abbiamo il TPP (Trans-Pacific Partnership), che è simile al TTIP, solo che sono solo 12 i Paesi del Pacifico coinvolti.

Un’altra sigla, attualmente in discussione, che sta interessando l’opinione pubblica è la TISA (Trade In Services Agreement). È sempre un accordo di libero scambio, che ha come bersaglio però non i prodotti, ma i servizi: le banche, le telecomunicazioni, la sanità, i trasporti, l’istruzione, la ricerca, ecc. In questo caso, sono addirittura 52 le nazioni coinvolte: America, 28 Paesi dell’Unione Europea e altre 23 nazioni, tra cui Canada, Australia e Messico.

L’organizzazione internazionale fondata da Julian Assange, WikiLeaks, ci mette in guardia sui rischi di una tale manovra: rischi connessi maggiormente con la riservatezza (la protezione della privacy) e la protezione dell’ambiente naturale. Non da ultimo, il fatto che per esempio, si impone agli stati aderenti di non favorire i servizi locali, nel caso di bandi e gare di appalto, rispetto a quelli forniti dalle multinazionali. Forse sarà questo il motivo per cui tale accordo è molto caldeggiato dalle multinazionali americane, che stanno cercando di estendere la loro influenza sui singoli governi nazionali.

Teniamo ben presente che se passano il TTIP e il TISA, le società straniere non sarebbero obbligate a rispettare le nostre leggi nazionali e potrebbero avvalersi di un tribunale internazionale per eventuali controversie.

Inoltre, ben più preoccupante, tali accordi andrebbero a eliminare i nostri, già quasi inesistenti, limiti al problema dell’immigrazione. Infatti, la libera circolazione, che oggi avviene nei paesi aderenti all’UE, verrebbe estesa ai Paesi che firmano l’accordo.

Tali manovre sono state notate dai cittadini più attenti, che stanno cominciando a protestare, un po’ in tutto il mondo. Infatti, in 704 città del mondo, dalla Nuova Zelanda al Sud America, il 18 aprile 2015 si sono svolte manifestazioni di protesta.

 

Sicuramente, i politici al Governo non possono credere di poter stringere accordi, senza tener presente l’opinione dei cittadini.

Speriamo!

Per approfondire:

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