Con il cibo possiamo immunonutrirci

radici

Questa ondata di caldo ha sfiancato un po’ tutti, giovani e non. Il primo effetto, almeno per quanto mi riguarda, è stato farmi scendere la pressione sotto i piedi. Io che ce l’ho già bassa, figuriamoci il risultato!

Ho cominciato, allora, a pensare a dei rimedi naturali per ricaricarmi e per non incorrere in cali troppo repentini di pressione.

Cominciamo con definire una persona che soffre di pressione bassa. I suoi valori si attestano tra i 90/60 mm Hg a riposo. Sintomi tipici di ipotensione sono i seguenti: stanchezza, sete, nausea, vertigini, sudorazione. Tali sintomi sono, naturalmente, aggravati dalle alte temperature.

L’alimentazione è il primo step da curare con queste temperature, associate ad una ipotensione. Ricordiamoci, allora, che per fare una scorta di potassio dobbiamo consumare questi cibi: albicocche, cacao, spinaci, zucche e mandorle. Invece, per il pieno di magnesio, questi altri: riso integrale, frutta oleosa, verdure a foglia verde.

Vediamo dei rimedi naturali da utilizzare e da sapere, per sopperire a queste difficoltà. Per primo, abbiamo la liquirizia, in particolare la radice che non contiene zuccheri (come invece la caramelle gommose). Grazie ad una sostanza contenuta nella radice, la glicirrizina, si può incidere sulla regolazione della pressione, poiché aiuta ad assimilare il potassio e aumenta la ritenzione di sodio.

Ci sono, poi, delle piante definite adattogene, che aiutano l’organismo ad affrontare i cambiamenti climatici e lo stress. E sono il ginseng, il guaranà, la rhodiola.

Un altro trucchetto da utilizzare, che risulta piacevole da mettere in atto con questo clima torrido, è bere, in particolare del succo di barbabietola (preferibilmente due volte al giorno). Si tratta di un vero alleato del nostro cuore e della nostra circolazione. Contiene fibre, ferro, proteine, vitamina A, potassio e tanti sali minerali.

libro

Mentre mettete in atto questa serie di soluzioni contro l’afa, vi do un consiglio su una lettura interessante che mi è capitata tra le mani e che ritengo perfetta per aprirvi le idee su un concetto molto importante, la immunonutrizione. Il libro si chiama “Mangiare per prevenire” di Mauro Serafini ed Emilio Jirillo. Parla, appunto, di questa nuova scienza che si basa sul fatto che ogni cibo inserito nel nostro corpo produce una risposta immunitaria. Quindi, un problema infiammatorio si può acuire o meno a seconda dell’alimento ingerito. Probabilmente, era un’idea già un po’ risaputa, ma questi due studiosi hanno fatto un passo in avanti. Hanno, infatti, introdotto il concetto degli abbinamenti, per sfruttare al meglio il potere curativo. Per esempio, ci sono alcuni cibi che non devono essere associati: il cioccolato con il thè oppure il latte con la frutta.

Nel libro ci sono tanti consigli pratici e tanti concetti da tenere in considerazione, che hanno messo sotto forma di decalogo. Come, per esempio, il fatto che sia più pericolosa un’alta percentuale di massa grassa rispetto ad un peso elevato. Oppure il fatto che consumando alimenti ricchi di grassi e zuccheri, ad alto livello calorico quindi, saremo sottoposti ad una risposta immunitaria importante fino a 6-8 ore dopo l’ingestione del pasto: è come se il nostro organismo fosse allertato da un patogeno esterno e reagisse con conseguente attivazione del sistema immunitario I probiotici hanno un’azione protettiva nei confronti dei patogeni e, allo stesso tempo, immunomodulante; quindi, ben venga il loro uso, a tutte le età. Gli acidi grassi, come gli omega 3, sono invece in grado di controllare la produzione delle prostaglandine infiammatorie e di attivare le difese immunitarie.

Tale libro è il risultato di anni di studi di questi esperti. In particolare, i risultati più importanti sono stati ottenuti nel settore dei polifenoli, estratti dall’uva nera: le sostanze in questione hanno dato risultati sia in vivo che in vitro. Altri studi, effettuati con ricercatori giapponesi, hanno portato alla realizzazione di un prodotto, arricchito in polifenoli, in sperimentazione su pazienti giapponesi affetti da rinite allergiche o colite ulcerosa.

Chissà, probabilmente, l’immunonutrizione è la strada da percorrere nel nostro futuro…per potere averlo veramente!

Per approfondire:

http://sito.entecra.it/portale/public/documenti/promo_mangiare_per_prevenire.pdf

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