Le mille virtù del sulforafano dei broccoli

autism

Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. La sapeva lunga Ippocrate già nel 400 a.C.!

Forse proprio per questo, non dovrebbe stupirmi il risultato di uno studio condotto da alcuni ricercatori americani del Massachussetts General Hospital for Children e pubblicato a settembre 2014 su Pnas (Proceeedings of the National Academy of Sciences). L’oggetto del trial clinico riguarda l’autismo e come un supplemento nella dieta di pazienti affetti, a base di germogli di broccoli, possa alleviare i principali sintomi. Sono stati sottoposti a studio, un campione di 40 tra ragazzi e adulti (tra 13 e 27 anni), affetti da diversi livelli di autismo. L’esperimento consisteva nel somministrare a 29 pazienti, scelti casualmente, una dose giornaliera di sulforafano (tra 50 e 150 µmol); ai rimanenti 11 solo un placebo. Il sulforafano è una molecola attiva presente nelle verdure crucifere, tipo broccoli, cavolfiori e cavoli. Nessuno, neanche i familiari, erano stati messi al corrente di chi stesse prendendo il trattamento, fino al termine del trial. Dopo 18 settimane, molti erano i miglioramenti riscontrabili nei soggetti che avevano assunto sulforafano: il 54% aveva avuto una diminuzione dei comportamenti atipici, il 42% aveva migliorato la comunicazione verbale e il 46% ha avuto dei progressi nelle interazioni sociali. Infine, dopo 4 settimane dalla fine del trattamento, c’era stata una regressione dei sintomi a prima dell’assunzione di sulforafano. Gli 11 individui trattati con il placebo, non avevano, invece, avuto nessun cambiamento migliorativo.

germogli di broccoli

Questo primo studio non rappresenta, naturalmente, un punto di arrivo, ma al contrario dovrebbe essere di stimolo per i ricercatori intenzionati ad approfondire come il sulforafano possa correggere i problemi biochimici dei soggetti autistici a livello cerebrale.

Il responsabile di tale progetto, il dott. Talalay, ha studiato questo composto per decenni. Nel 1992, aveva dimostrato come fosse in grado di innalzare le difese immunitarie contro stress ossidativo e infiammazioni. Negli anni successivi, si è anche visto come il composto protegga le cellule dallo stress causato dalle alte temperature (inclusa la febbre). Il co-autore dello studio, il dott. Zimmerman, ha indagato nel 2007 la correlazione tra stati febbrili ed autismo. Dalle osservazioni, sembrava come se la febbre si fosse dimostrata utile, al pari del sulforafano, nel diminuire i sintomi dei pazienti autistici.

In Italia, le persone affette da sindromi autistiche sono circa 600mila. I pazienti, sono principalmente maschi (1 su 54). I malati hanno difficoltà a parlare e ad interagire con il mondo esterno, compresi i loro familiari. Normalmente, i primi sintomi si manifestano già a tre anni di età.

Vediamo gli altri studi che hanno evidenziato i benefici dei broccoli sul nostro stato di salute.

Sono un toccasana per le infezioni polmonari. Studio portato avanti dalla Johns Hopkins Medical School e pubblicato sulla rivista Amiracan Journal of Respiratory and Critical Care Medicine.

Un altro studio del 2013 ha dimostrato i benefici preventivi dei broccoli su artrite e artrosi. E’, anche in questo caso, il sulforafano il responsabile del rallentamento del processo di distruzione delle cartilagini delle articolazioni.

Un’altra ricerca, pubblicata su Plos nel 2012, ha evidenziato le capacità del sulforafano di uccidere le cellule della leucemia linfoblastica acuta, senza danneggiare le cellule circostanti sane.

Adesso, quando andremo al supermercato o al mercato a comperare la frutta o quando cercheremo in tutti i modi di far mangiare i broccoli ai nostri figli, pensiamo quanto veramente è importante quello che mangiamo per la nostra salute.

Mi aspetto, nei prossimi anni, una serie di altri studi di questo tipo riguardanti anche altre patologie, che si potranno prevenire e/o curare con l’alimentazione.

Teniamo però presente, come ha ribadito anche il dott. Talalay, che il supplemento che era stato dato ai pazienti autistici conteneva molto più sulforafano di quello contenuto in una quantità di broccoli, mangiabile normalmente.

Però, noi cominciamo a guardarli con un occhio e un “naso” diverso!

Per approfondire:

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