Vaccinazioni obbligatorie: diritto alla salute e diritto allo studio vanno di pari passo?

vaccini-scuolaA memoria, nella storia della medicina moderna, un intervento efficace come quello relativo alle vaccinazioni non si può riscontrare. Infatti, le vaccinazioni hanno permesso, in poco più di un secolo, di andare a estirpare malattie mortali come il vaiolo e di diminuire la diffusione di malattie infettive dai danni collaterali estesi, come per esempio il morbillo.

La diminuzione delle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate sotto la soglia del 95%, messa in evidenza da uno studio condotto dalla Società Italiana di Igiene e Medicina Preventiva e dal Ministero della Salute, è stata perciò vista come un campanello forte di allarme. Questo per quanto riguarda tetano, poliomelite, difterite ed epatite B. Per morbillo, parotite e rosolia, abbiamo, invece una copertura che si aggira intorno all’86%. Quindi, nel 2014, neppure le vaccinazioni obbligatorie hanno raggiunto il 95% di copertura! Se pensiamo a quella per il tetano, poco male, visto che serve per la sicurezza del singolo individuo. Però, se pensiamo alle altre patologie, è la comunità che ne sta pagando il prezzo.

Ad incrementare il pathos su questo argomento, molto sentito da noi genitori, ha contribuito la storia di una bimba di pochi mesi, che a soli 40 giorni ha contratto la pertosse. La bimba si è salvata, anche se tutt’ora ha problemi respiratori, ma la mamma, Alice Pignatti, ha voluto condividere questa problematica e mettere l’attenzione sul problema delle vaccinazioni, attivando una petizione su change.org perché possano effettivamente diventare obbligatorie.

Attualmente, è già necessario presentare copia del libretto vaccinale al momento dell’iscrizione a scuola, però i bambini vengono iscritti e ammessi lo stesso, anche se non in regola con tutte le vaccinazioni.

Il vecchio piano vaccinale copriva il triennio 2012-2014. Adesso la preparazione del nuovo è al vaglio della Conferenza Stato-Regioni.

Il deputato del PD, Filippo Crimì ha presentato alla Camera una proposta di legge per rendere obbligatori i vaccini (di morbillo e pertosse) per tutti i bambini che frequentano e si iscrivono alla scuola dell’obbligo e per sostenere una campagna di informazione e sensibilizzazione sull’argomento. All’interno dello stesso partito, la capogruppo PD nella Commissione affari sociali, Donata Lenzi, afferma come, invece, vada garantito il diritto allo studio, indipendentemente dalle vaccinazioni. Anche la senatrice del M5S, Paola Taverna, è della stessa opinione, affermando con decisione che i genitori non devono essere ricattabili e che diritto alla salute e allo studio sono sanciti dalla Costituzione, ma non legati a doppio filo.

L’Associazione culturale pediatri ha scritto recentemente una lettera che ha inviato al ministro della Salute Lorenzin, in cui chiede un sistema vaccinale nazionale, che vada ad erodere il federalismo regionale che si è venuto a creare. Un federalismo che spinge allo spreco delle risorse, che è illogico e forse il motivo di allontanamento dalle vaccinazioni per molti cittadini. Come è possibile, infatti, che ci siano vaccini differenti per le stesse malattie nelle varie regioni sarebbe interessante parlarne con il ministro!

Non è problema solo italiano, però, quello delle vaccinazioni obbligatorie. A luglio del 2015, è l’attore americano Jim Carrey che solleva un duro attacco contro il governatore della California, reo di avere fatto un atto di “corporative fascist” con la sua legge sulle vaccinazioni obbligatorie. La sua battaglia non è contro i vaccini in generale, ma contro il mercurio e il thimerosal, le neurotossine che avvelenano l’organismo dei bimbi a cui vengono iniettati. Probabilmente, questa sua campagna, piuttosto dura, è anche dovuta al fatto che l’attore è stato legato per svariati anni all’ex conduttrice del programma The View, Jenny McCarthy, un’attivista del movimento anti-vaccini, convita che il figlio sia affetto da autismo a causa di una vaccinazione.

Una cosa è sicura, manca l’informazione fornita prima della somministrazione del vaccino. Il consenso informato è un aspetto da non sottovalutare. Quindi, ben venga una campagna nazionale di sensibilizzazione per combattere la disinformazione!

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