Incontinenza: cause e rimedi naturali per affrontarla

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L’argomento tabù è balzato alle cronache recentemente, grazie al premio Oscar Kate Winslet che ne ha parlato apertamente in un’intervista, condividendo i suoi problemi con le perdite urinarie dopo la recente maternità. Si perché dopo 3 figli, adesso la bella attrice si trova ad avere problemi di incontinenza, se starnutisce troppo o salta su un trampolino con i suoi bambini.

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Questa malattia colpisce le donne, due volte più degli uomini ed è un problema per cui purtroppo, nel 70% dei casi, non ci si rivolge al medico. Forse perché lo si ritiene imbarazzante. Sto parlando dell’incontinenza urinaria. Quando la minzione è volontaria, allora vuol dire che il tratto urinario funziona regolarmente. Si parla, invece, di incontinenza urinaria quando, a causa di problemi, la minzione (piccola o grande che sia) è involontaria.

Si tratta di un malessere che molto spesso sfocia in un disagio psicologico pesante: porta, infatti, disagio ed inadeguatezza.

Svariate sono le cause che possono determinarla. Si parte dal semplice stress, a danni all’apparato urinario, all’utilizzo di medicinali che causano malfunzionamento della vescica, invecchiamento, parto, ecc.

A seconda dei sintomi riscontrabili, si possono individuare diversi tipi di incontinenza. C’è quella da sforzo, che si osserva quando si tossisce, si starnutisce, si sollevano pesi. La vescica non è piena, ma si ha comunque una perdita urinaria, anche se spesso si tratta solo di gocce. Poi c’è quella da urgenza, tipica delle persone anziane, caratterizzata da perdite involontarie causate da un bisogno urgente, non controllabile. Infine, c’è quella da rigurgito, che comporta perdite involontarie a causa della vescica troppo piena, che difficilmente riesce a svuotarsi completamente. Quest’ultima, è individuabile soprattutto negli uomini che hanno problemi alla prostata.

 

Di fatto, le madri che hanno partorito naturalmente sono più esposte a questa patologia. Anche l’obesità e l’età sono, però, due fattori che possono incidere negativamente.

Si stima, che in Europa non meno del 10% della popolazione sopra i 20 anni soffra, anche se sporadicamente, di incontinenza urinaria. In Italia, sono circa 3 milioni.

Farmaci e interventi chirurgici possono alleviare i sintomi, ma ci sono anche metodi non invasivi per migliorare i problemi relativi all’incontinenza urinaria. Per esempio, esercizi fisici, integratori alimentari e un cambio di stile di vita.

Gli esercizi fisici servono a rinforzare i muscoli del pavimento pelvico e sono indispensabili. Spesso, si utilizzano apparecchiature elettriche per la stimolazione passiva.

I più famosi e conosciuti esercizi prendono il nome di esercizi Kegel, dal nome del ginecologo che li usò per primi intorno al 1950. Si possono eseguire da sdraiata, seduta o in piedi, senza trattenere il respiro. Si contraggono i muscoli pelvici per circa 3 secondi e poi si rilascia per altri 3 secondi. Si ripete l’esercizio per 10-12 volte consecutive. Con il passare del tempo, si può aumentare il conteggio fino ad arrivare a 10 secondi.

I farmaci utilizzati, solitamente, vanno invece a bloccare l’iperattività della vescica oppure si tratta di terapie ormonali topiche. Nei casi di resistenza alle terapie di primo livello, è possibile che venga utilizzata anche la tossina botulinica, direttamente nella parete vescicale.

La chirurgia, invece, va a ricreare il supporto per la vescica e l’uretra.

Non potevo non elencarvi alcuni rimedi omeopatici utili nei casi di incontinenza femminile.

Un classico è Pulsatilla: tipico della perdita di urine dopo un attacco di tosse. Bryonia, invece, è indicato per le donne anziane che hanno perdite dovute al movimento o ad uno sforzo. Gelsemium è da utilizzare nei casi di enuresi notturna. Sepia ha un effetto migliorativo un po’ su tutto l’apparato urinario, incontinenza e vescica irritabile compresi.

Insomma, non dobbiamo vergognarci di affrontare questa patologia, ma riconoscere che è affrontabile e superabile. In fondo, siamo donne!

Per approfondire:

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