Il mare, quello che resta a Sharm

3S3A5946SMALLChris Catambrone, un imprenditore americano che insieme alla moglie Regina ha speso parte della sua ricchezza per salvare i rifugiati dal naufragio nel Mediterraneo, raccontò in un’intervista che il rischio vero è sempre minore di quello che si percepisce. Questa debolezza umana è stata la sua fortuna perché lui assicura persone e cose nei paesi in guerra.

Sharm è deserta. L’ho dovuto dire a poche persone dove andavo perché chiunque mi rideva in faccia. ‘Ma sei matta?’

Ho fatto i miei calcoli e questo posto non mi sembra affatto pericoloso anzi se posso essere sincera mi sembra che stia vivendo il periodo migliore da quando lo frequento. Certo se a Naama i bar e i ristoranti spegnessero quelle luci e insegne multicolorate che urlano karaoke, drink, happy hour a clienti che non sono mai arrivati, per lasciarci nel buio intravedere le stelle e la luna .. allora sì.. questo sarebbe un natale perfetto.

E’ in parte una vacanza.. ho approfittato della chiusura dell’ufficio e della distrazione di tutti con i regali per venire in mar Rosso a fotografare. L’idea è quella di riunire gli articoli di Claudio Di Manao su Sharm e farne un libro con altro testo e foto. Ho prenotato a settembre. Quando è venuto giù l’aereo russo ci ho pensato ma ho rifiutato la paura, semplicemente perché non posso.

Qui dicono che la situazione è peggiore di quando è scoppiata la primavera araba. Per strada non c’è traffico, per mare non ci sono barche sono tutte all’ormeggio in porto, nelle spiagge non ci sono turisti ma egiziani, i ristoranti sono aperti ma senza clienti, gli alberghi hanno fatto l’albero di natale ma non lo vedrà nessun cristiano straniero.

Ovunque mi giro c’è silenzio, tranquillità, pace..  sono tutti improvvisamente sinceramente ospitali.

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