Alla scoperta del lato nascosto della natura

humus

Anne Biklé e David Montgomery sognavano un giardino rigoglioso. Non avrebbero mai pensato che intraprendere questa semplice attività domestica li avrebbe trascinati in un lungo viaggio alla scoperta del mondo nascosto dei microorganismi, un mondo che è intorno e dentro di noi, senza il quale non potremmo sopravvivere.

Spesso, però, i viaggi più indimenticabili iniziano per caso, sfogliando una rivista, incontrando uno sconosciuto o, come in questo caso, dando il primo colpo di vanga a quel piccolo lembo di terra dietro una casa nuova.

Un giardino con dei segreti
In realtà, l’inizio del viaggio fu sconfortante. La coppia di scienziati (lei biologa e lui geologo), appena trasferiti nella nuova abitazione, si misero  all’opera per trasformare il cortile da tempo abbandonato in un accogliente giardino. Dopo aver acquistato alberi da frutto, cespugli e altre piante in grande quantità cominciarono a scavare ma, sorpresa, la vanga non era in grado di penetrare il suolo in profondità. Il terreno a loro disposizione era composto da grossi ciottoli di una matrice argillosa, impossibile da lavorare con gli strumenti a loro disposizione.

Le piante acquistate, però, dovevano essere messe a dimora il prima possibile e, i coniugi Montgomery, si concentrarono per affrontare il problema in modo scientifico e trovare una soluzione in grado di salvare, letteralmente, pere e cavoli.

Chiunque abbia un po’ di pollice verde saprà dirvi che la differenza tra un giardino rigoglioso e una landa deserta è da ricercare principalmente nella struttura del suolo e nella giusta presenza di humus. Effettivamente, l’alternanza di sedimenti fini e grossolani è necessaria per la circolazione di aria e acqua negli strati profondi mentre l’humus funge da serbatoio di stoccaggio idrico e da fonte di elementi nutritivi essenziali per le piante.

Non potendo in alcun modo modificare la natura fisica del terreno decisero che la soluzione più rapida ed efficace sarebbe stata quella di ricoprire tutta la superficie con uno spesso strato di materia organica in decomposizione. Ma dove recuperare tutto quel compost in così poco tempo senza dar fondo alle proprie finanze e non inimicarsi il vicinato con il forte odore di pollina (il concime organico prodotto industrialmente)?

Anne chiese trucioli di legno agli arboricoltori, fondi di caffè alle caffetterie del quartiere e foglie secche ai vicini. Al tutto aggiunse un po’ di “zoo doo”, un magico miscuglio di feci di animali erbivori (giraffe, ippopotami, etc), recuperate nel vicino giardino zoologico, un po’ di fuco e un po’ di melassa.

L’amalgama così composta fu versata sul terreno in uno spesso strato e nel giro di due settimane scomparve quasi completamente rendendosi necessaria una seconda operazione di fertilizzazione.

Il mondo invisibile si manifesta
La cosa incuriosì molto i due scienziati che iniziarono a chiedersi che fine avesse fatto tutta quella materia organica.  Non ci volle molto a scoprire che i maggiori fruitori del magico miscuglio appartenevano a un mondo nascosto formato da batteri e funghi senza i quali le piante non potrebbero crescere o difendersi dagli agenti patogeni che causano le malattie.

Ciò che Anne e David avevano scoperto con l’esperienza, è sempre più frequentemente dimostrato da specifici studi scientifici. Gran parte dei microorganismi naturalmente presenti nel terreno sono in grado di contrastare lo sviluppo di malattie delle piante molto più efficacemente dei più comuni fitofarmaci.

C’è di più: uno studio sulla specie Nicotiana attenuata, condotto sempre negli Stati Uniti da ricercatori del Dipartimento di Ecologia chimica del Max Plank Institute di Jena (Germania), ha persino confermato che lo sviluppo di un’equilibrata flora batterica nel terreno avviene quando la pianta coltivata non è trattata con fitofarmaci e quando la coltivazione non è attuata in monocoltura.

In genere le specie autoctone sono in grado di reclutare in autonomia il loro esercito di microbi, come avviene in ambiente naturale, ma quando nel nostro giardino introduciamo specie di lontana origine è spesso necessario arricchire la comunità microbica esistente con altri microorganismi utili.

Dire che le piante hanno bisogno di un suolo sano significa, quindi, che una bilanciata comunità microbica del suolo è essenziale perché le piante crescano e rimangano in salute, sia che si tratti di un ciclamino in un vaso che di un campo di mais.

Dice David “Anne stava nutrendo un mondo invisibile per alimentare e proteggere la parte visibile della natura”. I due scienziati rimasero talmente affascinati dal processo a cui avevano dato vita che decisero di scrivere un libro sull’importanza della restaurazione e conservazione del suolo.

Il microbioma umano
Purtroppo, però, mentre stavano scrivendo le prime pagine a Anne è stato diagnosticato un cancro cervicale. Quel cancro è noto essere causato dall’infezione da parte di un virus , il papillomavirus umano, contratta da Anne molti anni prima. Fu un duro colpo per lei rendersi conto che un abitante di quel mondo, che tanto l’aveva affascinata nel suo giardino, era in grado di provocare danni gravissimi.

Per fortuna l’intervento a cui fu sottoposta riuscì perfettamente e il tumore sparì completamente. A quel punto i due si posero una nuova domanda: come fare per mantenersi sani e a lungo?

Guardando il suo rigoglioso giardino si convinse che anche dentro di lei c’era un mondo di microbi che dovevano influenzare il suo stato di salute, come i batteri del suolo influenzavano quello delle sue piante.

Per trovare la risposta alla sua domanda, ancora una volta, si mise a studiare, leggendo le ricerche più recenti sul microbioma umano. Si concentrò sullo studio dei microorganismi presenti nel nostro intestino, lasciandosi guidare dal famoso libro di Giulia Enders, Gut.

gut

Comprese che il nostro futuro non è scritto solo nel nostro DNA ma è fortemente influenzato dai miliardi di batteri presenti nel nostro intestino. Fino a poco tempo fa eravamo convinti che la sola predisposizione genetica con l’esposizione a un fattore ambientale scatenante fosse sufficiente a sviluppare malattie come le allergie, le malattie autoimmuni o i tumori.

macrobiota intestinale

Microbioma intestinale

È sempre più chiaro, invece, che dentro di noi esiste una civiltà parallela (il microbioma umano, appunto) il cui genoma collettivo porta con se un numero di informazioni cento volte superiore a quello dell’uomo.

I batteri a noi noti non rappresentano altro che una piccola percentuale del mondo che vive nel nostro interno al punto che nel nostro corpo ci sono più cellule appartenenti ai microorganismi che cellule nostre.

Il microbioma che ospitiamo, poi, cambia da individuo a individuo e nello stesso individuo nel tempo cosicché non è da escludere che i cambiamenti nella sua composizione possano essere responsabili dell’espressione di geni che portano a una determinata malattia.

Anne fu molto sorpresa di conoscere i meccanismi che mettono in relazione il microbioma umano e le cellule immunitarie ma capì pure che, come i fitofarmaci avevano quasi completamente distrutto la vita invisibile del terreno, il nostro uso massiccio di antibiotici distruggeva quella all’interno del nostro corpo.

A ogni substrato il giusto compost
Forte dell’esperienza del suo giardino, capì che per mantenere la sua flora batterica intestinale in salute, avrebbe dovuto cambiare drasticamente la sua alimentazione. Stop a latte e vino e via libera a  vegetali a foglia verde, cereali integrali e ridotti quantitativi di carne.

Certo, il cambiamento non fu entusiasmante ma, ammette, è stato molto più facile seguire la nuova dieta, pensando che con quei cibi non stava alimentando se stessa ma i microbi che avrebbero contribuito al suo futuro benessere.

Da bravo marito, anche David seguì il nuovo regime alimentare e, nel giro di un anno, i suoi problemi intestinali e di colesterolo si risolsero completamente. Tutto grazie a una rivoluzione alimentare e un po’ di esercizio fisico.

In difesa dell’esercito invisibile
Abbiamo combattuto e stiamo ancora in parte combattendo una guerra durissima contro quei microorganismi che riteniamo la causa delle nostre malattie o delle malattie delle piante che coltiviamo o degli animali che alleviamo. Non ci rendiamo conto però che erbicidi e pesticidi non sono selettivi ma distruggono qualsiasi forma di vita microbica del terreno. Una battaglia simile avviene nel nostro corpo quando utilizziamo antibiotici in maniera indiscriminata.

L’uso degli antibiotici nel combattere alcune patologie è insostituibile ma deve avvenire solo dietro esplicita indicazione medica perché è stato recentemente dimostrato che un solo ciclo di antibiotici è in grado di apportare dei cambiamenti nel microbioma del nostro intestino che persistono per mesi.

“L’agricoltura e la medicina – conclude Anne – sono due tratti fondamentali dell’umanità e non ci si rende ancora conto di quanto in più si sarebbe potuto fare se avessimo sostenuto e nutrito la comunità microbica”.

Il loro viaggio nella natura invisibile è raccontato in un libro, The Hidden Half of Nature, appena pubblicato in lingua inglese. Un viaggio alla scoperta dell’importanza vitale di organismi invisibili, iniziato in un piccolo giardino alla periferia di Seattle.

libro

Per approfondire

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