Correlazione tra glifosato e celiachia?

glifosato

Volevo parlarvi del diffondersi sempre maggiore dell’intolleranza al glutine fra i giovani. Adesso anche invitare gli amichetti delle mie figlie a fare merenda è diventato problematico. Devi stare attento a mille cose, oltre al gusto personale, alle allergie e al crescente diffondersi di intolleranze.

A questo proposito, mi ha colpito un articolo uscito alla fine del 2013, che ha messo in correlazione la celiachia con l’utilizzo indiscriminato in agricoltura di un diserbante contenente glifosato.

I due scienziati americani, che hanno pubblicato quest’articolo sulla rivista Interdisciplinary Toxicology, hanno notato come circa il 5% degli americani e del popolo europeo sia affetto da questa malattia, che oramai non viene più considerata rara. Si parla, piuttosto, di una specie di epidemia, che questi ricercatori sostengono essere incrementata dal glifosato, principio attivo presente in un erbicida, il Roundup. Questo diserbante, prodotto dalla Monsanto, è stato creato per essere utilizzato in abbondanza sui semi OGM, modificati appunto per resistere all’azione dell’erbicida, in grado di uccidere le erbacce.

Lo studio rivela come i pesci carnivori esposti al glifosato sviluppavano problemi intestinali, simili a quelli causati dall’intolleranza al glutine. Inoltre, il glifosato inibisce gli enzimi della citocromo P450 (il basso livello è tipico della celiachia); ha la capacità di chelare alcuni metalli come ferro, cobalto, rame e molibdeno (carenti appunto nella celiachia); va, infine, ad esaurire amminoacidi importanti come il triptofano, metionina e tirosina (deficitari anche nella malattia).

Problemi di salute secondari, come il linfoma non-Hodgkin e i disturbi di fertilità, sono anch’essi correlati alla malattia e, contemporaneamente, sono il risultato di una esposizione all’agente mutante. Una coincidenza?

Una ricercatrice del MIT, la dott.ssa Seneff, ha scoperto come da circa 15 anni in America si sia diffusa l’abitudine di spruzzare il Roundup sui campi, prima della mietitura. Tale pratica, infatti, aumenta la resa per ettaro. Ma in che modo? E’ l’azione del glifosato che va ad essiccare le brattee della spiga, che mentre muore porta con sé anche i chicchi, che invece rimarrebbero attaccati alla spiga se fosse umida. Diciamo, che tale operazione serve ad uniformare il disseccamento e la mietitura del campo, a nostro piacimento. Ma a quale costo per la nostra salute?

Sicuramente, la quantità di glifosato che il nostro corpo assorbe con l’alimentazione è cresciuta esponenzialmente. Inoltre, dopo che il brevetto è scaduto, il suo prezzo è diminuito fortemente, portando ad un suo utilizzo massiccio.

E’, infatti, l’erbicida più utilizzato; la maggior parte delle volte commercializzato in sottomarche. E continua ad essere indicato come “apparentemente non tossico per l’uomo”.

Che vi devo dire, provate a guardare il reportage sulle coltivazioni OGM nelle pianure argentine, condotto dal giornalista francese Paul Moreira. Qui, tra i campi di soia e mais OGM, ci sono vere e proprie disseminazioni di erbicidi, che risultano sempre meno efficaci e la cui quantità, quindi, sta lievitando, per continuare ad ottenere la stessa resa in raccolti. In queste zone, ci sono moltissimi bambini che nascono deformati. I genitori li nascondono, quasi fosse colpa loro.

Anche la dott.ssa Seneff ha lanciato l’allarme, indicando come negli ultimi 3 anni ci siano stati 20 neonati malformati nello stato di Washington.

Ci sono studi pubblicati che confermano come il glifosato provochi l’anencefalia nelle rane: bloccando la degradazione dell’acido retinoico che si accumula nel feto si ottiene, appunto, la formazione di rane senza cervello.

Teniamo, inoltre, presente che tali veleni rimangono, in maniera persistente, nelle falde acquifere. E non sappiamo ancora che conseguenze porteranno nei prossimi anni.

Forse è per questo motivo che ci sono dei Paesi, come la Russia, che non intendono cedere al “fascino” degli OGM, vietandone l’importazione.

E anche la Cina sembra essere diffidente, in quanto ha notato l’aumento di casi di infertilità, autismo e Parkinson, dopo l’incremento delle importazioni di soia OGM.

Attendiamo nuovi studi e conferme.

Per approfondire:

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