Un nuovo Test per individuare il tumore

test dei liquidi

Una vera e propria rivoluzione sta per arrivare in ambito sanitario, in particolare oncologico. Si tratta della prima biopsia liquida per poter rilevare alcuni tipi di tumori, sviluppata dall’Università della California di Los Angeles in collaborazione con il West China Hospital of Sichuan University. Il dottor David Wong ha presentato, in maniera sperimentale, tale metodica al Convegno dell’Associazione americana per l’avanzamento delle scienze, che si è svolta a Washington dall’11 al 15 febbraio 2016. Il test è poco costoso, 20 euro, dà un risultato in 10 minuti e sembra essere attendibile al 100%. Si tratta di un test per rilevare il DNA tumorale presente nei fluidi corporei, come la saliva e il sangue.

esosomi

esosomi

L’analisi si basa su un dispositivo elettrico che è in grado di sondare il contenuto degli esosomi, che sono frammenti di membrana rilasciati periodicamente dai tessuti nei fluidi biologici. Il macchinario può far rilasciare agli esosomi il loro contenuto, svolgendo quindi un’azione di riconoscimento delle sostanze rilasciate.

Per ora è stato testato sul tumore ai polmoni. Si è scelto questo tipo di patologia, molto probabilmente, perché i metodi attuali di diagnosi sono complicati e, poi, perché si riesce a monitorare la diffusione del cancro e non a rilevarlo allo stadio iniziale. Entro l’anno dovrebbe entrare in protocollo di sperimentazione in Cina, sui pazienti affetti da questa patologia. In due anni, invece, dovrebbe ottenere l’approvazione da parte della Food and Drug Administration americana, per poter poi essere disponibile in Inghilterra in 4 anni.

FDA

Si pensa già ad un adattamento per lo screening del tumore del pancreas, che attualmente non ne ha di efficaci e precoci. In futuro, si potrà ottenere uno screening per testare contemporaneamente più di un tipo di tumore.

Gli Stati Uniti sono, naturalmente, all’avanguardia per questo filone di ricerca. Per esempio, il National Cancer Institute ha messo a punto un test dal sangue in grado di prevedere la ricomparsa di un tumore, meglio di una tac e con molto preavviso. Forse proprio a causa di queste prospettive, negli Usa è nata un’azienda di biotech a San Diego, la Grail, che ha nel suo consiglio di amministrazione i fondatori di Amazon e Microsoft. Ha una dotazione finanziaria di 100 milioni di dollari. E il nome rappresenta già tutto un programma. Grail infatti per gli anglosassoni rappresenta il Santo Graal. E l’amministratore delegato ipotizza di avere un test, pronto all’uso, per il 2019. E ha già promesso di effettuare il test, per validarlo, su 30-50.000 persone.

Gli scettici però contestano la metodologia. Infatti, l’analisi va ad indagare solo alcune mutazioni, cosiddette spia, del tumore. Tuttavia, è da considerare che anche alcune cellule dell’organismo, non tumorali, subiscono mutazioni simili (pensiamo a polipi, nei ed escrescenze benigne). E poi c’è la Food and Drug Administration, che richiede una preventiva approvazione regolatoria. Infatti, ha dichiarato più volte che questi test non hanno ancora nessuna validità clinica, per poter essere utilizzati come metodi di screening diagnostico preventivo dei tumori.

Altre società americane, in questo periodo, hanno avviato un progetto in tal senso, come la Guardant Health e la Exosome Diagnostics. Stanno testando biopsie liquide su pazienti già affetti, per monitorare l’efficacia di un trattamento e/o di un farmaco o scoprire una recidiva in corso.

Anche l’Italia, però dal canto suo, sta portando avanti un progetto dal titolo CANCER-ID, a cura dell’Istituto Oncologico Veneto, con l’obiettivo di individuare, tramite analisi del sangue, dei marker che possano monitorare l’andamento dei tumori e/o l’efficacia delle cure.

Insomma, speriamo che i prossimi anni la ricerca ci possa portare a delle certezze su una tematica così importante, che riguarda veramente tutti noi. Infatti, abbiamo tutti un parente, un amico o un vicino di casa che ha contratto un cancro. Direi che potremmo fare a meno dell’ultimo modello di smartphone, ma non di un test predittivo su una malattia spesso senza via di uscita, soprattutto se non diagnosticata in tempo!

Per approfondire:

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