Beginners

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In uno di quei libri che giacciono sigillati nella plastica originale nella biblioteca di cacciatori, pescatori, raccoglitori del paleolitico molto diffusi ancora al nostro tempo,ho sottolineato questa frase the sustainable society that would replace the present consumer society would provide for wider and more profound forms of fulfilment than that provided by the consumption of material objects“. Questa la traduzione: “La società sostenibile che sostituirà la società dei consumi odierna offrirà forme di appagamento più profonde di quelle offerte dal consumo di beni materiali.”

Scritto nel 1990 da Andrew Dobson, professore di Politica in una Università inglese, già 26 anni fa.

Forse non si chiamerà società sostenibile, si chiamerà la nostra vita quella che va a pennello solo a noi e che non deve per forza diventare una società soggetta alle stesse regole degli altri, quella di cui parla Dobson.

Certo è che oggi la parola sostenibile connota un fare marcia indietro, una involuzione dai modelli economici-consumistici di ieri. E il perché è nel limite al consumo che abbiamo toccato, risultato poi nel cambiamento climatico ad esempio – oppure nello sparpagliamento della plastica in ogni lembo remoto del Pianeta. O perché ci sentiamo maledettamente infelici e inappagati.

Questa frase che ho riletto recentemente, mi ha fatto venire in mente la compensazione di cui parlo nel post precedente. La gente insoddisfatta, sclera, e per compensare si lascia andare a soddisfazioni immediate. Ha bisogno di soddisfarsi.. a tavola innanzi tutto (il contenuto del mare che prima sguazzava libero e coordinato ce lo siamo mangiato al ristorante avidamente); uccidendo (niente di più semplice per aumentare l’auto stima che postare la foto sui social con le grasse prede stecchite e archiviate sui carnieri); prendendo scorciatoie per vivere nel lusso fregando il prossimo; cercare un angolo di fama con qualsiasi mezzo.

In questi e in centinaia di altri casi puoi dire che la persona pensa a breve termine. Nel modo identico alla classe politica che riforma male e a breve termine, ispirati dalla scadenza del loro mandato.

Una delle cose che avrei voluto dire quando ho presentato il libro all’Eudi è che la vita (intendo la creazione) è una cosa supersonicamente eccezionale, se c’è una droga potente, un allucinogeno da farti saltare la testa è pensare a come è stata concepita la creazione.

Non lo posso dire a nessuno perché mi prenderebbero per matta, mi rinchiuderebbero, mi toglierebbero il saluto. E infatti sono qui in questa ‘buca del suggeritore’ che è questo blog nascosto, senza notorietà o fama, per urlare sottovoce, molto sottovoce, con un filo di voce che la vita è una cosa incredibilmente meravigliosa, che l’universo è dalla nostra parte. Sta lì accovacciato come una leonessa che manda i suoi geni fuori per il mondo e guai a chi glieli tocca.

Distruggere, accaparrandosi le risorse, prima ancora di avere capito come funziona il sistema è uno spreco. L’abbondanza non è lì dove sta l’accento. E’ nel sentire diverso, è in una gamma di sensazioni che partono dalla conoscenza.

Se tu sai come funziona un gioco, ci puoi giocare e divertirti. La creazione è un gioco. Questa vita materiale è lo stadio più lento al quale possiamo giocare. Siamo al livello 1. Beginners. Man mano che leggi le istruzioni avanzi di livello. Advanced. Vedere una foresta senza capire come è stata concepita, è uno spreco. Non sapere che parte del nostro patrimonio genetico è comune a tutti gli animali perchè discendiamo dallo stesso esemplare, è uno spreco. Distruggere il mare senza apprezzare il fatto che la sua forma migliore è stata raggiunta solo adesso esattamente nello stesso momento in cui la possiamo osservare ed apprezzare,dopo miliardi di anni di tentativi, è uno spreco.

Qual’è l’obiettivo dell’Universo? Quello di darci in mano le formule della creazione e renderci creatori indipendenti e liberi all’infinito.

Se leggete prima o poi v’imbattete in qualcuno che l’ha detto. Un fisico, un matematico, un artista, un filosofo. Non c’è altra interpretazione se non questa. 

 

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