Guardian Sustainable Business Awards, i professionisti all’avanguardia del cambiamento

sostenibile

Se innovare e cercare il raggiungimento della sostenibilità è un merito (ma purtroppo non ancora un dovere) per un’azienda, un’organizzazione o un singolo, lo è altrettanto dargli il giusto risalto e riconoscimento. E se la politica e le istituzioni non lo fanno, è dovere di noi giornalisti rendere noti i nomi di coloro che fanno bene, dare visibilità al duro lavoro che c’è dietro i loro progetti e cassa di risonanza ai risultati ottenuti. A questo scopo il prestigioso e autorevole quotidiano inglese The Guardian, unico esempio nel panorama editoriale, dal 2011 organizza ogni anno i Guardian Sustainable Business Awards, premiando i business sostenibili che si sono distinti per guidare il cambiamento.

Guardian Sustainable Business Awards 2013 Promo

Aperti ad aziende e istituzioni (esclusi i quotidiani nazionali e regionali) con un posto di lavoro o sede legale nel Regno Unito (tuttavia il progetto o l’iniziativa possono essere globali o attuati al di fuori della Gran Bretagna) il cui lavoro su alcuni elementi del progetto o dell’iniziativa ha avuto luogo tra il 14 febbraio 2015 e 12 febbraio 2016, i premi sono divisi in 13 categorie votate da una giuria di esperti – molti dei quali leader mondiali nel campo delle aziende sostenibili – più 2 i cui vincitori sono scelti dai lettori attraverso una votazione pubblica tra i candidati di ogni categoria selezionati dal team di esperti di sostenibilità del Guardian (tra cui un esperto indipendente), votazione che in questa edizione di concluderà il 22 aprile. È possibile inviare lo stesso progetto in più categorie ma non si possono presentare più voci nella stessa categoria. I vincitori saranno annunciati durante la cerimonia di premiazione il 27 maggio, online e nel supplemento speciale che sarà pubblicato sul quotidiano cartaceo.

I criteri selettivi per la scelta di massimo sei finalisti per ogni categoria sono: come efficacemente il progetto o l’iniziativa soddisfano i criteri specifici della categoria di partecipazione; se c’è dimostrazione di un cambiamento misurabile e sostenibile come risultato del progetto; se il progetto va ben oltre la prassi degli standard di sostenibilità; quali sono state le sfide che il progetto ha dovuto superare. Successivamente i giudici confrontano i punteggi e decidono un vincitore e fino a due secondi classificati in ogni categoria.

Tratteggiamo brevemente le categorie di quest’anno: Mossa audace (novità di questa edizione), rischiosa e innovativa per far progredire la sostenibilità; Aree edificate, risanamenti o progetti di nuova costruzione con approcci all’avanguardia per ridurre gli impatti ambientali negativi delle aree costruite; Carbone e gestione dell’energia, iniziative che adottano un approccio olistico alla misurazione, gestione e riduzione delle emissioni; Collaborazione tra diversi partner per un progetto che offre risultati veramente sostenibili; Comunicare la sostenibilità attraverso campagne che hanno coinvolto e divertito, incentivando l’azione e portando a cambiamenti concreti; Diversità e inclusione sia all’interno della propria forza lavoro sia nell’ambito di progetti esterni; Finanza per fare del bene (nuova) attraverso lo sviluppo di modelli finanziari o strumenti che producono benefici sociali, ambientali e di business; Effetto Positivo, misure concrete intraprese per dare un contributo positivo alle comunità, alla società e all’ambiente; Impatto sociale di un progetto o un’iniziativa; Startup dell’anno (nuova), società di nuova costituzione che hanno iniziato a commerciare tra il 1 gennaio 2011 e il 31 luglio 2015, con al centro la sostenibilità; Catena di distribuzione, progetti che incorporano il rispetto dei diritti umani, economici e ambientali attraverso un’impresa o una catena di fornitura del prodotto; Rifiuti, progetti o prodotti all’avanguardia dell’innovazione nei rifiuti e iniziative di rigenerazione e di ripensamento dei rifiuti; Acqua (nuova), progetti, tecnologie o politiche che migliorino la disponibilità, l’accesso o la qualità dell’acqua.

I due premi speciali nominati dai lettori e votati dal pubblico sono: Leader dell’anno, che premia un individuo che ha dimostrato eccezionale leadership di sostenibilità, dedizione e coraggio nel far progredire l’agenda di business sostenibile, sia all’interno della propria organizzazione sia nel settore nel suo complesso, ed Eroe sconosciuto dell’anno, premio per un dipendente che ha lavorato senza sosta per la sostenibilità andando al di là del dovere di guidare il cambiamento nella sua organizzazione, a cui forse non è stato dato il credito meritato.

È interessante sottolineare che sul sito del giornale è stata creata una sezione di casi di studio sulla sostenibilità (cui affluiscono anche i partecipanti preselezionati), in cui basta selezionare una categoria o un genere in cui inserire un termine di ricerca per trovare aziende grandi e piccole che stanno “facendo bene facendo del bene”, oltre a trovare indicazioni sui casi studiati negli anni precedenti. Tanto per dare un’idea, personalmente non ho mai pensato alla multinazionale svedese Ikea come esempio di sostenibilità. Invece ho scoperto che IKEA UK and Ireland Ltd concorre tra i finalisti in ben due categorie (Catena di fornitura ed Effetto Positivo), le stesse per le quali si è aggiudicata il premio lo scorso anno come Impact winner. Vediamo perché.

La spiegazione la danno i giudici del Guardian: “L’impatto delle energie rinnovabili di Ikea definisce grandi standard per i rivenditori su tutta la linea. La scala e la portata sono molto ambiziose e l’azienda ha aiutato i clienti a risparmiare denaro, che può essere un compito difficile quando si innova, in particolare nel campo della sostenibilità.” In che modo? Attraverso un approccio aziendale sostenibile che consente di combinare investimenti tecnologici e cambiamento di comportamento, fornendo soluzioni che fanno risparmiare energia, acqua, rifiuti e denaro (“positività per la gente e il pianeta“). Strategia che ha visto il rivenditore investire finora 1,5 miliardi di euro in apparecchiature per le energie rinnovabili.

ikea fotovoltaico

Ikea afferma che si sta adoperando per l’indipendenza energetica entro il 2020 e allo stesso tempo per diventare un esportatore positivo di energia rinnovabile. Nel 2014 oltre il 50% del suo consumo energetico nel Regno Unito è stato soddisfatto dalla propria produzione di energia rinnovabile e il resto acquistato da fonti rinnovabili, e nel 2015 ha installato in Gran Bretagna 10mila pannelli solari in più sui suoi due centri di distribuzione e in due negozi, in aggiunta ai suoi oltre 35mila pannelli esistenti in nove negozi e due parchi eolici, tagliando così il consumo di energia del 15% dal 2010 e risparmiando 40 milioni di euro.

Sul fronte comportamento, l’azienda sta aiutando i clienti a risparmiare energia commutando la sua intera gamma di illuminazione a Led a prezzi accessibili; nel 2014 ha addirittura dimezzato il costo di una delle sue lampadine più popolari per incoraggiare sempre più persone ad effettuare il passaggio. Inoltre propone ai clienti di generare la propria energia da fonti rinnovabili vendendo in tutti i negozi del Regno Unito pannelli fotovoltaici domestici a prezzi accessibili, inclusi installazione e manutenzione. L’azienda offre anche punti di ricarica gratuiti per veicoli elettrici a batteria per clienti e lavoratori.

Ikea ha una gamma di programmi di risparmio di risorse, tra cui un progetto per incoraggiare i fornitori a una maggiore efficienza energetica e a generare e utilizzare più energia da fonti rinnovabili. Inoltre l’azienda prevede di utilizzare almeno il 50% di legname certificato Forest Stewardship Council o riciclato entro il 2017. Ad oggi tutto il legname utilizzato dalla società è legalmente registrato senza impatti ambientali negativi.

Ecco quindi l’importanza di sapere e premiare chi ha a cuore la sostenibilità e chi sta dando concretamente un grande contributo, fornendo un esempio costruttivo a colleghi, competitors e cittadini e dimostrando che essere eco-friendly non comporta minore visibilità o introiti, anzi. Non ci resta che aspettare il 27 maggio per conoscere i vincitori di questa edizione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.