Rimedi ayurvedici

La primavera è il periodo dell’anno che preferisco. La temperatura è gradevole e, diciamolo pure, siamo pieni di energie e di buoni propositi.
Cominciamo a scoprirci e ad interessarci della nostra condizione fisica, sperando di migliorare i piccoli problemi materiali che ci affliggono.
A questo proposito, voglio esporvi le virtù di alcune piante che ho conosciuto solo recentemente, ad un seminario di medicina ayurvetica.

Emblica officinalis

Amla – Emblica officinalis

Il primo di cui voglio parlarvi è un frutto indiano, l’amla, un’uva spina indiana (nome scientifico Emblica officinalis). E’ ricchissima di vitamina C. E’ un frutto lassativo, digestivo, antinfiammatorio e antiossidante. E’ l’ideale per i cambi di stagione: stimola, infatti, le difese immunitarie, ma anche la produzione di corticosteroidi ed interferone. Piccolo consiglio? Associate l’amla all’alga spirulina. Entrambe aumentano gli interferoni e lavorando in sinergia, aumentano la risposta immunitaria.

Oltre ad un grande quantitativo di vitamina C, possiede l’acido ellagico che previene i processi di ossidazione e ci aiuta a combattere l’invecchiamento. Inoltre, è in grado di ridurre il colesterolo “cattivo” LDL, soprattutto se associata alla curcuma.

E’ un toccasana per chi è affetto da diabete, in quanto aumenta la produzione di insulina e tiene sotto controllo un enzima, l’aldosoreduttasi (che sembra essere responsabile della comparsa del diabete).

gymnema

Gymnema

Un altro rimedio portentoso, per quello che riguarda il controllo dello stato della glicemia, è, sicuramente, la gymnema. Si tratta di una pianta rampicante, presente nelle foreste tropicali dell’India e dello Sri Lanka. Nella medicina ayurvedica è utilizzata da sempre e viene anche chiamata pianta mangia zucchero. Infatti, ha la capacità di mantenere in buona salute il pancreas, grazie alla sua azione ipoglicemizzante: riduce l’assimilazione degli zuccheri, poiché le foglie sono ricche di acidi gymnemici, fitosteroli, pectine, saponine, ecc. con azione, appunto, insulino-stimolante. Inoltre, evita l’insorgenza di pancreatiti, contribuendo a tenere basso il livello di trigliceridi. Associata, poi, al consumo di carciofo e bardana, previene le infiammazioni del pancreas.

Se ne ricavano integratori, tinture madri e tisane. Ha la stessa funzione di alcuni farmaci di sintesi, però non appesantisce il pancreas e non dà assuefazione.

Momordica charantia

Bitter melon – Momordica charantia

Un’altra pianta amica del pancreas è la Momordica charantia, o anche bitter melon. Utilizzata nella medicina cinese ed indiana per i suoi effetti come stimolante dell’appetito, per trattare le infezioni gastrointestinali e le epatiti. Dal frutto essiccato della momordica, si ottiene un succo che ha un grande potere ipoglicemizzante. Poi si è scoperto che tale attività è svolta grazie all’azione di due principi attivi: la charantina e il polipeptide P.

Il trattamento con questa pianta ha dimostrato buoni risultati anche nel lungo periodo, per il controllo delle complicanze diabetiche. Si può reperire sotto forma di succo o di estratto secco. Sembra che bastino appena 0,5 gr di estratto secco giornaliero per avere l’effetto desiderato.

Berberis aristata

Crespino – Berberis aristata

Ultima pianta di cui vi voglio esporre le qualità è la Berberis aristata o crespino. Si tratta di un arbusto originario delle montagne del Nepal, Sri Lanka ed India. Le sue bacche vengono utilizzate come dessert, mentre le sue virtù curative risiedono nelle radici. Viene utilizzata nella medicina ayurvedica per curare problemi di febbre, digestivi e per depurare l’organismo. Contrasta la stitichezza. E’ indicata per tenere sotto controllo la glicemia e il colesterolo LDL. Il principio attivo alla base è la barberina, un alcaloide che ha proprietà antibatteriche e antinfiammatorie, che inibisce l’azione dell’enzima ACC (Acetil-CoA Carbossilasi) che sintetizza i grassi. Azione collegata a questa della barberina, è l’induzione al senso di sazietà (ci aiuta quindi nel controllo del peso).

Siccome si tratta di un alcaloide, in dosi eccessive può essere dannoso. Normalmente, lo troviamo sotto forma di integratore in capsule.

Per tutti i rimedi vegetali nominati, è importante parlare con il proprio medico se si assumono già altri farmaci, soprattutto se ipoglicemizzanti. E massima attenzione in gravidanza.

Per approfondire:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *