Il potere di guarire delle donne le ha rese libere

medichesse

Questa volta voglio parlarvi di un libro che ho letto dell’etruscologa Erika Maderna, che si intitola Medichesse. Mi ha letteralmente stregato. Parla dell’innata vocazione delle donne per la medicina.

Nelle società arcaiche, infatti, gli uomini dominavano il mondo delle parole, mentre le donne controllavano quello delle cose (con un alone di mistero aggiungerei). Quindi, troviamo donne che facevano nascere i bambini, che si occupavano della salute della comunità e che possedevano i segreti delle erbe. Con il passare del tempo e l’affermazione della società maschile, queste abili curatrici hanno cominciato a fare paura e, allora, sono state additate come maghe, alchimiste e sacerdotesse. Passando attraverso le persecuzioni, che le hanno inchiodate al ruolo di streghe, finalmente siamo arrivati a riconoscere la loro antica saggezza in ambito medico, fino a definirle medichesse.

Alcune protagoniste sono quelle che più mi hanno colpito e il cui ruolo mi piace condividere con voi.

Cleopatra

Cleopatra
Profumi e trucchi hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’alchimia. E allora come non parlare di lei, la bellissima regina egizia (vissuta tra il 69 e il 30 a.C.) che, nel suo tempo libero, si dedica alla botanica e crea la prima industria di profumi e cosmetici della storia. La fa costruire lungo le sponde del Mar Morto e, grazie alle sue idee, ottiene prodotti di lusso che esporta nel Mediterraneo. Un esempio? Il balsamo della Giudea è un profumo costosissimo, che si ottiene dalla lavorazione di 27 spezie e sostanze odorose. Le ricette di alcuni di questi profumi erano custodite in un libro, il Cleopatra gynaeciarum libri, che però è andato perduto.

Metrodora
E’ una levatrice, vissuta tra il 200 e il 400 d.C., che ha scritto un libro di medicina. Il libro, intitolato Sulle malattie delle donne, riporta ricette contro i dolori mestruali ed il travaglio, parla di concepimento, di contraccezione ed addirittura di infertilità. Si tratta di antidoti fitoterapici, ma anche un po’ magici, applicabili anche all’universo maschile, come per esempio ricette afrodisiache. E’ una donna pagana, che esprime la sua libertà di operare e racconta le sue esperienze nell’arte medica, in questo trattato.

Circe

Circe
Vive in solitudine nell’isola Eea. E’ libera e indipendente, come ci narra Omero nell’Odissea. Riesce a provvedere a se stessa e a curarsi, con i frutti del mare e della terra. E’ circondata da feroci animali, che rende docili grazie ai suoi poteri e che, forse un tempo, erano uomini. Si dedica allo studio delle piante, da cui estrae potenti medicamenti. Prepara filtri d’amore e pozioni (chiamate pharmakon). Incarna una donna misteriosa (dai mille saperi), che non si fa dominare dagli uomini, ma che anzi quando qualcuno ci prova, come i compagni di Ulisse, li trasforma in maiali e li rinchiude!

Hygeia Gustav Klimt

Medea
E’ la nipote di Circe. La sua storia e la sua vita sono intrecciate con i potenti simboli dell’acqua e dei serpenti. E’ una curatrice, esperta di erbe e pozioni. Una donna passionale, folle di gelosia per il tradimento del suo amato Giasone. Fa un gesto insano, uccidendo i figli avuti con Giasone e, per questo, si perde per sempre. Incarna la figura della maga crudele.

Trotula
Il suo nome è Trotula De Ruggiero, moglie del medico Giovanni Plateario e madre di due medici. Direi proprio una donna di scienza (vissuta nell’XI secolo). Frequenta la scuola di medicina di Salerno. Diventa la prima donna medico certificata. Esce, quindi, dall’alone di magia delle curatrici che l’hanno preceduta. È una donna medico che gode della stima e del riconoscimento degli uomini colti. Insegna. Scrive dei libri, che formeranno la base della medicina femminile per i secoli successivi. Vi possiamo trovare ricette per mantenere in buona forma l’apparato riproduttivo femminile, ma anche rimedi per ustioni, pidocchi o scabbia (i malanni diffusi a quel tempo).

Al tempo stesso, sono riportati consigli cosmetici che da sempre appartengono al nostro mondo femminile. Naturalmente, anche a quello delle dottoresse (e io ne sono qualcosa).

Per approfondire:

  • Libro “Medichesse. La vocazione femminile alla cura” di Erika Maderna

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