Hi and goodbye Harambe

harambe

Inesorabilmente gli algoritmi stanno subentrando alla logica umana, non perché ce ne sia bisogno ma perché nel loro ridurre tutto a comportamenti semplici e generali sono infinitamente più economici. Con l’ironia del caso vorrei vedere l’espressione di uno di questi ‘riduttori’ del comportamento umano in numeri, davanti al fattaccio di Cincinnati.

Era una giornata piuttosto calda (28 gradi) e umida (69%) e a un bambino curioso di 3 anni gli viene improvvisamente voglia di vedere da vicino i gorilla che si rinfrescano in 20 centimetri di acqua nel loro recinto. In men che non si dica ci si ritrova dentro dopo un salto di 5 metri. Cosa succede poi? Harambe e’ un maschio di gorilla di pianura di 17 anni nato in cattività che non ha mai visto un orizzonte africano. Dall’alto del muro di roccia vede cadere un corpo, un mini corpo di umano. La madre del bambino resasi conto dell’incidente chiama il 911 mentre il pubblico comincia ad urlare di spavento. Il gorilla reagisce prendendo per il polso il bambino e lo trascina nell’acqua in una zona al riparo dalla confusione e dalle grida. Cosi facendo, con poca misura e grazia, fa volare in aria Isahia (il bambino) un paio di volte. Allertati i custodi e il direttore hanno pochi minuti per riflettere cosa fare. Incrociano velocemente le informazioni che gli permettono di prendere una decisione, e cioè: bambino(+)genitori(+)opinione pubblica(+)stampa(+) Sindaco di Cincinnati(+)Sponsor Zoo di Cincinnati(+) Governatore dell’Ohio (-)Gorilla(-) e’ solo una scimmia (-) 250kg di peso (-) altezza 1.60 (-) tranquillante effetto ritardato. La soluzione dell’operazione li porta a una sola decisione: abbatterlo.

Se gli scienziati avessero dovuto immettere dei fattori nei calcoli per creare un algoritmo avrebbero usato gli stessi. La valutazione della vita di un gorilla di pianura, sebbene minacciato dal bracconaggio in Camerun, Congo e Guinea equatoriale, non vale la vita di un essere umano, come ha velocemente sottolineato l’etologo italiano Enrico Alleva all’indomani, cercando i consensi scontati. Quello che un algoritmo non può registrare però é l’ondata di frustrazione e malinconia che si é abbattuta sull’opinione pubblica nei giorni seguenti, tale da spingere a firmare la petizione Justice for Harambe 500.000 persone in tempo record.

L’uomo, e non e’ una interpretazione ma un fatto scientificamente provato, condivide il 99% del suo patrimonio genetico con gli scimpanzé, il 98% con i gorilla. Certo la differenza tra noi e i gorilla sta in quel 2% che ci ha permesso di costruire un mondo umano e civilizzato di altissima perfezione che nessun altro primate é mai riuscito a uguagliare. Non siamo paragonabili. Come ‘giustamente’ dice Enrico Alleva la vita di un essere umano va salvata ad ogni costo. Forse perché siamo a corto di esemplari in un pianeta poco popolato, forse perché siamo così bravi a proteggere il nostro ambiente e guardiamo al nostro futuro e quello delle prossime generazioni con grande attenzione. Forse perché siamo a corto di esemplari che ammazzano per potere, che si fanno saltare in aria per ideologia, che imprigionano senza processi, che mentono sotto giuramento, che sparano anche sulle donne e i bambini, che radono al suolo la casa per rappresaglia, che ti portano via tutto quello che hai e ti lasciano per strada. E la lista di cose magnifiche, veramente umane, che quel 2% di geni geniali e’ riuscita a fare, potrebbe andare avanti all’infinito.

Certo abbiamo avuto anche Leonardo su quella strada che ci ha portato a differenziarci. Chissà con quali argomentazioni entrerebbe anche lui nel dibattito.. – Harambe che ha il 98% di geni in comune con noi, avrebbe sbattuto il bambino contro la roccia o lo avrebbe lasciato incolume? –

Non sempre una fucilata é un castigo. Se la vita é una croce e alla morte ricevi una ricompensa commisurata alle tue fatiche, il gorilla si é conquistato la sua libertà. Basta con il circo di spettatori paganti che guardano la bestia, basta con gli scienziati con il grande cervello che in casi come questo devono sopprimere invece di negoziare perché ancora non hanno l’algoritmo che gli spiega come reagirà lui gorilla (erbivoro) in casi di emergenza quando un bambino, ad esempio, gli cade davanti all’improvviso.

C’e’ di buono che il mondo ha scoperto i gorilla di pianura. Adesso tutti sappiamo qualcosa di un gorilla come Harambe: quanto era alto, quanto pesava, in quale paese vivono gli ultimi centomila esemplari liberi.

Era bellissimo. Abbiamo ammirato un corpo bestiale (per non dire cosi stranamente umano) scolpito da muscoli ancestrali che ci hanno forse rammentato di una libertà africana goduta in un passato lontanissimo oltre a un’espressione fiera e indomita dopo anni di privazioni e cattività.

Come ti saresti comportato? Ti sei portato via la risposta. Buongiorno e addio gorilla. Tua per sempre con un proiettile.. la specie umana.

 

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