Perchè ho votato LEAVE

Londra

La politica in Gran Bretagna non si può paragonare a quella italiana. I politici hanno l’abitudine di prendere il mandato sul serio. Quando mi sono trasferita gli uffici di un’istituzione sociale erano programmati per rispondere personalmente alla tua telefonata o alla tua lettera. Con il passare degli anni poi sono cambiati. Londra si è gonfiata di cittadini, la popolazione è aumentata. Hanno tagliato i costi degli uffici locali quelli preposti a mantenere le relazione con il pubblico forse in linea con le automazioni alle quali mi ero abituata in Italia, e oggi anche il servizio a Londra si è automatizzato. Ma il bisogno di parlare con un rappresentante sociale permane: ho delle esigenze. Ancora peggio tentare di comunicare con la UE, lì dove stilano milioni di pagine di leggi apparentemente per le nostre esigenze, perchè appare come una nebulosa. Non so come arrivarci. Non so a chi telefonare, non so a chi scrivere. E’ Europa ma non abbiamo un rappresentante unico europeo. Abbiamo una squadra di delegati per ogni paese che ci rappresenta. Le leggi invece sono uniche. Si applicano a tutti senza andare tanto per il sottile.

Come faccio a comunicare al delegato che mi rappresenta in UE il mio problema? Non ci provo neanche. Perché non so chi chiamare, non so a chi scrivere. E anche se lo facessi so che il delegato di un altro paese  potrebbe avere una mozione che annullerebbe la mia. Vince la media. Vince la mediocrità, vince la burocrazia, vince quella che in Europa va sotto il nome di democrazia. Una decisione presa per la maggioranza che annulla l’esigenza dell’individuo. Ancora meglio. Vince la legge del profitto perché da decenni la politica è schiava delle lobby. Prima erano le lobby economiche (le grosse aziende dei monopoli: energia, materie prime, trasporti, industrie) adesso sono le lobby delle banche e quelle finanziarie. La City of London, lobby del settore finanziario inglese, spende 34 milioni di sterline l’anno e impiega 140 lobbisti per influenzare le decisioni di Bruxelles.

A Bruxelles esiste una corporazione di lobbisti che si vende a chi paga per fare campagna. Genius è una di queste. Pagata dalla Monsanto per approvare un nuovo termine di rinnovo di dieci anni per la distribuzione in Europa del Glyphosate la sostanza attiva presente nei diserbanti. La sostanza che la IARC (International Agency of Research on Cancer) ha dichiarato che è probabile causa di morte per cancro nelle persone. L’erbicida entra nella catena alimentare.

Questa è la UE. Un parlamento fatto di burocrati e di lobbisti che si vendono a chi paga di più. Ma la UE non è altro che la replica di quello che accade in seno al parlamento di ogni stato. Solo più amplificato e moltiplicato per la statura della confederazione.

Il 75% di quelli che hanno votato REMAIN GB in UE sono giovani tra i 18-24. Non hanno perso tempo ad accusare la vecchia generazione di essere razzista, xenofoba, ottusa: di avergli rubato il futuro. Intervistati in televisione hanno detto di avere votato pro-UE per continuare ad usufruire dei benefici di cui hanno usufruito le generazioni precedenti.  Ma non hanno saputo spiegare quali, oltre al libero transito tra frontiere. Mia figlia,28 anni, mi ha detto che un europeo pagava prima una tassa minima d’iscrizione alle Università inglesi;una sua amica forse perderà la sovvenzione per un corto cinematografico. La UE gira ai giovani una minima percentuale dei contributi dei singoli stati che vengono pagati dai contribuenti-vecchia generazione ma questi ragazzi non se ne rendono conto. La UE elargisce elemosina.

Ero una bambina negli Anni ’60 e la vita girava intorno alla famiglia, alla religione, agli amici. Ho visto peggiorare la società di decennio in decennio.  Il sabato i miei mi portavano a trovare i nonni; la domenica andavamo a messa e poi a pranzo dai loro amici. I grandi ci amavano, siamo cresciuti in un’ambiente rilassato e pieno di attenzione e di affetto. Non ho mai sentito una bestemmia, una frase volgare. Abitavamo in una grande casa circondata dal giardino.

La vita che vedo fare oggi ai giovani dista solo un paio di passi dal coprifuoco. Non si rendono conto di quanto la politica ha detratto dalle loro vite: vita sociale, famiglia, religione, lavoro, credito. Non solo, li ha anche convinti della normalità di vivere in queste condizioni. Le città europee si stanno blindando: le fermate della metro presidiate; parlamento e senato blindati; ambasciate blindate; redazione dei giornali blindate; televisioni blindate; aeroporti e stazioni presidiate dall’esercito.

Si può dire che questo è colpa del terrorismo recente eppure è dagli anni 70 che sono testimone dell’erosione delle nostre libertà di movimento e di espressione. E’ da quel famoso 1968 quando la generazione precedente alla mia ha cercato di negoziare diritti più ampi con la classe politica e con le forze armate.

Un’esperienza che nessuna classe politica vuole ripetere. Nessun potere alla gente per negoziare. Oggi i giovani inglesi nati in Europa si sentono derubati? Ho votato LEAVE perché voglio negoziare con il potere politico e per farlo gli devo togliere potere. Devo ricordargli che lavora per me. Non ha un mandato in bianco per fare quello che i lobbisti a Bruxelles lo pagano per fare.

Il ricatto che mi fanno è basato sull’economia della quale siamo tutti dipendenti. Attenzione se usciamo dalla UE s’indebolisce la moneta, sale l’inflazione, perdiamo i finanziamenti esteri, ritornano le tariffe sulle merci, si chiudono le frontiere e la mobilità del lavoro marcata globalizzazione.

Questa generazione non ha la minima autostima. Non ha fierezza, autonomia, libertà, orgoglio. Tremano come conigli all’idea di perdere un contributo di qui o di là che sono spiccioli, noccioline rispetto a quello che gli rubano dietro le spalle. I giovani se la fanno sotto dalla paura. Non sono gli stessi giovani del ’68.

Dove sono andate a finire quelle teste che tenevano duro contro il potere? Dove sono gli allievi dei  professori liberali che scendevano in piazza per reclamare i diritti? Quello che è rimasto nell’aria è solo paura, divisione, diffidenza, isterismo.

Sono figlia intellettuale del ’68 americano, testimone del ’77-’78 italiano e selvaggia nell’anima. Tra l’economia e l’ambiente, se già il mio orgoglio politico non bastasse come macchia, scelgo l’ambiente. E’ un dato di fatto che la politica è il braccio armato dell’economia rampante. La stessa economia che con l’altro ricatto dei posti di lavoro inquina il territorio. La nostra ricchezza nei secoli è sempre affondata nel territorio. E questo è il cambiamento che ho messo in pratica in controtendenza in questi decenni. Ho trasformato tutto quello che avevo in terra. Ho comprato terra e piantato alberi da frutta.

Forse perché da ragazzina sentivo le storie degli scampati alla guerra che dicevano che nelle campagne nessuno aveva sofferto la fame mentre nelle città si faceva la fila per il pane e lo zucchero. O forse perché ho imparato da giovane a muovermi in mezzo alla natura e questa mi ha plasmato l’autostima, la libertà, l’orgoglio e la fierezza.

Oggi mi trovo in un paese, la cui politica liberale, e sociale è stata formata e influenzata dai John Locke, Adam Smith, Karl Marx e Charles Darwin, dove 17 milioni di persone per ragioni tra la più diverse tra loro hanno votato per togliere potere alla UE. Questo passo non poteva che iniziare da qui.

Forse vedremo franare l’impalcatura della UE e a effetto domino le strutture collegate. Vedremo bagliori di esplosioni ai margini esterni della nebulosa venire dal nucleo. Se per il vecchio sistema è il tramonto per noi il rosso dei bagliori è l’alba. Dico noi perché nonostante sia di vecchia generazione è da tempo immemorabile che aspetto di assistere allo sgretolamento del sistema. Non la UE fondata con i più nobili degli intenti ma l’arroganza e la voracità del sistema bancario-finanziario che ne ha preso possesso.

Ai giovani astrattamente chiedo di riflettere sul perché la vecchia generazione che avrebbe goduto di così tanti privilegi sotto la UE ha votato in massa per uscirne.

 

 

 

 

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