I vaccini contro il papilloma virus sono sicuri o no?

Questo articolo lo dedico tutto alla mia amica Antonella. Oramai sono settimane che chiede, a chiunque incontra, cosa ne pensa del vaccino sul papilloma virus. Come non capirla del resto. Ha una figlia di 10 anni e una pediatra che le consiglia “energicamente” di farlo.

Senza dare giudizi in merito, voglio provare ad approfondire l’argomento per averne una visione più completa possibile.

Il Papilloma virus umano (Hpv) è un tipo di virus molto comune. Si trasmette con i rapporti sessuali, anche se un semplice contatto nell’area genitale è sufficiente a contrarlo. In natura, ne esistono oltre 120 tipi! Portano ad una serie di alterazioni del collo dell’utero, che vanno da semplici condilomi ad alterazioni precancerose. Il papilloma virus tipo 16 e 18 sono responsabili delle lesioni pretumorali nel 70% dei casi, mentre il tipo 6 e l’11 sono responsabili del 90% dei condilomi.

Naturalmente, non tutte le lesioni indotte da Hpv si trasformano in cancro. La maggior parte guarisce spontaneamente. Sono le infezioni croniche che, invece, nel giro di 7-15 anni si trasformano in tumori.

La vaccinazione contro il papilloma virus umano, in Italia, è consigliata alle adolescenti entro il 12° anno di età, quindi prima dell’inizio dell’attività sessuale. E’ attivo dal 2007.

Negli ultimi anni, vi è stato un grande interesse a riguardo e molte sono state le campagne informative a sostegno di tale vaccinazione. Questo perché sembra essere efficace per prevenire nelle donne il tumore al collo dell’utero, che è il secondo, più diffuso, appunto nelle donne.

In Italia, colpisce circa 3.500 donne con 1.000 decessi all’anno. Per fortuna, il tasso di mortalità è sceso di molto, grazie alla efficace prevenzione messa in atto con il pap-test e con gli altri test di screening.

Attualmente, sono disponibili due vaccini. Quello bivalente che dà protezione contro i tipi 16 e 18 e quello quadrivalente, in grado di proteggere anche contro i tipi 6 e 11. Naturalmente, i vaccini hanno efficacia solo se somministrati prima dell’infezione da Hpv. Per questo, si consiglia la vaccinazione alle bimbe, tra gli 11 e i 12 anni.

Questo tipo di vaccinazione non rende immuni dalle malattie a trasmissione sessuale, quindi occhio ragazze. E dovremo continuare ad effettuare il pap test ogni anno, visto che è l’unico metodo di individuazione precoce del tumore al collo dell’utero.

In Italia, la copertura vaccinale si attesta intorno al 71%.

Nel corso di questi primi anni di attivazione dei vaccini contro l’Hpv, si sono susseguiti casi e segnalazioni di “effetti collaterali”: un dolore cronico agli arti e la sindrome dolorosa regionale complessa, la sindrome di tachicardia posturale. In Danimarca e in Giappone, per esempio, sono state migliaia le giovani donne che hanno manifestato queste sintomatologie. A seguito di una analisi, iniziata a luglio 2015, che ha preso in considerazione 80 milioni di vaccinate in tutto il mondo, su bivalente e quadrivalente, si è arrivati alla conclusione che non vi è associazione causale tra le vaccinazioni e le sindromi riscontrate. Peccato che il sospetto e la diffidenza continui a pervadere l’opinione pubblica.

In Gran Bretagna, negli ultimi 8 anni migliaia di donne hanno riportato problemi in seguito al vaccino contro l’Hpv, secondo quando riportato dall’Indipendent.

Proprio in Giappone, in seguito alle segnalazioni degli effetti avversi, dal 2013 il Governo ha smesso di raccomandare il vaccino, con conseguente crollo dell’adesione.

La banca dati americana VAERS (Vaccine Adverse Events Reporting System) riporta come vaccini con più alti effetti collaterali Gardasil e Cervarix, quelli appunto contro il papilloma virus.

Non lo so. Ho due figlie femmine e ho ancora tempo per pensare se vaccinarle o meno (sono piccole ancora).

L’unica cosa che mi viene in mente è che forse, per questo tipo di vaccino, non si sono adeguatamente studiati i danni collaterali. Gardasil e Cervarix sono stati infatti testati sui testicoli di ratto e non sulle ovaie (e questo mi dà da pensare…).

Per approfondire:

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