Solar Impulse ultima tappa. Perché i sogni sono così importanti?

‘L’umanità è capace di cose incredibili’

ha detto Bertrand Piccard.

Alla luce degli ultimi accadimenti nel mondo non so se quanto questa frase ci infonda più rabbia o più speranza. Eppure, ciò che la tecnologia di soli venti anni fa non avrebbe mai neanche contemplato sta per compiersi: il giro del mondo senza carburante, a bordo di un aereo ad energia solare.

Il sogno di volare sfruttando l’energia del sole ha l’età delle prime cellule fotovoltaiche. Riuscire a farci il giro del mondo sta diventando realtà grazie a due svizzeri, André Borschberg e Bertrand Piccard, ex pilota da caccia, ingegnere e imprenditore il primo, aerostatiere e recordman il secondo, figlio di quel Jacques Piccard che nel 1960 scese con un batiscafo nella fossa delle Marianne.

Un sogno dal costo di 150 milioni di dollari, quello del Solar Impulse, raccolti tra i vari sponsor, partner e sostenitori, più o meno il budget di un team di F1 come la Toro Rosso. Soldi che, ricordiamolo, non sono stati versati per beneficenza, ma per un preciso tornaconto: visibilità e associazione del marchio al successo, all’innovazione. Esattamente come nella Formula1.

Per fortuna sono ancora le emozioni ad avere un qualche ruolo e non solo le analisi di mercato, ci fa scoprire Solar Impulse. Senza la spinta delle emozioni, le nostre, il denaro non sarebbe mai affluito in un’idea fino a ieri considerata impossibile ed oggi ‘soltanto’ antieconomica.

‘Un progetto sufficientemente eccentrico da fare appello alle emozioni e far circolare adrenalina.’ Bertrand Piccard.

L’emozione è presto servita, sono le immagini dal cockpit in live-streaming su YouTube, capaci di appassionare anche quelli come me, cresciuti a pane e Formula1, un circo al quale oggi non vediamo l’ora di dire basta. Basta al rumore, basta con il petrolio e con i suoi effetti collaterali: guerre, inquinamento, terrorismo e riscaldamento globale. Basta. La Formula1 oggi è un circo che miete i suoi maggiori successi nei paesi arabi e nei paesi emergenti, dove cioè il petrolio è ragione strategica. Datemi un Gran Premio Formula E, please.

Oggi ho voglia di appassionarmi alle dirette silenziose dal cockpit di Borschberg che vola su oceani e deserti silenziosi, a bordo di un aereo che pesa come un fuoristrada, ma con l’apertura alare di un 747. Una piccola finestra aperta nel angolino del desktop mi porta in quel abitacolo. Vedere il capo del pilota che si muove mi rassicura. Avevamo tanto bisogno di questo. Un’impresa ottocentesca hi-tech e da social media: un sogno degno dell’autore di ‘Dalla Terra alla Luna, ‘Il giro del mondo in ottanta giorni’ e ‘Ventimila leghe sotto i mari.’

‘Un sogno di Jules Verne oggi sarebbe la voglia di esplorare l’ignoto e la forza di perseguire il Bene, che deve continuare a ispirare gli esseri umani. Prendi il tuo tempo, sii paziente e determinato, ha scritto il mio bisnonno Jules Verne, perché tutto ciò che di grande è stato mai realizzato al mondo, è il risultato di una ambizione esagerata. Ed è con questo spirito che Bertrand Piccard simboleggia meglio in questo progetto, che è ambizioso, ma di beneficio universale per l’umanità.’

Jean Verne

Ma le ambizioni e il denaro ancora non bastano. Senza il pubblico e i media che seguono Solar Impulse nessuno si sognerebbe di investire in un’avventura che darà i primi risultati commercialmente validi forse tra quindici o venti anni. Magari. La posizione della maggior parte delle industrie aeronautiche interpellate a riguardo è illuminante. Tranne la francese Dassault, che è tra i partner, hanno dato tutte pareri negativi, sollevando dubbi sulla realizzabilità stessa del velivolo. Era ovvio che si sarebbe costruito un aereo enorme, che sarebbe stato tremendamente lento e leggero come una piuma. ‘Impossibile da manovrare’ sostenevano tutti.

Invece…

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D’altro canto in una impresa del genere oltre alla visibilità un’industria non potrebbe aspirare a nessuna remunerazione in tempi stretti per gli azionisti. Progetti come il Solar Impulse appartengono a quel genere di cose che la gente che capisce solo il business guarda in cagnesco. Il mondo degli affari, mettiamocelo bene in testa, prova fastidio, se non disgusto per chi ‘butta i soldi’ in qualsiasi cosa non abbia un tornaconto immediato. E già me lo immagino il CEO di qualche potenziale sponsor interpellato mentre risponde che lui ‘deve rendere conto agli azionisti, mostrando profitti e non sogni!’

Maledette cifre contabili. Siamo in un’era in cui tutto (figuriamoci i sogni) viene valutato da chi ha ridotto la vicenda umana in un conto profitti e perdite. Un’era governata da meccanismi così meschini che quasi rimpiangiamo la guerra fredda, quando due superpotenze conquistarono lo spazio solo per prestigio.

Mentre scrivo il Solar Impuse sta compiendo l’ultimo balzo dal Cairo ad Abu Dhabi. Borschberg ha lasciato i comandi a Piccard, il Deus ex machina dell’impresa, per l’ultima tappa. Proprio laggiù sulle sponde del Golfo Persico, dopo aver attraversato Mar Rosso e deserti, sta per compiersi l’ultima fase della più ambiziosa sfida al petrolio. Osservo la foto dell’aereo librarsi come trasparente sulle piramidi di el Giza nella caligine color sabbia. Quattromila anni separano una tecnologia fragile davanti alla pesantezza delle monumentali opere in pietra.

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Il pensiero scivola indietro nel tempo. Mi chiedo se il cavernicolo nella cui mente si configurò una punta di una freccia a forma di cuore, mentre sbozzava la selce per ore e ore nel caparbio intento di trasmettere alla pietra quella immagine dentro di sé… si sia domandato se ne fosse valsa la pena, si sia domandato se le calorie dell’animale catturato fossero state sufficienti a compensare la trasferta della caccia e la fatica della fabbricazione. E’ come attraversare un Oceano, non sai mai a cosa porta.

Penso alla frase di Piccard che ho citato in apertura, quanto a quel nostro antenato. E mi viene in mente che con ogni probabilità l’uomo primordiale non avrebbe mai immaginato che mentre colpiva una pietra cercando di imprimerle una forma che era solo nella sua mente, stava iniziando il miracolo sul quale ancora s’interrogano (e si fronteggiano) la scienza e le religioni: la nascita dell’intelligenza umana.

Per approfondire

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Sul canale YouTube di Solar Impulse dei video di grande effetto:

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