L’Era dei Robot

Loro sono già operativi e sono armati di cesoie, ferri da stiro, spazzolone e… sensibilità . I robot casalinghi hanno raggiunto un tale livello di evoluzione che molti hanno definito il 2016 l’anno che sancisce l’inizio dell’era robotica.

Per capire meglio ciò di cui sto parlando, la cosa migliore è tornare per un istante indietro nel tempo all’incontro, avvenuto in maggio, di ICRA 2016, la più grande rassegna internazionale di robotica. Passeggiando virtualmente tra gli stand della manifestazione ci saremmo potuti imbattere in un robot che stira gli abiti, individuando ogni singola piega dei tessuti, in quello che usa cacciaviti e altri utensili per i lavori domestici, nel robot cameriere oppure in quello giardiniere che cura e sorveglia costantemente le piante.

Ormai siamo abituati a vedere camminare autonomamente nelle nostre case i robot aspirapolvere e non ci meravigliamo più se scopriamo che un prato è tenuto in ordine da un congegno completamente autonomo o se nel fondo della piscina si muove un robot per la sua pulizia. Ammetto, però, che la presentazione da parte di uno studente di Berkeley del robot umanoide che non solo fa il bucato ma cerca e riconosce gli indumenti sporchi, mi ha lasciato davvero senza parole.

Secondo una ricerca di Tractica, ente che analizza il trend di utilizzo di questi dispositivi tra i consumatori, le vendite cresceranno enormemente nei prossimi anni , passando dai 6,6 milioni di unità del 2015 a 31,2 milioni nel 2020. Significative saranno soprattutto quelle dei cosiddetti robot sociali, quei robot progettati per aiutarci nella nostra quotidianità.

In alcuni casi si tratta per lo più di semplificatori, in grado di tenere d’occhio la nostra agenda, suggerirci ricette, chiamare numeri telefonici o scattare foto ma, nelle versioni più evolute, grazie a sistemi di intelligenza artificiale, sono in grado di leggere le nostre emozioni e di comportarsi di conseguenza.

Tra i tanti dispositivi già disponibili sul mercato vorrei farvi conoscere Pepper, robot realizzato dalla SoftBank Aldebaran. Con un’avanzata tecnologia per il riconoscimento vocale comprende il significato di ciò che gli viene detto e interpreta emozioni e stati d’animo dei suoi proprietari, adeguando le sue reazioni.

ROBOT 1 FRAME

PEPPER Robot

A fargli concorrenza c’è Buddy, il robot prodotto dalla francese Blue Frog Robotics. Costa solo 649 dollari e si muove per la casa ricordando appuntamenti, riproducendo video e musica, dando consigli culinari ed effettuando chiamate. Quando i padroni non sono in casa, è un efficiente sistema di sorveglianza.

BUDDY Robot

Tra tutti, degno di nota è Sota, anche lui giapponese di nascita, che è in grado di fornire un rapido check-up ai suoi proprietari, interagendo con i dispositivi indossabili, per monitorare in tempo reale alcuni parametri vitali come il battito cardiaco e la pressione sanguigna.

SOTA Robot

L’obiettivo di gran parte dei produttori è di conciliare l’effettiva necessità di realizzare delle macchine per svolgere in autonomia le faccende domestiche con la volontà di creare delle entità capaci di apprendere autonomamente e entrare in empatia con i loro proprietari.

Anche Elon Musk ha deciso di affrontare la sfida e creare un robot-domestico che sia alla portata di tutti. Il piano è stato reso noto qualche mese fa dal gruppo di ricercatori di Open AI, il team no-profit che sta lavorando sull’intelligenza artificiale.

Ci troviamo davvero agli albori di una nuova era ed è abbastanza prevedibile che la robotica, insieme all’uso delle intelligenze artificiali, darà un significativo contributo per ridimensionare i grandi problemi della società (dalla ricerca scientifica alla sicurezza pubblica) e a sollevarci dalle piccole incombenze domestiche.

Non so se per il prossimo Natale potrò regalare a mia nonna un simpatico robot che le faccia compagnia e le ricordi tutte le sue medicine ma, questo è certo, posso già prenotare la mia personalissima macchina per piegare e stirare il bucato e, per me, questa è già una grande rivoluzione.

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