Vacanza particolare (Elementi)

Ecco..  questo è un argomento che volevo toccare parlando dell’avventura di creare un giardino e il Times inglese me ne da occasione. Ieri in prima pagina.. –  ‘Teenagers colpiti dall’epidemia di depressione – Un terzo delle ragazze di classe media soffre un disturbo mentale.-‘  Una delle cause, secondo il report commissionato dal Dipartimento per l’Educazione, è la proliferazione dei social media che mantiene il cervello sotto pressione anche dopo la scuola.

E aggiungo come altra causa: nessuno sfogo. I ragazzi non hanno spazio per espandersi, imparare e rischiare. La vita dei ragazzi è diventata ancora più sedentaria della precedente, e per analogia anche lo spazio mentale dove immaginare, fantasticare, proiettare si è ristretto. I gadget si stanno evolvendo per appropriarsi anche delle proiezioni mentali, per incantarli a  vivere in un mondo virtuale. Dove mancherà la fatica. Quella che tutti evitano come un tortura bucolica.

Creare un giardino è molto faticoso. Di una fatica che l’Homo Economicus, l’uomo razionale della nostra era, non ne comprende più misura o utilità. Eppure la fatica svuota il cervello dalla tensione. Risolve il corto circuito del cervello in stallo, lo riporta verso l’azione. Vuoi raggiungere il tuo obiettivo? non puoi rimanere ad arrovellarti se, come, quando ce la farai. Devi passare all’azione. ‘ Si però l’azione è fatica..’  La fatica è la misura della nostra intelligenza, senza fatica non ci sarebbe evoluzione. Diventiamo intelligenti, troviamo le soluzioni solo provando fatica.

Da noi, in giardino, dovevamo scavare il terreno per costruire la cisterna ma d’estate è maledettamente duro, impossibile da penetrare con il picco. La cisterna l’abbiamo scavata a settembre dopo le prime piogge. Il terreno si era ammorbidito ed era diventato friabile come sabbia.

Invece di piantare grandi alberi in giardino, per lo stesso problema di non essere costretti a scavare grandi buchi, ho importato 60 ulivi in piccoli vasi. Ho negoziato la fatica con la pazienza di vederle grandi nel tempo. Detto questo solo alcune volte si trovano le soluzioni, altre serve usare gambe e braccia.

Bisogna rivalutare la fatica fisica perché è la porta attraverso la quale passa la libertà personale. Non c’è una medaglia d’oro vinta alle Olimpiadi senza la disciplina di sopportare la fatica. Nessun atleta soffrirà mai di depressione o avrà bisogno di prendere le pasticche di caffè verde per perdere i chili. Leggete i commenti che arrivano al post di Sonia sul Caffè Verde (il più letto e commentato in assoluto) per rendervi conto di quante persone non sanno come lottare i chili di troppo. Il rimedio è una pasticca. Anche chi soffre d’insonnia prende le pasticche per dormire. Allora consiglio a chi vuole dimagrire o a chi non riesce a prender sonno di adottare un poco di sana fatica mirata. Quando la fatica neutralizza la tensione del corpo ritorna pace nell’inconscio.

Quando arrivo a Filicudi ( a casa mia) fatico dal momento che tocco terra dal mare. Arrivo senza muscolatura nonostante la varietà di sport che faccio settimanalmente. Con la lancia ci avviciniamo agli scogli affioranti. Uno di noi salta giù con la cima e la passa nell’anello di ferro cementato nello scoglio. Poi Alessandro che rimane al timone della barca comincia una danza con le onde. Quando l’onda s’infrange sullo scoglio prende il largo, quando c’è l’intervallo si avvicina e passa, un pezzo per volta, i bagagli a chi sta in bilico sullo scoglio. Più di due, formiamo una catena. Se siamo solo Alessandro ed io, tocca a me portare a secco, sul punto più alto degli scogli, le nostre scorte.

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Adesso, dopo avere imparato, non porto molte provviste. Ho sbagliato per parecchi anni. Quando vivi in una casa così remota fai stoccaggio. Sbagliato. Adesso porto solo e sempre quello che mi serve per i giorni che devo rimanere.

Gli scogli sono pericolosi. Una parte è viscida come se fossero insaponati, l’altra è ricoperta da balani (denti di cane) super taglienti. Se scivoli atterri male e ti rovini le gambe e le mani. Il primo giorno cammino sugli scogli a quattro zampe. Al terzo, quarto giorno, ritrovo l’equilibrio della capra e salto da scoglio in scoglio.

Per salire il dislivello ( che al principio veniva negoziato con un’arrampicata) si salgono 200 metri di gradini in linea d’aria. Quando arrivi su sudato, con il cuore che pompa all’impazzata e ti sta per uscire dalle costole, sei gratificato dalla vista più magica sulla quale hai mai posato gli occhi. Ti sei issato su un’altra isola, un altro scenario .. un clone di Jurassick Park.  Sei tornato indietro nella storia, al tempo dei miti, delle divinità greche, o ancora prima, all’inizio del sacro degli elementi. Torni alle cose elementari e potenti: sole, orizzonte, mare, terra, vulcano, nuvole, notte, stelle, luna. Nient’altro esiste. La mente si pulisce. La politica e le cose mondane appaiono disordinate, inutili, ingombranti. Una strana sensazione di essere tornati ad esistere nel vero ordine delle cose…

 

(continua…)

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Marina, a casa con me, in vacanza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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