Proviamo a disintossicarci naturalmente dai metalli pesanti

chelanti

Partiamo dall’idea che siamo sicuramente intossicati dai metalli pesanti. Fanno parte della nostra vita: si trovano in ciò che mangiamo, nell’aria che respiriamo, nell’acqua che ingeriamo.

Il procedimento per l’eliminazione dei metalli pesanti dal nostro organismo prende il nome di chelazione. Normalmente, questo procedimento si esegue mediante agenti chimici ed è un trattamento molto stressante. Esistono, però, dei rimedi naturali in grado di agire come agenti chelanti.

Cominciamo con la mia preferita. L’alga clorella, chlorella pyrodeinosa. E’ una piccola alga di acqua dolce (cresce nei fiumi asiatici), molto ricca di clorofilla. Favorisce l’escrezione dei metalli pesanti e delle scorie in generale. E’ anche di aiuto nell’involuzione degli stati infiammatori creati dall’accumulo di tali metalli. Ha, inoltre, molte altre proprietà: aiuta il sistema vascolare (es. vene varicose ed ipertensione); è utile nei problemi respiratori (rinite, sinusite, ecc.); dà giovamento nei lievi stadi depressivi e aiuta a combattere l’insonnia; permette l’assorbimento del calcio; essendo ricca di ferro è indicata negli stati anemici. Si trova facilmente in erboristeria o parafarmacia.
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Un tipo di argilla, conosciuta da secoli come curativa è la bentonite. E’ un integratore alimentare, utile per infezioni virali ed è indicata come un chelante naturale. La chelazione avviene grazie al fatto che la bentonite contiene minerali carichi negativamente, in grado di attrarre gli elementi tossici, carichi invece positivamente. Ha inoltre proprietà lassative, è ricca di ferro, magnesio e silicio.Una abitudine da intraprendere, che serve in generale, è l’assunzione mattutina di un bicchiere di acqua e limone. Serve a purificarci, a rinforzare il nostro sistema immunitario e a mettere in moto il nostro metabolismo.

Da utilizzare in cucina c’è una spezia orientale molto buona e, appunto, depurativa, la curcuma. Aiuta il processo di digestione e di purificazione del sangue. Grazie agli ultimi studi scientifici, sembra che la sua azione sia potenziata dall’abbinamento con il pepe nero o con il tè verde, in quanto ne facilitano l’assorbimento.

Poi c’è il prezzemolo cinese o coriandolo (cilantro). E’ forse il più efficace “strumento” di rimozione di mercurio presente a livello intracellulare e nucleare: va infatti a riparare il danno causato dal mercurio a livello di DNA. E’, inoltre, un prezioso antiossidante; combatte l’obesità; agisce beneficamente sul sistema digerente; aiuta nei casi di meteorismo. Al 246mo Meeting ed Esposizione Nazionale della Società Chimica Americana, il coriandolo è stato indicato come nuovo possibile strumento di purificazione di acqua contaminata da metalli pesanti (come bioassorbente), da utilizzare nei Paesi in via di sviluppo 

Un altro “alimento chelante” è l’aglio. Sue caratteristiche principali sono la presenza di zolfo, utile nella ossidazione dei metalli e successiva eliminazione. Inoltre, contiene molto selenio che combatte la tossicità del mercurio. E’ antibatterico e antimicotico (per es. nei confronti della Candida albicans). 

Esiste poi un minerale di origine vulcanica, chiamato zeolite. Tale minerale si forma quando si incontrano la lava incandescente e l’acqua di mare; viene anche definito lo spazzino dell’organismo. Grazie ala sua struttura porosa è in grado di legare, metalli pesanti, tossine, radicali liberi, pesticidi, ecc. Viene spesso utilizzato negli apparecchi che ionizzano e purificano l’acqua. E’, inoltre, utile per diminuire gli effetti secondari di chemioterapia e radioterapia: il professore austriaco Toma lo utilizza per questo motivo nell’Ospedale di Villach. In Giappone, fu utilizzata per le vittime di radiazioni di Hiroshima e Nagasaki. A Chernobyl, nel 1986, enormi quantità di zeolite furono utilizzate per andare a bonificare i terreni contaminati.

In Giappone, viene aggiunto regolarmente agli alimenti da svariati anni, mentre in Russia è anche addizionato in agricoltura e nei mangimi animali per rafforzare il sistema immunitario dei capi di allevamento e prevenire le infezioni del tratto intestinale.

Per problematiche della pelle è anche possibile utilizzarlo anche in maniera topica: rigenera la pelle con un immediato risultato estetico. 

Per approfondire:

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