Detersivi dannosi: guida alla loro scelta

Abbiamo già parlato in precedenza di detersivi e prodotti per la pulizia della casa. Non fa mai male ricordare che i prodotti per l’igiene della casa contengono sostanze tossiche che possono causare problemi di salute di breve o lungo periodo: asma, reazioni allergiche e, in alcuni casi, anche tumori.

I detergenti che normalmente popolano le nostre case, non solo possono contenere sostanze tossiche da non utilizzare negli ambienti chiusi (l’alcol, per esempio, visto che evapora dovrebbe essere usato sempre a finestre aperte) ma possono anche contribuire a creare ceppi di batteri super resistenti, pericolosi per la salute (per esempio con l’abuso di disinfettanti molto potenti). Inoltre, in Italia almeno 143 città non sono ancora collegate a un impianto fognario adeguato, e/o sono prive di impianti per il trattamento delle acque reflue. Quindi, le sostanze tossiche si riversano direttamente in fiumi e mari.

Negli ultimi anni si è posta l’attenzione sui problemi connessi alla presenza del triclosan in una serie nutrita di prodotti per la casa. Questa sostanza chimica è stato accertato essere deleteria per le difese immunitarie e principalmente dannosa soprattutto per i bambini, che rischiano di sviluppare allergie e stare male.

Il triclosanè comunemente utilizzato nelle preparazioni alla base di saponi antibatterici, dentifrici, antisettici del cavo orale, detersivi per la casa, ma anche di alcune strumentazioni mediche, degli involucri che contengono gli assorbenti femminili, e delle comuni penne biro.
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Uno studio pubblicato recentemente su Proceedings of National Academy of Sciences (PNAS) ha dimostrato, su topi e pesci, che questo composto può provocare gravi problemi muscolari e dovrebbe essere usato con cautela: compromette la contrattilità del cuore e dell’apparato muscolo scheletrico.A differenza di altri Paesi, in Italia l’uso del triclosan è regolamentato: per esempio nei cosmetici è consentita una concentrazione massima pari al 0,3%. Tuttavia, a fronte di una bassa percentuale in un unico prodotto si deve fare i conti con la somma della presenza in tutti gli altri; per cui è possibile che l’esposizione alla fine sia maggiore di quanto le norme prevedano. Questo ci può esporre a rischi per la salute che, al momento, non sappiamo quantificare, ma che appaiono quantomeno inquietanti.

In quest’ottica, mi fa piacere segnalare la notizia che vi riportodi seguito.

Per aiutare i consumatori a scegliere prodotti più sicuri, l’organizzazione ambientale statunitense Environmental Working Group (Ewg) ha creato la prima guida online in cui si possono trovare più di 2.000 marche classificate con un’etichetta (dalla A alla F) che indica la loro sicurezza e dove sono elencati gli ingredienti. Uno staff di ricercatori per 14 mesi ha esaminato le etichette e i siti web delle aziende produttrici, oltre ad aver consultato i documenti tecnici. Dai risultati, il 53% dei prodotti testati contiene sostanze nocive per l’apparato respiratorio. Solo il 7% dei prodotti riporta indicazioni chiare circa gli ingredienti tossici che contiene e che possono provocare problemi di salute.

A partire da giugno 2013, inoltre, ci sarà il divieto nell’UE dell’uso di fosfatie la limitazione dei composti a base di fosforo nei detersivi destinati ai consumatori. A partire dal 30 giugno 2013 una dose standard di detersivo per il bucato non dovrà contenere più di 0,5 grammi di fosforo. Dal primo gennaio 2017 sarà fissato anche un limite di 0,3 grammi per i detersivi per le lavastoviglie.

L’Ewg, inoltre, raccomanda di non utilizzare alcuni tipi di prodotti, dal momento che non sono necessari, o che ci sono alternative più sicure. In particolare, le essenze profumate per la casa, i prodotti antibatterici, gli ammorbidenti e i prodotti per svuotare le tubature.

Un mio consiglio? Cercate di acquistare prodotti certificati: Ecolabele Iceasono gli enti più importanti.

Per approfondire:

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