Creature di luce

funghiChi ha avuto la fortuna di trovarsi tra le acque del mare nelle notti di fine estate, ha potuto notare che basta agitarne un po’ la superficie che queste inizino a risplendere. Non si tratta di una magia ma della presenza della Noctiluca, un’alga fitoflagellata gelatinosa, che durante il giorno colora di rosso la superficie del mare mentre di notte fa brillare le scie delle navi.

La bioluminescenza è utilizzata da molti organismi in Natura anche molto diversi tra loro ma, in ogni specie, è legata a reazioni simili in cui particolari enzimi (luciferasi) provocano l’eccitamento di molecole (luciferina) con la conseguente emissione di energia sottoforma di luce.
Tra gli animali che, invece, non sono in grado di produrre luce c’è chi si presta a ospitare batteri bioluminescenti e chi, come alcuni scorpioni, assorbe luce di un certo colore emettendone una di colore differente (in tal caso si parla di fluorescenza).

L’80% delle creature bioluminescenti si trovano negli oceani. La più studiata tra tutte è proprio la Noctiluca. Ma, perché un’alga dovrebbe emettere luce?

E’ presto detto: quest’alga è predata da piccoli crostacei chiamati copepodi. A loro volta, i copepodi, sono gustose prede per i pesci. Quando il crostaceo si avvicina all’alga causa una leggera turbolenza che scatena la sua reazione luminosa. A questo punto, il crostaceo, non può far altro che allontanarsi in fretta e furia, altrimenti i pesci, attratti dalla luce, potrebbero catturarlo e mangiarlo in un sol boccone! In questo caso si tratta, quindi, di un meccanismo di difesa che si è evoluto insieme alla capacità di cacciare utilizzando la vista.

Tra tutti i pesci, solo quelli marini possono essere bioluminescenti e lo sono in modo particolare le specie pelagiche (che vivono nelle profondità oceaniche). L’organo luminescente è, però diverso da specie in specie; in alcuni si trova alla base degli occhi e in altri lungo i muscoli del dorso. Un gruppo di pesci possiede l’esofago luminoso e molti la vescica natatoria. Nella maggior parte dei casi i segnali luminosi hanno un’importante funzione di comunicazione intraspecifica (cioè tra individui della stessa specie) ma spesso rappresentano un’arma infallibile per la caccia, a volte attraendo a sé ignare prede altre volte utilizzando la sorgente luminosa come faro per illuminare le profondità del mare.

Tra gli animali terrestri che risplendono di luce propria ci sono soprattutto i funghi e alcuni insetti.

Mentre è già abbastanza chiara la funzione luminosa negli insetti (prime tra tutti le lucciole), la scienza ha ancora molto da indagare sul significato della bioluminescenza nei funghi. Perché alcune specie sono luminose e altre non lo sono? Qual è il vantaggio evolutivo di possedere tale caratteristica? Se ce ne fosse, perché il fenomeno non è molto più diffuso?

Queste domande rimangono ancora senza risposta; si è ipotizzato che la bioluminescenza attiri gli insetti che, poi, disperderanno le loro spore ma è anche possibile che, la luminosità, sia un mezzo per eliminare l’ossigeno in eccesso prodotto del degrado del legno.

Per saperne qualcosa in più è a nostra disposizione la mostra Creatures of Light, realizzata dall’American Museum of Natural History di New York in collaborazione con il Field Museum di Chicago e il Canadian Museum of Nature di Ottawa. Per chi avrà la fortuna di visitarla, la mostra rimarrà aperta fino al 5 Gennaio 2014. Nel frattempo godiamoci le belle immagini che l’organizzazione museale ha voluto concederci.



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