Sughi pronti? Meglio quelli fatti in casa

child-watching-tvL’ONU ha stabilito che ogni anno muoiono circa 3,4 milioni di persone a causa di malattie legate a sovrappeso o obesità. Nel 2014, erano 41 milioni di bambini, under 5 anni, in sovrappeso o obesi (la metà che viveva in Asia). Questi bambini sono affetti da diverse problematiche: ipertensione, fragilità ossea, difficoltà respiratorie, ecc.

In Europa Occidentale, il Paese che guida questa triste classifica è la Gran Bretagna, seguito da Francia, Germania, Spagna e Svezia. In Gran Bretagna, si stima che se continua a crescere in questo modo il tasso di obesità, si arriverà nel 2050 ad avere oltre il 50% della popolazione in questa condizione.
A questo proposito, è stato recentemente lanciato un allarme anche dall’OMS, mediante un appello partito dall’ufficio Europeo e, in particolare, dalla dott.ssa Zsuzsanna Jakab. Tale monito è diretto ai politici e alle autorità competenti per improntare leggi mirate a proteggere i minori dal marketing digitale aggressivo, che promuove cibi pieni di sale, grassi e zucchero. Non c’è, infatti, una regolamentazione dei digital media in svariati Paesi del Mondo. Il rischio concreto è di influenzare le scelte alimentari dei bambini, aumentando il rischio di obesità. I Governi dovrebbero tutelare maggiormente i più piccoli e, quindi, spostare l’attenzione sul controllo del marketing on-line. Si tratta, infatti, di un mezzo subdolo che grazie alle app, ai giochi interattivi e ai social media, è in grado di coinvolgere empaticamente i bambini e di incoraggiarli a scambiare le esperienze con gli amici.

Secondo uno studio del 2013, i bambini di età compresa tra 2 e 11 anni vedono in tv più di 10 annunci alimentari al giorno, che riguardano cibi non sani. Infatti, il marketing per bambini è diventato una vera e propria scienza. Pensiamo, per esempio, che i produttori sono informati sui tipi di capricci dei bambini che più probabilmente i genitori tenderanno ad accontentare. Tale aspetto si chiama nag factor.
Qualcosa, però, si sta muovendo un po’ in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, per esempio, le catene di ristorazione di New York hanno l’obbligo di segnalare le pietanze che contengono una quantità di sodio superiore alla norma.
Francia, Gran Bretagna e Messico, invece, hanno introdotto una tassazione specifica sulle bevande zuccherate, per abbatterne il consumo.
Alcuni segnali arrivano poi anche da alcune grandi aziende che si occupano di alimentazione. Per esempio, la nota azienda Mars Food, alcuni mesi fa, ha fatto un annuncio per mettere in guardia i consumatori sull’utilizzo dei cibi in scatola, in particolare sui loro sughi pronti.

dolmioSi tratta di sughi, diciamo così all’italiana, della linea Dolmio, che la stessa azienda consiglia di consumare non più di una volta la settimana. E’ lo stesso presidente della multinazionale, Fiona Dawson, che ricorda come questo tipo di prodotti siano stati pensati non per un utilizzo quotidiano. La stessa cosa vale per i sughi per il riso della Uncle Ben’s, che vengono venduti anche in Italia.
La spiegazione sta nel fatto che questi sughi contengono ingenti quantità di zuccheri, di sale e di grassi. A questo proposito, la Mars si è impegnata a diminuire fino ad un 20% la quantità di sale nei loro prodotti, entro il 2021.

La multinazionale, che produce anche tutta una linea di prodotti a base di cioccolato e snack (tra cui M&M’s, Twix, Bounty, ecc), non ha invece intenzione di apportare modifiche a queste linee di alimenti dolci.
Probabilmente, tanta “sincerità” è dovuta anche al fatto che le grandi aziende alimentari sono ormai sotto la lente di ingrandimento, visti gli alti costi che la sanità sta affrontando per contenere i problemi legati a obesità, diabete e malattie vascolari. Ecco forse perché nascono queste campagne di sensibilizzazione.
Certo forse dovremmo riscoprire il piacere di cucinare quando siamo a casa. E smettere di rimanere vittima di questa frenetica vita che vuole farci vivere ogni momento come un’occasione di consumo! E’ un’idea ambiziosa, ma sicuramente realizzabile.

Vi voglio salutare con la mia ricetta della pasta al pomodoro che faccio spesso alle mie bimbe, fin da quando erano piccole. Facile e veloce e sicuramente, più sana di un sugo pronto.
Prendete una decina di pomodorini o datterini. Li lavate e scottate in acqua. Li spellate. Prendete delle fette di cipollotto fresco, le fate stufare con olio evo e poi aggiungete i pomodorini. Cuocete e poi con questo sugo condite la vostra pasta. Se vi piace il basilico aggiungete, in cottura, anche quello.

Buon appetito!

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