La Piramide Alimentare-Ambientale

piramide

Ancel Keys, fisiologo americano fu il primo a descrivere nel suo libro “Mangiar bene per vivere meglio” (1970) come il consumo di alimenti sani e naturali fosse associato a longevità e scarsa incidenza di cardiopatie; tali giovamenti, notava Keys, erano per lo più diffusi nei paesi del sud dell’Europa e del nord Africa, dove il consumo equilibrato di cibi è caratteristico di un particolare tipo di dieta definita “mediterranea”. Sulla base di questa dieta, il Ministero per l’Agricoltura americano progettò e diffuse nel 1992 la prima Piramide Alimentare che aveva lo scopo di suggerire la strada per ottenere un’alimentazione equilibrata nell’ottica di una prima fase di educazione alimentare del popolo statunitense.

La Piramide Alimentare raffigura i vari gruppi di alimenti in modo scalare. Alla base della Piramide si trovano gli alimenti di origine vegetale ricchi in termini di nutrienti e con ridotta densità energetica. Salendo progressivamente si trovano gli alimenti a crescente densità energetica che andrebbero consumati con una frequenza minore.

Negli ultimi anni si è data sempre maggiore importanza a una corretta alimentazione nella prevenzione di molte malattie ma la consapevolezza della gente è cresciuta molto lentamente. Questo è il motivo per cui riteniamo utile che a distanza di 25 anni dalla sua prima pubblicazione il Barilla Center for Food & Nutrition riproponga la piramide alimentare non più con l’unico obiettivo di tutela della salute dell’umanità ma accostandola a una Piramide Ecologica nata per salvaguardare la salute del nostro pianeta.

Le attività agricole e di allevamento sono tra i principali responsabili delle emissioni di gas a effetto serra per cui, come esplicitato dal “Climate Smart Food” documento redatto dal SIK (the Swedish Institute for Food and Biotechnology) anche nella scelta dei cibi occorre tener conto della variabile ambientale. È possibile, infatti, valutare le categorie di alimenti relative al loro impatto ambientale cioè in termini di emissione di gas serra (Carbon Footprint), uso delle risorse idriche (Water Footprint) e uso del suolo (Ecological Footprint). Riclassificando i cibi non più in funzione del loro impatto positivo sulla salute ma rispetto al loro impatto negativo sull’ambiente, si ottiene una piramide capovolta, che vede gli alimenti a maggior impatto ambientale in alto e quelli a ridotto impatto in basso. Per ragioni di efficacia comunicativa, la raffigurazione della Piramide Ambientale è stata effettuata prendendo come indicatore unico di riferimento l’Ecological Footprint. Si è ottenuta così una piramide rovesciata in cui in alto si trovano gli alimenti a maggior impatto mentre in basso quelli a minor impatto.

Accostando la nuova Piramide Ambientale alla Piramide Alimentare si ottiene una Piramide Alimentare-Ambientale. In essa si può osservare che gli alimenti per i quali è consigliato un consumo maggiore sono anche quelli che determinano gli impatti ambientali minori. Viceversa, gli alimenti per i quali è raccomandato un consumo ridotto sono anche quelli che hanno maggior impatto sull’ambiente.

Con questa elaborazione è evidente la possibilità di raggiungere due differenti ma importanti obiettivi con un unico modello alimentare. Se si seguono le indicazioni della Piramide Alimentare non solo si vive meglio e più a lungo ma si ottiene un impatto ambientale minore; ciascuno di noi assumendo un atteggiamento alimentare responsabile può conciliare il proprio benessere con il benessere dell’ambiente che lo circonda.

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