Gli uomini di Cesare

Di persone come Laura, la vicina di giardino due numeri più in là, che mi chiede di tagliare gli alberi troppo alti in modo che lei possa vendere la casa con un giardino finalmente soleggiato, ne esistono a pacchi. Sono quelli che vendono l’anima al diavolo in cambio di denaro, per paura. Dentro di loro, sotto sotto, sanno che tagliare un albero è sacrilegio ma il diavolo li ha convinti che il peccato risale al tempo in cui l’uomo credeva in Dio mentre oggi si è emancipato, evoluto, crede in quello che vede e che tocca.
Cosa ha studiato Laura e cosa fa per lavoro? Non lo so esattamente. So, però, che lei estrae plusvalore dalla sua proprietà immobiliare. Forse perché ha un’età in cui è difficile integrarsi, forse non è così astuta, forse il mondo fuori di lì è molto aggressivo. La migliore idea che le viene, quindi, é quella di ristrutturare e ampliare la sua casa.

In molti, nella mia strada vicino al fiume, hanno chiesto il permesso di ampliare la cubatura. Lo fanno scavando un altro piano sotto terra. Tagliano e azzerano il giardino sul fronte strada e cominciano a scavare sotto la casa per creare il piano interrato. Se prima valeva 10 dopo i lavori la casa vale 15. La mettono in vendita ad una cifra imbarazzante, aspettano magari mesi, finché qualcuno stanco dalla ricerca acconsente a pagare la cifra fino allora fuori mercato. Con la metà del guadagno si comprano una nuova casa più a monte mentre con l’altra ci sopravvivono. Hanno, nel giro di tre anni, estratto abbastanza profitto come se avessero lavorato da dirigenti in banca. Poi, quando il liquido finirà, ricominceranno a pensare di vendere e ritrasferirsi.
La nostra economia si basa largamente sul plusvalore e nel mentre estraiamo diventiamo subdoli, furbi, rapaci, bugiardi, millantatori, imbroglioni, venditori disposti a vendere tutto quello che dentro custodiamo di più caro, di intoccabile. Certe persone si ritrovano a vendere anche quello. A barattare la poesia più celestiale custodita nella cassaforte dell’anima pur di dire ‘ce l’ho fatta! il sistema non mi ha annegato di debiti, sono ancora a galla’.

Queste sono le persone che tra Cesare e Dio scelgono Cesare. Ovvero, hanno ridotto Dio a un santino in fondo al cassetto del mobile tarlato della bisnonna buonanima. Sacrificare un albero non è più peccato perché lo fanno tutti. Ed è vero, lo fanno proprio tutti. Ed è proprio questo che mi spaventa, che mi fa entrare nel panico. E’ il fatto che pur davanti ai segni evidenti del cambiamento climatico ( se ne parla ormai da più di 20 anni) se si invoca lo stato di pericolo costituito da un albero che magari con il vento può abbattersi, ti danno il permesso di buttarlo via senza rifletterci un attimo. Anche se la forza del vento é generata dalla catena di eventi che a monte ha appunto la deforestazione. Nessuno si vergogna ad abbattere un albero. Meno che mai Laura a chiedermi di farlo.

Duecento attivisti che difendevano la loro terra sono stati uccisi nel 2016, 98 solo nei primi mesi del 2017. Difendevano la terra dalla costruzione di dighe, dalle miniere, dal traffico illegale di legname e dall’agrobusiness, lo riporta GLOBALWITNESS.
Loro sono i nuovi martiri, i nuovi cristiani, quelli che non hanno ceduto a Cesare; sono caduti per la loro visione, il sogno, il credo nell’abbondanza che produce la Terra di sfamare tutti e non costringerli, per bisogno, ad urbanizzarsi e diventare dipendenti.

Penso che parte della colpa di avere ‘cresciuto’ uomini senza Dio e religione, è nostra, di noi donne. Abbiamo voluto la cucina super tecnologica, la seconda casa, il parquet, il SUV e l’uomo-dirigente alla scrivania che guadagnasse abbastanza per offrirci anche questo. Un uomo talmente atrofizzato dal lavoro in ufficio che non sa più muovere un passo sulle rocce, sui sentieri sassosi, in mezzo alle radici degli alberi. Tutto quello che sa fare col SUV é salire con le ruote sul marciapiede. Altro che viaggio epico, tu e lui, per la trans-sahariana.
Questo mondo avrebbe bisogno di uomini nuovi, uomini che rendano gli uffici un deserto e i deserti dei giardini. Uomini che realizzino il potenziale di un seme e che riflettano, pieni di stupore, su come fa la Terra a volare nello spazio sospesa in aria.
Se poi un uomo riuscisse a creare un seme, laboratorio chimico infinitesimale, in grado di estrarre dal suolo, apparentemente letargico, quello che gli occorre per sviluppare la sua fragranza diversa da altri milioni di piante, e facesse volare un pianeta in aria, della massa di 5,973,600,000,000,000,000,000,000 kg, allora ne potremmo riparlare sulla bontà di arruolarsi nelle file di Cesare.

La cosa difficile é fare la cosa corretta a qualsiasi costo e a qualsiasi prezzo ma é quello che definisce il valore morale di un uomo rispetto ad un altro. 

 

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