Viaggiatori intrepidi alla scoperta del mondo

La Royal Eleganza a Jakljan island – Croazia – © Ben McNamara/Peregrine Adventures

La scorsa estate ho fatto il viaggio più brutto della mia vita. Insieme al mio compagno abbiamo optato per un itinerario on the road alla scoperta delle comunità costiere d’Albania.

L’esperienza, purtroppo, è stata disastrosa; dal momento in cui abbiamo messo piede in suolo albanese, ci siamo sentiti vacche da mungere, bancomat ambulanti da prosciugare il più velocemente possibile. E pensare che, per necessità e volontà, abbiamo sempre scelto soluzioni di viaggio popolari e, di certo, non abbiamo l’aspetto di turisti facoltosi!

Inutile dire che, al ritorno, stressati e fisicamente provati, abbiamo pensato che sarebbe stata una scelta più saggia chiuderci in un villaggio turistico e oziare per dieci giorni in un mondo irreale. Poi, a distanza di pochi giorni, con il fisico ristorato e la mente lucida ho iniziato a riflettere su cosa non avesse funzionato durante il nostro viaggio e su cosa mi avesse insegnato questa esperienza.

Di certo la volontà di vivere a contatto con la cultura locale era uno dei nostri primi desideri, anche per questo motivo è stata scelta una meta che, credevamo, non ancora sconvolta dal turismo di massa. Quello che non ci aspettavamo era di constatare, tristemente, che la neonata idea di accoglienza turistica adottata lungo la costa centro meridionale dell’Albania ha fatto propri, ahimè, i tratti più cupi del turismo delle nostre terre, con sfruttamento della manodopera e scempio delle risorse naturali.

Jakljan island – Croazia – © Ben McNamara/Peregrine Adventures

Parlando con Vittoria della possibilità di approfondire il tema delle vacanze sostenibili ho subito capito che questa sarebbe stata un’ottima occasione per conoscere e raccontare l’esistenza di un modo di viaggiare alternativo ai format classici che promette esperienze uniche ma che, al contempo, contribuisce alla crescita di tutta la comunità (e non solo di pochi imprenditori).

Esiste un mondo di associazioni, onlus e ong in grado di offrire esperienze uniche e affini a ogni sensibilità. Oggi vorrei iniziare la carrellata parlandovi di Intrepid Travel, un progetto quasi trentenne nato dalla fantasia di due ragazzi appassionati di Indiana Jones.

Siamo venuti a conoscenza dei viaggi Intrepid Travel grazie a Joanna Booth, giornalista del Guardian che ha avuto la fortuna di provare uno dei loro tour, una stupenda crociera lungo le coste croate. Perché, incredibilmente, si può essere sostenibili anche facendo una crociera!

Le navi affittate da Intrepid sono molto più piccole delle crociere classiche ma la ridotta dimensione non è che un vantaggio in un paesaggio pieno di insenature e piccole isole precluse alle grandi imbarcazioni. Le navi promettono di offrire tutto il comfort necessario, senza inutili sale da ballo o simulatori di surf e, in più il lusso di fermarsi in una baia e fare il bagno circondati dai delfini.

Porto di Split – Croazia

La crociera in Croazia non è che il primo esperimento in mare di un gruppo nato già 30 anni fa. Il primo viaggio “intrepido” è stato quello organizzato per sé dai due soci fondatori, Darrell e Manch. I ragazzi hanno avuto l’intuizione vincente che un viaggio all’insegna del contatto con la natura e con la gente del posto potesse interessare a molti altri viaggiatori. Oggi Intrepid fa viaggiare 100.000 persone in rotte che vanno dall’Asia all’Antartico e impiega più di 1000 dipendenti in tutto il mondo.

I loro itinerari sono appositamente studiati per includere nel viaggio esperienze di vita e non solo attrazioni da visitare, come suggerito in qualunque guida; per fare questo i tour leader sono scelti tra i dipendenti della località di destinazione.

Ogni viaggio, poi, è progettato in modo tale da limitare l’impatto sulle destinazioni da visitare, affinché anche le generazioni future possano goderne. Dal 2010 Intrepid ha raggiunto l’obiettivo di essere carbon neutral, grazie a un piano di gestione della CO2. Negli ultimi anni ha avviato in Turchia il progetto Akbuk Wind Farm, con l’istallazione di 15 turbine e la produzione e la diffusione di depuratori d’acqua in Cambogia, progetto che fornisce l’accesso all’acqua potabile a 400.000 persone.

Per assicurare che la ricchezza sia distribuita in modo equo tra il personale, le comunità ospitanti e i fornitori, Intrepid assume sempre impiegati nativi, impiega mezzi di trasporto locali e suggerisce ristoranti e negozi gestiti dalle comunità.

Una cabina della Royal Eleganza

Dopo aver sperimentato la ​​Croazia, Intrepid aggiungerà rotte per la Grecia, l’Islanda, il Portogallo, la Spagna, il Marocco, la Thailandia e il Vietnam. I piani a lungo termine sono quelli di costruire navi su misura che utilizzano combustibili alternativi e tecnologie rinnovabili, tra cui l’energia solare.

Intrepid non è l’unica associazione in grado di offrire un servizio simile. Se vorrete nei prossimi articoli vi accompagnerò alla scoperta dei campi di ricerca e conservazione promossi da Tethys o della rete di agriturismi siciliani che hanno aderito ad Addio Pizzo, una rivoluzione culturale contro la Mafia.

Vorrei avere l’occasione di parlarvi dei Campi Avventura WWF sparsi per il mondo o presentarvi Lunaria, un progetto di viaggio e lavoro per ragazzi da 16 ai 30 anni. Attività di protezione ambientale, animazione culturale e sociale per sviluppare modalità di educazione alla solidarietà.

E poi altri operatori, anche italiani, di turismo responsabile che coinvolgono una miriade di onlus con progetti tanto particolari da poter incontrare anche i gusti più stravaganti e le esigenze più insolite.

Perché viaggiare è sicuramente un’esperienza di crescita e avere gli strumenti per comprendere meglio popoli e culture diverse dalla nostra non può che allargare i nostri orizzonti. Raggiungere, poi, la consapevolezza che il nostro passaggio avrà una ricaduta positiva sulla comunità locale non può che renderci più orgogliosi.

Il bilancio della mia esperienza, purtroppo, è stato negativo ma non posso non portare nel cuore paesaggi fantastici e la disponibilità e la gentilezza degli albanesi incontrati. È inutile dire che le criticità nel piano di crescita turistica del paese siano molte e alcune scelte quantomeno rischiose ma, secondo il mio parere, c’è ancora tempo e spazio per un progetto sostenibile in grado di mostrarci il lato magico del paese delle aquile.

Per approfondire:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.