Quando respirare fa male: inquinamento atmosferico

Ogni anno in Europa si registrano 500.000 morti premature dovute all’aria inquinata che equivale a 20 volte il numero dei decessi per incidenti stradali. L’Italia, insieme con oltre la metà degli altri stati membri, è in procedura d’infrazione per l’immissione in atmosfera di due tra gli inquinanti più critici a livello sanitario, ovvero il PM10 e il Biossido di Azoto. Queste contaminazioni sono inaspettatamente da imputare a 2 settori diversi da quello industriale, ovvero il residenziale (con il 68% del Particolato) e i trasporti (con il 66% degli Ossidi di Azoto). Ad evidenziare questi numeri è stato il Report sulla qualità dell’aria pubblicato dall’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), confermando i dati già divulgati dall’ISPRA.

Il Particolato (Particulate Matter) rientra nella più ampia definizione di polveri fini e, in funzione della sua dimensione, viene classificato con un numero che sta a indicare il suo diametro misurato in µm. Il 60% delle famigerate PM10 è costituito dalle più piccole PM2,5. Lo smog che respiriamo è dato dalle polveri fini che restano sospese nell’aria delle zone urbane tanto più a lungo quanto minore è la loro dimensione; in particolare le PM2,5 possono restare in sospensione per 12 ore mentre le PM1 possono fluttuare anche per un mese. Dopo urti casuali e attrazione con altre particelle si uniscono e acquistano dimensioni sufficienti per potersi depositare al suolo, magari con l’aiuto dei venti e delle precipitazioni.

Secondo i dati recentemente divulgati dall’European Environment Agency, sono le quattro regioni del bacino padano (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto) a guadagnarsi il primato di zona maggiormente inquinata del continente. Nei mesi di Ottobre e Novembre, nella città di Torino, la concentrazione delle PM10 ha superato quasi del doppio il livello di guardia; per questo sono stati istituiti severi blocchi del traffico ed è stato addirittura suggerito ad anziani e bambini di rimanere in ambienti chiusi. Nello stesso periodo ci è arrivato un tweet dallo spazio, una foto dell’astronauta Paolo Nespoli accompagnata da una domanda retorica: “La Pianura Padana qualche ora fa… Nebbia o smog? #VITAmission #Italia pic.twitter.com/mGje7sFRbE ”.

© Paolo Nespoli/ Getty images

Insomma, l’inquinamento atmosferico che ricopre la maggior parte delle zone urbanizzate nel mondo è ormai così tangibile ed evidente da allarmare tutti: governi, cittadini e persino chi ci osserva dall’alto….gli astronauti. Per fortuna, questa crescente consapevolezza ci sta aprendo gli occhi e, finalmente, ci sta spronando a trovare diverse soluzioni.
Eccovi quindi alcune notizie interessanti ed utili per ogni genere di lettore:

-per i più preoccupati: è possibile sapere in ogni momento quali sono i livelli di inquinanti nella propria città consultando i siti regionali dell’Arpa sotto la voce Qualità dell’aria, o, nel caso di Milano, l’Agenzia mobilità ambiente territorio (Amat); per una visione più ampia e precisa, invece, esiste il sito aqicn.org che fa parte del più ampio progetto World Air Quality Index.

-per gli amanti della bicicletta: tutti sanno quanti benefici porti l’utilizzo della bici, ma non tutti sanno che esiste il “Prodotto interno bici” (Pib), ovvero il valore economico della bicicletta in Italia, calcolato anche con la “distinta” territoriale. Sono stati stimati oltre 4 miliardi di euro complessivi all’anno (per l’esattezza 4,156 miliardi) attraverso dieci parametri relativi alla mobilità urbana nelle varie regioni. Questi non comprendono solo la produzione e vendita di bici e componentistica, ma anche importanti voci legate al risparmio e al benessere di tutti.

-per gli amanti del verde: sono sempre più numerosi i progetti di ingegneria verde, realizzati o in corso, che mirano ad incrementare la biodiversità urbana. Questo per passare da città grigie a città green, nel senso più ampio della parola. Si va dalle Foreste verticali nel cuore di Milano o della lontana Australia, ai Tetti verdi del Canada, ma il mio preferito è il più ambizioso progetto della ‘Forest City’ nel sud della Cina. Qui, per combattere la scarsa qualità dell’aria, stanno realizzando una città in cui tutti gli edifici, tra cui scuole, uffici, case e ospedali, saranno coperti da oltre 40.000 alberi e da 1 milione di piante.

-per gli amanti delle notizie incredibili (letteralmente): nonostante sia sotto gli occhi di tutti la corrispondenza tra inquinamento atmosferico e il tasso di mortalità per gravi danni a polmoni, cuore e cervello, esiste un gruppo crescente di negazionisti.

Che Trump si riconfermi ancora una volta l’uomo anti-green che è (vedi articolo Trump VS the green world), arricchendo la sua crew dell’EPA (Enviromental Protection Agency) con uomini alle sue dirette dipendenze, non ci sorprende poi tanto, ma sentire affermazioni come “Modern air is a little too clean for optimum health” uscire dalla bocca di scienziati, ha dell’incredibile. Al Prof. Robert Phalen, autore della raccapricciante citazione, si aggiungono i ministri dell’ambiente di Polonia e India, Paesi che registrano valori di contaminanti ben più alti degli Stati Uniti, che pur di non arrestare lo sviluppo industriale (economico) della madrepatria, si mostrano scettici riguardo al problema dell’inquinamento atmosferico. Per fortuna (o sfortuna?) casi eclatanti di contaminazione come la nube di rutenio-106 che ha sorvolato l’Italia del Nord e l’Europa tra la fine di Settembre e la prima settimana di Ottobre, non possono passare inosservati e, quindi, non essere indagati. La Russia ha dovuto ammettere, più o meno apertamente, che questa nube era stata osservata anche negli Urali meridionali con livelli mille volte oltre la norma, ma che assolutamente non era avvenuto nessun incidente nucleare entro i suoi confini. Il dubbio era lecito poiché il rutenio-106 è un prodotto del decadimento dell’uranio 235, ma, al contempo, è anche un metallo generato nei reattori nucleari e successivamente processato per essere usato in medicina contro i tumori oculari. Secondo Federico Rocchi del Dipartimento di Sicurezza Nucleare dell’Enea, il rilascio è avvenuto durante questa fase di lavorazione poiché un incidente nucleare di una centrale operativa avrebbe liberato molti altri elementi radioattivi che, invece, non sono stati osservati.

-per i religiosi e i green worker: dopo l’Enciclica sull’ambiente del Papa, la Chiesa, con 40 istituzioni cattoliche di tutto il mondo, ha dichiarato pubblicamente che avrebbe ceduto i propri investimenti nelle energie fossili per investire nelle energie rinnovabili e, così, fare un passo in più verso la salvaguardia del Creato.

-per i più concreti: in attesa di una seria strategia nazionale per la qualità dell’aria, sta a noi cittadini abbattere l’inquinamento atmosferico poiché ne siamo in gran parte responsabili. Non vi parlo delle ovvietà quali gli sprechi costanti di facile riduzione, bensì di provvedimenti drastici e funzionali ad un minor impatto atmosferico e, perché no, anche utili al nostro portafoglio.

Riscaldamenti: ottimizzate i consumi riqualificando energeticamente le vostre case sfruttando i notevolissimi sgravi fiscali che oggi sono messi a disposizione di tutti. In questo modo abbatterete consumi di energia (e quindi le immissioni nocive) e pagherete pochissimo le bollette.

Traffico veicolare: se dovete sostituire la vostra macchina, sceglietene una elettrica o ibrida. Uno studio sull’inquinamento della Val Padana svolto da Rse, la società di ricerca del Gestore dei Servizi Energetici, ha calcolato una riduzione del 26% di emissioni di PM2,5 e del 21% di CO2 nel caso in cui la sola Lombardia avesse una quota del 20% di auto elettriche e un altro 20% di auto ibride. Numeri importanti che non si avvicinano nemmeno agli scarsi risultati ottenuti in seguito ai blocchi del traffico urbano, poiché troppo limitati geograficamente e temporalmente.

Per quanto riguarda le ovvietà, mi affido al buon senso di ogni lettore. Passiamoci tutti una mano sulla coscienza prima di dare il via a inutili sprechi e pensiamo che il risultato sarà visibile e…respirabile!

Per approfondire:

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