Non solo sci: avventure bianche in Trentino

Fototeca Trentino Sviluppo S.p.A. – © Alessandro Penso

Quando si pensa a un paradiso invernale, dove le vette tinte di bianco si stagliano contro il cielo azzurro, e i paesaggi da cartolina trasportano in un universo parallelo di pace e quiete, il Trentino con le sue Dolomiti balza subito alla mente. Panorami da capogiro, aria purissima e quell’atmosfera di magico silenzio che solo la neve sa creare.

E per godere al massimo la meraviglia di questi scenari invernali, non si deve per forza praticare lo sci, ma ci sono molte altre discipline sane e divertenti da fare all’aria aperta, nel massimo rispetto dell’ambiente.

Non solo piste da sci quindi ma sentieri, malghe (pascoli alpini d’alta montagna), strade forestali e boschi da scoprire a stretto contatto con la natura. Si possono infatti fare escursioni e si può esplorare il territorio in un mood più lento e rilassato. In questo ambito, il Trentino si sta attrezzando sempre più per soddisfare le esigenza di tutti, sciatori e non.

Una valida alternativa agli sci è data ad esempio dalle tradizionalissime ciaspole, o racchette da neve che dir si voglia. Da attrezzo tipico di contadini e cacciatori di montagna, stanno rivivendo una seconda vita decisamente più tecnologica che consente a grandi e piccini di camminare senza problemi “galleggiando” sulla neve, anche quella più profonda.

Fototeca Trentino Sviluppo S.p.A. – © Pio Geminiani

I tre Parchi Naturali trentini propongono piacevoli ciaspolate. Nel Parco di Paneveggio-Pale di San Martino c’è un facile e spettacolare percorso che arriva fino a Malga Bocche, ammirando le Pale di San Martino e il vicino Lagorai, oppure in Val Venegia spingendosi fin sotto il Cimòn de la Pala. Dal Centro visitatori di Paneveggio poi ci si inoltra nella grande foresta di abeti rossi “di risonanza” per raggiungere la zona dei laghi di Colbricòn.

Per chi preferisce muoversi in compagnia delle guide alpine o degli accompagnatori di territorio, ogni ambito turistico propone un proprio calendario di uscite. Nel Parco naturale Adamello Brenta si va alla scoperta della silenziosa Val Brenta e della Val d’Agola. Da Campo Carlo Magno sopra Madonna di Campiglio invece si sale alla conca dove c’è il lago delle Malghette. Anche nelle zone orientale e meridionale del parco, il versante di Andalo e Molveno, le valli Giudicarie e del Chiese e convalli laterali, è possibile fare escursioni di varia difficoltà in termini di dislivello, durata e lunghezza: tra gli itinerari più semplici, quelli che risalgono la Val Breguzzo o si inoltrano in Valle di Bondone e Val Daone.

Infine in Val di Sole e Val di Rabbi, nel Parco nazionale dello Stelvio, si possono raggiungere malghe, laghetti ghiacciati e altri scorci suggestivi.

Il Trentino organizza poi una serie di eventi dedicati proprio alle ciaspole: in questo periodo, fino a marzo in Valle del Chiese c’è un ricco programma di uscite, alcune anche in notturna (qui puoi vedere ulteriori proposte).

Oltre alle racchette da neve, un’altra modalità affiora dal passato per far godere al massimo la stagione bianca: chi nella propria infanzia non ha ricordi legati a bob e slittini? Per i nostalgici, in Trentino ci sono piste dedicate per fare fantastiche discese a cavallo di questi “bolidi”. Madonna di Campiglio ha recentemente lanciato una nuova pista di slittino, la prima della skiarea, con un tracciato adatto anche per i più piccoli. Dal Monte Spinale la discesa passa attraverso i prati di malga Fevri per arrivare alla partenza della seggiovia Spinale 2.

Fototeca Trentino Sviluppo S.p.A. – © Alessandro Penso

Per avere tutte le informazioni e le tariffe, collegatevi al sito www.campigliodolomiti.it 

In Val di Fiemme, sulla pista Fraine nella skiarea di Bellamonte – Castelir, c’è più di un chilometro e mezzo di percorso per “scivolare” nel bosco. Si sale con la seggiovia Castelir-Le Fassane per poi scendere fino al punto di partenza. L’Alpe Cimbra vanta comprensori con vere e proprie slittinovie, per scendere su piste dedicate e di modesta pendenza a Costa e Fondo piccolo per Folgaria, e in località Bertoldi per Lavarone. Ad ogni modo, anche senza essere specializzate, molte località dedicano apposite aree agli amanti di bob e slittini.

Un altro modo per vivere l’esperienza con la slitta è lo sleddog: parliamo di escursioni dove, insieme a un istruttore, si guida una slitta trainata da una muta di cani. Andare alla scoperta del territorio in totale armonia con i migliori amici dell’uomo ha qualcosa di magico, figuriamoci per i bambini che possono guidare le slitte una volta compiuti gli 8 anni. Per un’esperienza ancora più suggestiva, è possibile far escursioni di notte, quando il percorso è illuminato solo dalla luna e dalle stelle. Questa disciplina è approdata sull’Alpe Cimbra, dove si può esplorare la natura in perfetta compagnia degli husky. Per informazioni visitate il sito www.canidaslittatour.it 

Un’altra interessante alternativa è offerta a Madonna di Campiglio e a Pinzolo, date un’occhiata al sito www.campigliodolomiti.it 

Sleddog – © Scuola Sleddog – Val Gardena

Se invece si ha bisogno di qualcosa di più adrenalinico, ci si può avventurare sulla neve in sella a una fat bike, una bici dai copertoni molto spessi che garantiscono stabilità e controllo. Nata in Alaska dove la neve abbonda, si sta diffondendo sempre più. Grazie a queste bici speciali infatti è possibile pedalare in sicurezza, e risalire e scendere lungo pendii.

Gli amanti di questo tipo di mezzo possono provare anche la mountain bike con ruote chiodate da “cavalcare” su appositi percorsi. Sull’Alpe Cimbra c’è addirittura una rete che si estende per 50 chilometri di single track. Per chi si trova alle prime armi con questo tipo di bici, a Passo Coe c’è l’itinerario ideale per prendere confidenza, Passo Coe Easy, mentre tra Folgaria e Lavarone le escursioni sono più impegnative. E per fare felici i bambini, nel bike park ci sono le bike strider, delle mini bici senza pedali e con piccoli sci sotto le ruote per muoversi all’interno di una pista dedicata e servita da un tapis-roulant per la risalita.

Sempre più diffuse, e disponibili anche in versione elettrica, le fat bike sono perfette anche sull’Altopiano della Paganella, in Val di Sole, sul Monte Bondone, a Brentonico, in Valsugana e in Val di Fassa.

Fat bike Alpe Cimbra – © Pontedilegno Ski School

Per escursioni di vario genere (anche accompagnati dalle guide) e il noleggio, contattate il sito www.dolomitipaganellabike.com 

Se poi si vuole premiare la fatica dell’attività fisica con un lauto pasto ci sono rifugi, malghe e ristoranti facilmente raggiungibili anche con le ciaspole ai piedi. Potrete così riposarvi e abbandonarvi all’atmosfera calda e conviviale gustando i piatti tradizionali trentini: dai canederli agli strangolaprete fino allo spezzatino con la polenta, senza dimenticare formaggi e affettati, il tutto annaffiato dagli ottimi vini locali.

Ecco quindi alcune proposte (prima dell’escursione si consiglia di contattare il gestore per verificare l’effettiva apertura del rifugio).

La strada che dal passo San Pellegrino porta al Rifugio Fuchiade (Fuciade in lingua ladina) è facilmente percorribile anche in pieno inverno. Ci si trova immersi in uno dei posti più amati di tutte le Dolomiti. Il rifugio, posizionato a quasi 2.000 metri di quota, è stato realizzato trent’anni fa da Sergio Rossi e da sua moglie Emanuela. Per il massimo relax, oltre ai piatti della cucina ladina si può provare anche il soggiorno nella struttura. Il rifugio è operativo da inizio dicembre fino alla settimana dopo Pasqua, e dalla prima domenica di giugno alla seconda di ottobre.

Rifugio Fuchiade – © trentinomarketing.org

www.fuciade.it

Un’altra struttura da consigliare è Capanna Cervino: il nome, che richiama la vetta delle Alpi occidentali, è stato dato negli anni Trenta dal proprietario, Alfredo Paluselli, in omaggio al Cimon della Pala, cioè il Cervino delle Dolomiti (il rifugio si trova proprio ai suoi piedi). Da provare il gulasch di bovino Highland allevato nell’azienda agricola locale. Dopo il pasto, si può andare ancora un po’ più in quota per vedere la montagna specchiarsi nel laghetto. E se vi pare di averla già vista, è perché è fra le immagini scelte come sfondo dei computer Windows.

Il rifugio è aperto da dicembre ad aprile, e in estate tutti i giorni dal 20 giugno a inizio ottobre. Nei rimanenti fine settimana di ottobre fino a inizio novembre, offre solo il servizio diurno del ristorante.

www.capannacervino.it

Nel Parco Naturale Adamello Brenta invece si trova il bar ristorante Malga Ritorto, dove il menù tipico trentino di tradizione montanara e della cucina italiana propone piatti realizzati con gli ottimi prodotti locali. La malga è raggiungibile attraverso un sentiero di circa venti minuti da Località Patascoss, oppure con la carrozza trainata dai cavalli. In inverno sono disponibili il gatto delle nevi e la motoslitta dal parcheggio di Patascoss fino al ristorante.

Da Malga Millegrobbe, ricavata in un’antica malga cimbra a 1.400 metri d’altitudine nell’omonima località, vengono serviti piatti tradizionali con l’impiego di materie prime locali, dai salumi ai formaggi, della farina all’olio extravergine, dalla frutta al miele fino alle confetture. Per chi desidera trascorrervi la notte, le camere sono in perfetto stile alpino. Per gli amanti dello sci di fondo, da non perdere l’apposito centro immerso in una bellissima cornice, tra boschi di abeti e grandi spazi aperti.

www.malgamillegrobbe.it

Last but not least, il rifugio Malga Stablasolo appare dopo un suggestivo e piacevole percorso di circa 4 km nel Parco Nazionale dello Stelvio, in fondo alla Val di Rabbi, da località Plan. La struttura promette piatti della tradizione trentina: canederli, taglieri di salumi e formaggi dell’azienda agricola, oltre al vino locale. Ma a spiccare per bontà pare sia la pasticceria, con torte e dolci della casa.

Per maggiori informazioni, visitate il sito www.rifugi.visittrentino.info


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