Trump VS the green world 2

Nell’antichità gli eventi metereologici, normali e straordinari, erano tutti considerati come l’espressione della volontà degli Dei, i quali premiavano o punivano gli uomini per le azioni compiute. Seguendo questo criterio, tutti additerebbero subito Trump come principale responsabile dei terribili giorni di freddo che hanno messo in ginocchio gli Stati Uniti tra Natale e l’Epifania. Ad oggi la situazione non è molto diversa, sebbene per motivi differenti e più che ragionevoli. Il presidente americano è un noto negazionista del cambiamento climatico e della sua correlazione con le attività umane, infatti, non perde occasione per ribadire la sua posizione al mondo intero. Il 28 Dicembre ha deciso di regalarci un’altra sua perla di saggezza twittando che “la costa est degli Stati Uniti è investita da un’ondata di gelo e per la vigilia di Capodanno sono attese temperature polari. Potremmo usare un po’ di quel buon vecchio Riscaldamento Globale che il nostro Paese, e non altri, sta pagando trilioni di dollari per proteggerci. Coprirsi bene!”. Vi lascio un attimo di tempo per riprendervi da questa affermazione sconcertante…

Delle tante risposte lette la più bella, a parer mio, è sicuramente quella della Democratica Kathleen Rice, la quale richiama il presidente americano, esortandolo a fornire consigli utili su come affrontare l’emergenza meteo piuttosto che twittare frasi paragonabili a quelle “di un bambino che odia l’ora di scienze”. L’ignoranza che Trump dimostra con la sua affermazione non sfugge a nessuno, soprattutto a Pramila Jayapal, membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato di Washington, che scrive: “La meteorologia non è la stessa cosa del clima, un presidente dovrebbe essere in grado di capirlo, non è difficile”. Sicuramente l’ondata di gelo arrivata nell’Est statunitense è stata eccezionale (temperature bassissime, venti forti, mareggiate e bufere di neve), ma non può assolutamente essere considerata da sola. Ciò che accade in un momento limitato nel tempo (e nello spazio), infatti, per quanto inusuale, è da considerarsi semplicemente come un fenomeno meteorologico, ben diverso, quindi, dai cambiamenti climatici che si protraggono per oltre 100 anni ed interessano l’intero globo terrestre. Quello che i negazionisti non vogliono vedere è che condizioni termiche inusuali, sia fredde che calde, si sono registrate in molte altre parti del globo, infatti, mentre gli Stati Uniti orientali toccavano quasi i -40° C, quelli occidentali si stavano ancora riprendendo dagli effetti dei tremendi incendi dell’anno precedente; in Alaska e in Siberia le temperature erano decisamente più elevate, così come nelle zone artiche, dove si sono registrati valori di circa 3,4 °C superiori alla media.

In generale possiamo dire che la temperatura media mondiale si sta alzando ogni anno sempre di più, facendo registrare ben 16, dei 17 anni più caldi di sempre, tutti dopo il 2000. Nella classifica stilata dall’OMM (Organizzazione Metereologica Mondiale) svetta il 2016 come l’anno più caldo in assoluto che, con l’apporto del fenomeno climatico El Niño, ha superato di 1,2°C la temperatura media preindustriale usata come riferimento; al secondo posto si attesta il primato di anno più caldo raggiunto senza alcun “aiuto” naturale, ovvero un rovente 2017 con +1,1°C seguito, al terzo posto, dal similissimo 2015 con +1,09°C. Tutti questi dati ci lasciano intendere che non si tratta di un fenomeno passeggero, bensì di un trend molto pericoloso che sta innescando catastrofi ecologiche e socioeconomiche sempre più gravi. Di questo passo sarà praticamente impossibile riuscire a mantenere sotto la quota +1,5°C il riscaldamento globale e, quindi, rispettare gli accordi presi durante la Conferenza sul Clima di Parigi (COP 21). Secondo il Met Office (servizio meteorologico nazionale del Regno Unito) le temperature del 2018 saranno calde, ma non da record, grazie all’influsso del fenomeno conseguente e opposto a El Niño, ovvero La Niña, che ridurrà di 0,1°C la temperatura media globale.

Prima di spiegare le dinamiche che hanno causato gli Ice Days statunitensi, tanto freddi da far addirittura congelare le cascate del Niagara, è utile un veloce ripasso sulle dinamiche del nostro pianeta.

Cascate del Niagara congelate – © Michael Muraz

I principali elementi che influenzano il clima della Terra, nel lungo termine, sono il Sole (radiazione solare) e gli oceani (correnti marine), la cui perfetta interazione mette in moto il complesso sistema che regola l’intero pianeta. Come fanno? Spostando enormi masse d’aria e d’acqua con diverse temperature e, quindi, densità. A rendere unico il sistema aria-acqua è il fattore termico che permette continui scambi tra oceani e atmosfera mediante evaporazione e condensazione (il caro vecchio ciclo dell’acqua). La giusta temperatura utile a innescare questo sistema, e quindi a permettere lo sviluppo della vita sul Pianeta, è data dall’effetto serra che intrappola nell’atmosfera l’energia solare sotto forma di calore. La mole di gas serra presenti in atmosfera determina la quantità di calore accumulata, poiché questa cupola si lascia attraversare solo dai raggi in entrata e non da quelli in uscita. Detto questo, è facile capire come l’eccessiva emissione di gas serra da parte dell’uomo, unita alla naturale immissione derivante da incendi ed eruzioni vulcaniche, stia portando ad un innalzamento della temperatura media globale che altera il perfetto equilibrio del sistema (global warming).

Tra i catastrofici effetti di questi ultimi anni troppo caldi, troviamo una riduzione da record della banchisa nell’Oceano Artico che, sciogliendosi, ha raffreddato la Corrente del Golfo (attenuandone l’effetto di mitigazione invernale), facendo innalzare il livello del mare. Secondo i fisici tedeschi dell’Institute for Climate Impact Research di Potsdam, un effetto ancor più grave è quello di aver alterato i normali cicli di spostamento dell’aria fredda polare. Aumentando la superficie di acqua libera (non coperta dai ghiacci) in grado di assorbire calore in estate e rilasciarlo in inverno, si è osservato un nuovo fenomeno per cui enormi masse d’aria calda spingono verso sud l’aria fredda polare. Normalmente, tra aria fredda del polo e aria calda subtropicale, vi è una netta separazione data dalle ondulazioni della corrente a getto; oggi si osservano ondulazioni sempre più pronunciate (profonde) che sconfinano da entrambi i lati e riducono il divario tra estremi climatici di segno opposto, proprio come tra Stati Uniti orientali e occidentali o Europa settentrionale e Siberia.

In un mondo che si sta complessivamente riscaldando, quindi, episodi di freddo eccezionale non fanno altro che completare il quadro, confermando ulteriormente ogni teoria scientifica, per quanto scomoda da ammettere.

In una recentissima intervista rilasciata ieri all’ITV, Trump ci sorprende con una enigmatica ritrattazione sulla sua decisione di far uscire gli USA dall’Accordo di Parigi dicendo che “Potremmo, in teoria, tornare indietro” poiché lui sostiene in modo “molto forte” i temi ambientali… Non è la prima volta che the Donald accenna a tornare sui suoi passi, ma sempre sottolineando che il negoziato firmato da Obama era un “pessimo affare” e che un rientro è ipotizzabile a solo condizione che “diventi un buon affare per gli Stati Uniti”. La realtà è che l’attuale Presidente americano, da bravo imprenditore, ha finalmente fiutato il vero pessimo affare in cui si stava andando a cacciare, escludendosi dall’unico settore in forte crescita, quello della green energy. Nelle ultime settimane un numero sempre maggiore di compagnie, investitori e fondi pensione pubblici e privati (tra cui l’intera città di New York con quote per 4 miliardi di dollari https://www.imperialbulldog.com/2018/01/23/new-york-le-compagnie-petrolifere/) hanno cominciato a spostare i loro investimenti dai combustibili fossili alle energie rinnovabili. Un altro pessimo affare per Trump sarebbe scontentare il 70% degli statunitensi che, al contrario di lui, vuole fermamente restare nell’Accordo di Parigi, rendendo piuttosto improbabile una sua riconferma come Presidente.

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