La check list dei fantasmi (o.. lo Zaino del Naturalista)

© Imperial Bulldog

Che strano titolo per questo articolo! La check list dei fantasmi è il nome che mi diverte dare all’elenco degli animali che ci sono nel mio itinerario di escursione, ma che non vedo direttamente con i miei occhi. Come è possibile? Molte specie sono elusive e, quindi, difficili da osservare, ciononostante ogni animale lascia una traccia del suo passaggio, anche se piccola e poco visibile. Uno dei miei passatempi preferiti è proprio questo ed è un modo per connettermi davvero con la natura, poiché per riuscire a scovare qualcosa devo osservare ogni minimo dettaglio con occhi diversi, quelli di un animale. Se volete provarci anche voi, vi servirà il giusto occorrente, ovvero lo zaino del Naturalista. Sebbene il suo contenuto possa cambiare in funzione della destinazione o della durata del tragitto, vediamo insieme come prepararlo e cosa non dovrà mai mancare.

Prima di tutto è bene scegliere uno zaino capiente, ma leggero, impermeabile (non si sa mai) e ben munito di tasche per organizzare al meglio il suo contenuto. Per evitare di aprire e chiudere lo zaino ogni dieci passi per prendere qualcosa rimasto sul fondo, sistemate gli oggetti in posizioni precise, con un ordine decrescente di frequenza d’utilizzo, in modo da avere sempre a portata di mano un taccuino ed una matita, una fotocamera, un cordino ed un righello. Sono questi gli strumenti che in assoluto si usano di più. Appuntare dettagli, disegnare una scena o, se preferite, descriverla accuratamente è il modo migliore per affinare lo spirito di osservazione poiché vi costringe a mettere nero su bianco ciò che avete davanti. Nessuna foto potrà mai sostituire il bagaglio mnemonico che ci garantisce, invece, un taccuino ricco di annotazioni prese a mano. La scelta della matita è quasi universale poiché, al contrario delle penne a inchiostro, non sbiadisce con l’acqua e non si congela col freddo. Per aiutarci a scrivere ogni minimo dettaglio ci sono il righello e il cordino che possiamo usare per prendere ogni misura immaginabile. Per esempio, lunghezza e larghezza di una singola impronta, la lunghezza di falcata o la larghezza della pista lasciata (insieme di impronte) sono misurabili con un righello; per le circonferenze, gli archi e le altre misure curve, invece, possiamo usare il cordino da riportare poi sulla riga millimetrata. La fotocamera ci sarà utile in diverse occasioni, per immortalare e conservare immagini che facciano da corredo al nostro taccuino con grandangoli paesaggistici (il tipo di ambiente è sempre importante per identificarne gli abitanti) o macro di dettagli difficili da riprodurre a mano. Una macchina fotografica munita di un buono zoom, invece, potrà aiutarci ad osservare e conservare scene lontane o luoghi poco accessibili come un nido su un albero, una tana tra cespugli spinosi, tracce nel fango sulla sponda opposta di un fiume.

L’attività forse più diffusa tra i naturalisti in escursione è proprio quella di cercare e seguire le tracce di qualche animale per poterne identificare la specie e studiarne i comportamenti. Non è sempre facile trovare dei segni chiari, così come non è facile seguirli, ma la pratica aiuta e lo spirito di osservazione migliora se sappiamo dove e cosa guardare.
Un buon occhio attento ai dettagli sarà in grado di trovare anche altri tipi di tracce animali, quali piume, ciuffi di peli, esuvie, ossa o denti, uova; cercate anche i segni di attività alimentare su vegetali (frutti, semi, foglie, rametti) o su altri animali (carcasse) e ciò che resta dopo la digestione (feci, borre). Si tratta di una grande quantità di dati e informazioni che, nella maggior parte dei casi, potrete anche portare a casa per uno studio più approfondito o per collezionismo (suona più macabro di quello che è realmente). Ma cosa serve per campionare tutti questi ritrovamenti? Nel caso in cui vogliate solo osservare da vicino il reperto e appuntarvi tutto il necessario, vi saranno utili una lente di ingrandimento piccola, ma potente (10x), ed un cartoncino bianco e nero. Ogni dettaglio è importante e, con la giusta lente di ingrandimento, sarete in grado di salutare il proprietario delle mine scavate nelle foglie, di riconoscere i più piccoli graffi lasciati dalle unghie delle arvicole sul legno o le venature dell’esoscheletro di un insetto, di distinguere le barbule di una piuma o le singole ossa di un micro-mammifero tra le feci di un carnivoro. Con il cartoncino bicolore avrete sempre il giusto fondo di contrasto per poter apprezzare ogni forma ed ogni sfumatura del vostro oggetto di studio, qualunque sia il suo colore. Se, invece, volete portare a casa un reperto particolarmente interessante, sappiate che non basta raccoglierlo e buttarlo a caso in una busta insieme ad altro poiché si rischia di compromettere l’integrità, il colore o l’odore della maggior parte dei campioni. Non fate mai mancare nel vostro zaino una scorta di bustine con la chiusura a pressione di diverse misure e altrettanti contenitori rigidi per preservare il materiale più delicato (ossicini, gusci di uova, alcuni semi, piccole carcasse) o non disperdere quello più fine o liquido (terreno, sabbia, acqua); tutti articoli che sono acquistabili facilmente e a basso costo, ma il riutilizzo e il reimpiego ci aiutano a racimolare il necessario già in casa nostra (buste e scatolini alimentari, barattolini di plastica, tubi delle medicine, vecchi scatolini di rullini ecc). In alcune circostanze vi ritroverete a dover smuovere, maneggiare o ispezionare materiale poco invitante come feci (o “fatte”) e borre (vedi articolo https://www.imperialbulldog.com/2017/04/01/signori-della-notte/ ) per scoprirne i tesori indigeriti (ossa, esoscheletri, denti, peli o piume) e aggiungere informazioni alla vostra check list dei fantasmi.

Per queste occasioni sarete contenti di avere con voi un paio di guanti in lattice e delle pinzette che assicurano maggiore precisione di un qualsiasi bastoncino, seppur spuntato a dovere dal vostro coltellino multiuso (sempre e comunque utile per ogni evenienza). Ricordate sempre che, per evitarvi inutili sforzi di memoria successivi all’escursione, ogni campione raccolto deve essere corredato da una serie di informazioni quali data, ora e luogo del ritrovamento, il tipo di ambiente (bosco, prato, sponda del fiume, neve, dune sabbiose) ed eventuali note importanti. Un modo organizzato di catalogare ogni campione è redigere un elenco numerato a inizio o fine taccuino, dove annoteremo tutto, mentre sul contenitore del campione basterà apporre il numero progressivo corrispondente con un pennarello indelebile o un’etichetta. In condizioni di scarsa luminosità come un ambiente boscoso, una giornata nuvolosa o nelle ore crepuscolari e serali, vi può venire in aiuto una piccola torcia a led con pile o, meglio ancora, a dinamo. Questo oggetto è indispensabile non solo per illuminare zone buie, ma anche per aggiungere una fonte luminosa ad una luce ambientale altrimenti piatta, mettendo in risalto particolari rilievi (forme, impronte, graffi), ed, infine, per osservare in controluce foglie ed altro materiale vegetale di scarso spessore e con tracce del passaggio animale (larve, vermi, parassiti vari). A completare il nostro elenco di oggetti indispensabili da avere nello zaino, è l’igienizzante per le mani. Questo perché le stesse mani che hanno setacciato il terreno, maneggiato carcasse, feci animali e borre di uccelli, a una cert’ora vi serviranno per maneggiare anche il vostro meritatissimo (e agognatissimo) pasto!
Quando sarete padroni dell’arte di riconoscimento impronte e campioni organici, grazie a tanta pratica e con l’ausilio dei giusti manuali tecnici di campo, potrete approfondire le vostre ricerche con nuove attrezzature ed aggiungere numerose altre specie alla vostra check list dei fantasmi. Se non avete ancora trovato tracce di presenza lasciate da animali notturni molto elusivi, come tassi e faine, lupi, cinghiali, martore, ricci, potrete tentare di censirli, sempre che ci siano, con l’ausilio di una fototrappola, posizionata e settata nel modo giusto (per i dettagli vi rimando all’articolo https://www.imperialbulldog.com/2016/01/28/le-fototrappole-un-occhio-fisso-sulla-natura/ ). Maggiore è il tempo che trascorrerete in Natura, maggiore sarà la vostra capacità di connettervici e di riuscire ad apprezzarne sfumature che pochi percepiscono. Sto parlando di suoni più o meno lontani, di fruscii diversi da quelli del vento tra le foglie; di rametti spezzati e piante secche calpestate con circospezione, in modo totalmente differente dal casuale scricchiolare della vegetazione; di versi fievoli o rumori ritmici; di richiami e canti… sto parlando degli animali che vi circondano e vi percepiscono senza che voi riusciate a vederli. Dovrete imparare ad acuire i vostri sensi prima di poter individuare subito direzione, distanza e fonte del suono. Ottimi strumenti artificiali, intanto, possono essere i microfoni direzionali per il field recording e un buon binocolo (10×42 sarebbe perfetto) per tentare, una volta localizzato l’animale, di osservarlo. Sempre per i più esigenti e curiosi, ci si può attrezzare con una telecamera endoscopica, munita di luce a led e con una flessibilità media, per poter spiare live, da un dispositivo con schermo, all’interno di buche e cavità (tane e nidi) potenzialmente abitate da fauna selvatica. Infine, per chi preferisce esaminare il materiale campionato sul posto piuttosto che a casa, sarà indispensabile un piccolo microscopio digitale (da 80x in su) da collegare direttamente al telefono o ad un tablet. Con questi magnifici aggeggini sarete in grado di divertirvi a curiosare in Natura e migliorare sempre più le vostre capacità sensoriali, fino al punto in cui il loro ausilio sarà quasi inutile.

Se anche voi volete provare a stilare una check list dei fantasmi, preparate lo zaino del Naturalista e cominciate con tragitti brevi dove potervi soffermare per bene su ogni traccia. Ricordatevi di aggiungere i manuali e le guide tematiche, indispensabili all’inizio per non brancolare nel buio, ma utili anche dopo per avere conferme. Buona ricerca a tutti!

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