Il cambiamento é sensoriale

Vivremo un giorno pieno come se fosse l’ultimo, nell’incertezza del futuro, come  raccomandano i malati terminali agli amici quando si rendono conto che molti dei loro sogni sono ormai irrealizzabili …

Non siamo malati terminali ma quando il Pianeta lo diventa la nostra salute lo segue di pari passo.

Se credi nella Scienza e non nella Politica questa situazione l’hai prevista e poiché hai creduto nelle analisi degli scienziati tu, tra i tanti o tra i pochi, hai cambiato stile di vita.

Ieri alla televisione inglese (il tema del cambiamento climatico è molto discusso) proprio di questo si parlava. Un portavoce del governo, intervistato, prevedeva la creazione di un comitato ad hoc con l’onere di stanziare fondi per attrezzare trasporti, uffici, ospedali di condizionatori perché il prossimo anno stimano che l’innalzamento delle temperature ucciderà tra le 4 e le 14 mila persone.

Sapete cosa succede al corpo umano quando arriva il caldo? La nostra temperatura corporea è normalmente di 37° quando il caldo gli fa superare quella soglia interna i pori, come una valvola termoregolatrice, cominciano a liberare calore attraverso la sudorazione. Per facilitarla il flusso del sangue viene richiamato dagli organi interni verso i capillari della pelle che stanno cedendo acqua e sali minerali nel tentativo di raffreddare il corpo. Come conseguenza il sangue si fa più denso e il cuore comincia a faticare per farlo circolare. Quando poi superati i 30° con umidità oltre il 60% il vapore acqueo contenuto nell’aria fa da barriera all’evaporazione del sudore, aumentano i rischi di un collasso o di un colpo di calore. Quello che proviamo è uno stato che racchiude vari sintomi: debolezza, ansia, stanchezza, pressione arteriosa che si abbassa, ritmo e frequenza cardiaca che aumentano. In sintesi, mancano le energie per fare funzionare il nostro corpo.

Una scienziata, intervistata nello stesso documentario, concludeva il suo intervento dicendo che l’unica soluzione é un cambio ‘drastico’ del nostro modello di vita.

Già è proprio questo il nodo. Dobbiamo cambiare ma non sappiamo in quale direzione cambiarlo.

La gente rimane inerte schiacciata tra la pressione politica di dover crescere economicamente e la disubbidienza, mai sperimentata prima, di usare la testa e seguire il proprio istinto.

Molti anni fa, quando il campanello d’allarme del cambiamento climatico ha cominciato a suonare per me, ho voluto mettere in pratica quello che poteva essere un modello diverso.

Indietro non potevo tornare (all’era pre industriale, senza nessuna tecnologia) dovevo guardare avanti cercando di semplificare e eliminare quelle dipendenze che generano emissioni, fino a un punto comodo, accettabile. Ero attratta dall’idea di mettermi in linea con quello che il Pianeta domandava. Era evidente che se le emissioni non erano tollerate eravamo sulla strada sbagliata.

Cambiare, però, non poteva avvenire da un giorno all’altro, non esistono prescrizioni d’emergenza come quando si abbandona una nave in caso di avaria. Cambiare vuole dire sperimentare, sbagliare e poi riprovare. Significa fare qualcosa che nessun ha fatto prima perché non esiste una blueprint per un fatto eccezionale come questo.

La prima cosa che ho notato quando ho cominciato a passare qualche giorno nell’isolamento della natura è stato sentire le tensioni dal corpo sciogliersi. Si sciolgono quelle in profondità. E’ come togliersi di dosso una corazza cucita con filo d’acciaio a nervi, tendini e muscoli. Tolta questa, un secondo corpo inutile, mi sono sentita improvvisamente nuova, rinvigorita, pronta per una seconda vita.

La successiva era l’abitudine di riempire la casa di oggetti. All’inizio ho fatto una fatica immensa a portare tutto quello che immaginavo mi servisse, dopo qualche anno, poi, ho fatto un’altra fatica immensa a togliere tutto quello che non mi serviva. Sono rimaste le candele, i fiammiferi, il kit di pronto soccorso, il kit contro le zanzare, un cambio minimo per l’inverno e per l’estate. In cucina ho ridotto tutte le scorte che avevo ammassato pensando a chissà quale carestia. Non accumulo più, mangio solo quello che mi porto dietro. Penso alla giornata.

Poi successe un fatto strano: quando provi per la prima volta a liberarti dalle cose inutili, dalle preoccupazioni e assaggi quella certa leggerezza del corpo che poi investe anche la mente perché impari a disconnettere anche il cervello (un’altra gabbia) .. arrivi a un punto di non ritorno. Non sei più disposto a tornare a vivere in un mondo con la mente affollata da cose da fare.

© Vittoria Amati

Spiegare, però, come il modello di vita alternativo al nostro corrente, sia sensoriale, è molto difficile perché non é tangibile. Anzi si allontana dalla materia. Le sensazioni che ti fanno stare bene sono inversamente proporzionali alla pesantezza materia. E’ quindi difficile spiegare che il nuovo modello non si basa su dove vivi, come vivi, quanto guadagnerai, quanta energia devi risparmiare ma è piuttosto quanto riesci a rinunciare della tua vita attuale per alleggerirti al punto da ‘sentire’ il corpo e la mente come non li hai mai sentiti prima. Percorrere questa strada è una maxi rivoluzione, una liberazione.

All’inizio della guerra contro gli OGM (organismo geneticamente modificato) erano poche voci a levarsi. Oggi tutti optano per il biologico perché hanno capito la differenza che passa tra ammalarsi di tumore mangiando male o rimanere in vita mangiando sano. Domani sarà lo stesso con le scelte che metteremo in atto per evitare di morire dal caldo o per mano di qualsiasi altra arma che il meteo-killer ci riserva nella sua imprevedibile creatività letale.

Nel prossimo post mi riprometto di approfondire cosa significa ‘sensoriale’.. Lo sapevate che la centralina dalla quale partono gli stimoli nervosi nel polpo non è racchiusa esclusivamente nel cervello? Il polpo ‘sente’ e reagisce attraverso un network di neuroni disseminati in tutto il corpo.

© Vittoria Amati

Più o meno quello che sento io quando sono spettatore in circostanze particolarmente magiche e rarefatte nella natura, sento una fibrillazione sparsa lungo tutto il corpo mentre reagisce a quello che vedo .. 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *