Montenegro: le 10 tappe più belle dello Stato ecologico

Parco Nazionale del Lago di Skadar – © Ente Nazionale del Turismo del Montenegro

Fratello minore della turistica Croazia, il Montenegro è un piccolo gioiello nel cuore dei Balcani che, nonostante le sue ridotte dimensioni, vanta una serie infinita di attrattive. Cinto a nord da magnifiche montagne e affacciato sul Mare Adriatico con una costa di 300 chilometri, accontenta tutti i desideri. Autoproclamatosi Stato ecologico nel 1991, non combina solo paesaggi naturali spettacolari, ma anche storia e culture differenti: dalle chiese ortodosse alle moschee, dalle ville romane ai lasciti del periodo comunista, è da secoli una vivace frontiera tra Est e Ovest.
E passata la folla di turisti dell’alta stagione, settembre è il mese ideale per visitare il Montenegro grazie al suo clima mediterraneo: si può fare ancora il bagno (a volte fino a ottobre), le tariffe si dimezzano e la vita quotidiana torna a fluire lentamente.
Isole lussureggianti, fiordi meravigliosi, parchi nazionali e cime aguzze: abbiamo selezionato per voi 10 tappe imperdibili per conoscere questo piccolo scrigno di bellezza naturale.

Parco Nazionale del Durmitor – ©  Ente Nazionale del Turismo del Montenegro

1 – Il fiume Tara
Sapete che in Montenegro c’è uno dei canyon più profondi del mondo, secondo solo al famoso Grand Canyon negli Stati Uniti? Lungo 93 chilometri e profondo 1.300 metri, è il risultato dalla potenza del fiume Tara, che per secoli ha scavato il suo cammino nella pietra calcarea.
Questo impetuoso fiume scorre per 140 chilometri nel Parco Nazionale del Durmitor, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nonché paradiso delle attività all’aria aperta. Tutto ciò ha dato vita a un percorso di rafting a dir poco spettacolare (da fare anche su zattere di legno). I panorami più suggestivi si vedono dall’acqua, discendendo il fiume nella magia di un paesaggio incontaminato. La vegetazione è fitta: pino nero, carpino orientale, frassino, olmo, tiglio e, più in alto sopra le rocce, quercia da sughero, acero e faggio. Oltre i 1.000 metri poi si trovano foreste di abete comune e abete rosso. Una meta perfetta anche per chi ama le escursioni a piedi e in bicicletta.
Altri bellissimi canyon sono quello di Mrtvice, formato sempre dal Tara, o quello del fiume Cijevna nel Montenegro centrale. I più coraggiosi non possono però perdersi il canyon Nevidio (di cui parleremo al punto 9).

Isola di Ada Bojana – © Sergej Zabijako / Ente Nazionale del Turismo del Montenegro

2 – L’isola di Ada Bojana
Sul delta del fiume Bojana, non lontana dalla città di Ulcinj, la più meridionale del Montenegro, Ada Bojana è un’isola lussureggiante la cui storia è piuttosto particolare: nacque dai detriti che si depositarono attorno a due isolette e a una nave arenata intorno al 1850 dove il fiume si separava da Velika Plaza, tratto di litorale sabbioso. Oggi l’isola ha la forma di un triangolo che divide il fiume in due parti: due lati sono bagnati dal Bojana e il terzo dal Mar Adriatico. Per la gioia dei visitatori, c’è una lunga spiaggia sabbiosa.
Ada Bojana vanta una ricca vegetazione subtropicale e mediterranea, e alcune specie vegetali e animali uniche in Europa. Tutto ciò la rende uno speciale spazio microbiologico che attrae moltissimi naturisti.

Baia di Kotor – © Ente Nazionale del Turismo del Montenegro

3 – La Baia di Kotor
Boka Kotorska: è questo il nome originale della splendida baia, primo sito del Montenegro a essere dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Cosa la rende speciale? Una combinazione perfetta di vegetazione mediterranea, cittadine fortificate e pittoreschi villaggi costieri. In questa terra i monti si sposano col mare: parliamo infatti del fiordo più meridionale d’Europa. E proprio le montagne, che proteggono la baia dal freddo del nord, l’hanno trasformata in un’oasi di agavi, palme, mimose, oleandri, kiwi e melograno. Il che non sfugge alle orde di turisti che si riversano lungo le spiagge.

Perast – ©  Ente Nazionale del Turismo del Montenegro

Le cittadine che punteggiano la baia, incastonate sul litorale, sono piccole gemme di storia, arte e bellezza, grazie anche agli stretti rapporti commerciali e culturali con Venezia: Kotor è circondato da un’imponente struttura difensiva risalente all’Impero Bizantino; la minuscola Perast è una piccola Venezia dagli antichi palazzi nobiliari; Herceg Novi fonde il suo aspetto mediterraneo con gli stili romanico, bizantino e orientale; Risan è nota per le rovine di una villa patrizia con pavimenti a mosaico dell’epoca romana. Nella città di Tivat c’è l’unico aeroporto della costa montenegrina.

Il Lago di Skadar – © Ente Nazionale del Turismo del Montenegro

4 – Il Parco Nazionale del Lago di Skadar
Con una superficie che, a seconda della stagione, varia da circa 370 a 530 chilometri quadrati, Skadar (o Scutari) è il lago più grande dei Balcani, al confine con l’Albania. Parte del territorio sul versante montenegrino è diventato Parco Nazionale. Grazie alla posizione geografica e al clima submediterraneo, d’inverno è uno dei più importanti habitat europei per gli uccelli di palude, arrivando a ospitare fino a 280 specie. E se amate l’acqua dolce, il lago di Skadar vanta ottime spiagge, in particolare quelle del villaggio di Murici.
Nel corso dei secoli, la regione fu crocevia di diverse civiltà, ognuna delle quali ha lasciato la propria impronta. Sulle isole del lago ci sono infatti fortificazioni medioevali, chiese e monasteri. Il più antico monastero è quello di Starcevo, fondato nel 1300 sull’isola di Starceva gorica.
Sulla riva del lago ci sono Virpazar e Rijeka Crnojevica, antichi centri urbani dalla particolare architettura, entrambi noti per le tradizionali specialità culinarie. La sponda meridionale del lago è invece rinomata per il miglior vino del Paese.

Monastero di Ostrog – © Sergej Zabijako / Ente Nazionale del Turismo del Montenegro

5 – Il Monastero di Ostrog
Incastonato a 900 metri sul fianco di una montagna, sopra la valle del fiume Zeta, il bianchissimo Monastero di Ostrog è il cuore spirituale ortodosso del Montenegro. Anche se le fondamenta furono gettate da alcuni monaci, il suo vero fondatore è considerato San Basilio (Vasilije Jovanovic), un vescovo dell’Erzegovina che venne qui nel 1600. Il santuario è composto dal Monastero inferiore e da quello Superiore. È proprio quest’ultimo il più impressionante, costruito all’interno di due grandi grotte: uscendo letteralmente dalla roccia, sembra voler sfidare la forza di gravità. Ci sono due piccole chiese affrescate, una delle quali conserva i resti di San Basilio: asceta e guaritore, protettore del suo popolo, per molti fedeli ha poteri miracolosi. Questa credenza ha reso il monastero uno dei luoghi di pellegrinaggio più visitati della regione. Credenti o no, il fascino emanato dal santuario è incredibile.

 Mopntagne delle Prokletije – © Ente Nazionale del Turismo del Montenegro

6 – La Catena delle Prokletije
La catena montuosa delle Prokletije si snoda a nord tra le Alpi Dinariche e le montagne Sarskih, a cavallo con l’Albania e il Kosovo. Note come “i monti maledetti” per l’inclemenza del clima, sono in realtà tutt’altro che inquietanti: i panorami a dir poco mozzafiato sono tra i più remoti d’Europa, e una visita non potrà che entusiasmarvi. Parte del versante montenegrino e diventato Parco Nazionale.
La montagna più alta è Zla Kolata che, con i suoi 2.536 metri, fa toccare al Montenegro il picco più alto. La bellezza selvaggia di questi luoghi attira ogni anno migliaia di alpinisti esperti che vogliono provare i suoi percorsi spettacolari, primo fra tutti il Peaks of the Balcans, un itinerario che si snoda per 192 chilometri attraverso le tre nazioni.

7 – Il più grande vigneto d’Europa
Non lontano da Podgorica, la capitale montenegrina, in quello che una volta era lo sterile campo Cemovsko oggi c’è il più grande vigneto d’Europa: parliamo di 2.310 ettari per un totale di 11 milioni di viti. Qui vengono coltivate sia le varietà autoctone (Cormorano e Krstac) sia quelle internazionali. E tutto questo grazie alla più importante azienda vinicola del Paese, Plantaze, attiva da mezzo secolo.
Nel 2007 è stata aperta la cantina Sipcanik, a una profondità media di oltre 30 metri, dove in botti di legno e bottiglie riposano e invecchiano 2 milioni di litri di vino. La cantina ha la forma di un tunnel ed è lunga 356 metri, con una larghezza media di 13,5 metri e un’altezza di 7. La temperatura dell’aria è 17-19 gradi e umidità del 70-80%. In 7.000 metri quadrati si produce e mantiene il vino in condizioni quasi completamente naturali. Per chi volesse degustare questo prezioso nettare, può scegliere fra 28.000 bottiglie vecchie anche dieci anni.

Isola di Sveti Stefan – © Sergej Zabijako / Ente Nazionale del Turismo del Montenegro

8 – L’isola di Sveti Stefan
Questa isola fortificata è una piccola e meravigliosa perla della costa adriatica montenegrina. Dalle dimensioni minuscole, ha una manciata di case in pietra risalenti al 1400 che si affacciano su spiagge di sabbia e ghiaia, separate dallo stretto istmo artificiale che collega l’isola alla terra ferma. Nota dolente, Sveti Stefan è stata praticamente trasformata in un resort di lusso, ed è inaccessibile se non si paga. Detto questo, ammirare l’isola in tutta la sua bellezza non costa nulla, e non a caso è uno dei siti più fotografati del Montenegro. Dalla località omonima dell’isola sorta sulla terraferma si gode di una vista a dir poco mozzafiato.

9 – Il Canyon di Nevidio
Nevidio o Nevidbog (che significano rispettivamente “invisibile” o “invisibile a Dio”) è il nome simbolico del canyon di Komarnica, tutt’oggi circondato da un alone di mistero. È stato infatti l’ultimo canyon a essere esplorato in Europa nel 1965. Fino a quel momento, come dice il suo stesso nome, non era ancora stato visto per intero. Le sue pareti sono talmente strette che alcune volte la luce non arriva mai. Lungo 3,5 chilometri, si trova nelle montagne del nord, dove i pendii del Durmitor e del Vojnik si scontrarono nel corso delle ere geologiche.
Il canyon di Nevidio è una delle più grandi attrazioni alpinistiche dei Balcani. A dare il benvenuto in questo paradiso naturale, a qualche centinaia di metri prima dell’ingresso del canyon, c’è la cascata di Grabovine. Verso la fine dell’estate, quando l’acqua è bassa, gli alpinisti in muta da sub partono all’esplorazione del canyon tra stretti canali, cascate e gole nascoste.

Parco Nazionale di Lovcen – © Sergej Zabijako / Ente Nazionale del Turismo del Montenegro

10 – Strada Panoramica Kotor-Lovcen
Come abbiamo visto il Montenegro, pur piccolo che sia, sa offrire ai suoi visitatori davvero di tutto. Non possono quindi mancare le strade panoramiche, un must in un viaggio come si deve. Tra queste spicca la strada secondaria che collega Kotor e Cetinje (ex capitale del Regno del Montenegro, che a oggi vanta le gallerie e i musei più belli del Paese). Salendo verso il Parco Nazionale di Lovcen, nel suo percorso pieno di tornati, questa antica strada regala fantastici scorci sui monti e sulla baia, incorniciata da un mare color turchese.

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