La stretta relazione tra malattie ed emozioni

Una mente prettamente scientifica come la mia ha molte difficoltà con questo tipo di concetti, ma devo dire che con l’intensa attività che sto svolgendo con lo yoga (kundalini peraltro), sto incominciando a optare per una visione più aperta della vita.

A questo proposito, voglio parlarvi di una disciplina nuova, la metamedicina, ideata da Claudia Rainville. Questa microbiologa porta avanti il concetto secondo il quale il nostro organismo ha in sé il potere di autoguarigione, grazie ai segnali inviati dalla malattia che ci affligge. Si basa tutto su una visione olistica, che percepisce i disturbi come il risultato di alcuni schemi mentali. Dobbiamo, quindi, capire le cause mentali delle malattie per poter poi cambiare e guarire. Quando un nostro pensiero negativo finisce per diventare un’abitudine va ad incidere sui nostri comportamenti e sulla nostra postura, trasformandosi in una malattia vera e propria. Il corpo e la psiche sono due mondi in stretta comunicazione bidirezionale.

Non va, naturalmente, eliminata la terapia fisica prescritta, ma senza un’adeguata comprensione dell’origine interiore della malattia, è difficile arrivare a debellarla completamente.

Ci sono molti studi in favore del fatto che l’accumulo di emozioni negative porti allo sviluppo di malattie psichiche, ma anche fisiche. Le ricerche svolte in psiconeuroendocrinoimmunologia, in neurofisiologia e in psicanalisi portano tutte alla stessa conclusione: le emozioni sono in grado di sviluppare modificazioni a carico di organi e apparati. Infatti, teniamo presente che nell’emisfero destro del nostro cervello si vanno ad accumulare queste emozioni negative fino ad un certo limite, oltre il quale portano ad una vera e propria alterazione delle funzioni cerebrali.

Le più comuni patologie riscontrabili sono: problemi del sistema immunitario (malattie autoimmuni, disturbi della tiroide, ecc); problemi fisici (mal di testa, dermatiti, obesità, problemi gastrointestinali); problemi emotivi (attacchi di panico, depressione, fobie, ansia, ecc); problemi comportamentali (anoressia, bulimia, fame nervosa, ecc); problemi di relazione (gelosie eccessive, insicurezze, ecc).

La soglia per attivare una malattia sarà, quindi, proporzionale allo stato in cui si trova l’organo interessato. E, quindi, migliore è lo stato di salute generale, l’alimentazione corretta, l’adeguato esercizio fisico svolto, tanto più pesante dovrà essere l’emozione negativa provata, perché si manifesti una patologia.

Vediamo alcuni esempi di patologie riconducibili alle emozioni più profonde:

  • Il mal di testa rappresenta qualcosa che non va bene in noi stessi. Per esempio, il nostro bisogno di perfezionismo oppure la tendenza ad annullarci, per accontentare gli altri. Perdonarsi e concentrarsi su qualcun altro ci potrebbe sicuramente aiutare a farcelo passare.
  • Problemi alla schiena denotato una mancanza di sostegno nella vita. Se interessa la parte superiore, in particolare, è mancanza di un sostegno psicologico.
  • Disturbi degli occhi indicano una difficoltà a guardare dentro noi stessi.
  • Problemi cardiocircolatori sono riconducibili alla sfera emotiva della gioia e dell’amore. Atteggiamento negativo nei confronti degli altri, che, quindi, ci impedisce di goderci la vita.
  • Disturbi osteoarticolari denotano una condizione di paura nei confronti delle difficoltà della vita e del futuro. Abbiamo probabilmente paura di esprimerci e di cambiare.

Una persona a me molto cara mi ha detto una volta che devo dare più spazio all’amore, in modo da distruggere tutte le energie che non portano a nulla, tutte le emozioni negative che vanno ad ostacolare il mio benessere fisico e mentale, e soprattutto la mia felicità.

Forse lo dovremmo fare tutti per stare meglio!

Bisogna ripartire dal nostro corpo: dai messaggi che ci invia, dai suoi bisogni, dai suoi ritmi e cambiare vita per farlo stare bene di nuovo. Bisogna ridurre le emozioni e ripulire i pensieri negativi per non autodistruggerci con sensi di colpa, doveri, ma aprirci ai sentimenti di perdono e gratitudine nei confronti di ciò che in precedenza ci procurava ansia e paura.

Per approfondire:

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