I probiotici: alleati della salute

Batteri, funghi e protozoi sono i microorganismi che popolano il nostro intestino. Più di 1.000 specie diverse per un numero totale che raggiunge l’ordine di grandezza di 10 alla quattordicesima. Tutti insieme, questi microorganismi costituiscono la flora batterica intestinale, un complesso ecosistema coinvolto in numerose funzioni metaboliche e di protezione nei confronti delle infezioni. Eppure, basta poco per alterarne l’equilibrio: stress, scarsa attività fisica, cibi ricchi di grassi e zuccheri minano facilmente il benessere del nostro intestino.

I probiotici appartengono alla grande famiglia dei nutraceutici di cui fanno parte i prebiotici e gli alimenti funzionali. Dal greco pro e bios significa “a favore della vita”.

La definizione, oggi internazionalmente accettata, di “probiotico” è quella elaborata da un gruppo di esperti convocati congiuntamente nel 2001 dalla FAO e dall’OMS: “Live microorganisms which when administered in adequate amounts confer a health benefit on the host”. In Italia, il Ministero della Salute ha definito i probiotici “microrganismi che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di esercitare funzioni benefiche per l’organismo”,sostanzialmente riprendendo la definizione delle due organizzazioni ONU.

Cominciamo con il fare la differenza tra prebiotici e probiotici. Stiamo parlano di due tipi di elementi completamente diversi, che però operano con lo stesso fine: aiutare a mantenere la flora intestinale viva e attiva. I prebiotici sono, principalmente, fibre idrosolubili (oligosaccaridi, betaglucani, fruttani etc.), in grado di favorire la crescita dei batteri probiotici già presenti nell’intestino. I prebiotici sono contenuti in frutta e verdura come asparagi, patate, carote, carciofi, banana, aglio, barbabietola e radici della cicoria. I probiotici sono, invece, particolari colture di batteri capaci di colonizzare il nostro intestino, migliorandone le funzioni.

Non tutti i microrganismi possono però definirsi “probiotici”. Affinché lo siano devono:

  • resistere all’acido gastrico e ai sali biliari;
  • aderire alla mucosa intestinale e riprodursi;
  • essere tollerabili al 100%;
  • produrre sostante antimicrobiche per abbattere i batteri patogeni;
  • modulare la risposta immunitari dell’ospite.

Sono probiotici:

  • Lactobacillus jonsonii(LC1)
  • Lactobacillus rhamnosus
  • Lactobacillus acidhophilus
  • Lactobacillus casei
  • Bifidobacterium
  • Lactobacillus reuteri
  • Lactobacillus salivarius.

Mancano in questo gruppo i bacilli dello yogurt (Lactobacillus bulgaricus e Streptococcus termophilus), perché sono intolleranti ai sali di bile e si sviluppano ad una temperatura maggiore di 40°C. Lo yogurt, quindi, non è un alimento probiotico, ma ha ugualmente importanti proprietà.

I probiotici riequilibrano e potenziano la flora intestinale indebolita, migliorano la digestione e l’assorbimento di microelementi come il calcio. Inoltre, sono indicati in caso di intestino pigro, gonfiore addominale e flatulenza, colite e infezioni urinarie.

Li possiamo trovare facilmente nei banchi frigo dei supermercati, racchiusi in bottigliette con latte fermentato. Inizialmente, erano prodotti rivolti agli adulti, ma negli ultimi anni sono diventati molto graditi ai bambini grazie al loro gusto di fragola, banana o ACE. L’ampio uso dei latticini in questo campo è giustificato da diversi elementi: in primo luogo dall’idea positiva per il benessere che il consumatore generalmente ha di questi prodotti, in secondo luogo dalle caratteristiche di composizione, di conservazione (4-8 °C con una durata relativamente breve) e di consumo (quotidiano) che li rendono ideali per garantire la stabilità e l’efficacia dei probiotici.

Oltre al famoso e pubblicizzato latte fermentato, possiamo trovare altri tipi di alimenti arricchiti con probiotici, come biscotti, succhi di frutta o cereali.

In alternativa agli alimenti funzionali, sono in commercio integratori di diverso tipo a base di probiotici, che possono essere assunti sotto forma di capsule, bustine, compresse o sospensioni. Questi supplementi sono caratterizzati da una conservazione più semplice (anche a temperatura ambiente) e più prolungata e da una maggiore facilità di assunzione alla dose utile per ottenere l’effetto benefico.

Per approfondire:

 

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