Pipistrelli, rifugi per mammiferi da record

© Imperial Bulldog

Abbiamo già parlato di vicini alati, ma, in quanto pennuti e perlopiù diurni, erano molto diversi dagli inquilini che ora mi preme proporvi: i pipistrelli. Questi adorabili ed incompresi animali appartengono all’ordine dei Chirotteri (=mani alate) e sono gli unici mammiferi che hanno davvero conquistato il cielo; sì, dico “davvero” perché scoiattoli, petauri o lemuri volanti, a cui forse avete pensato, possono solo planare in volo passivo. Non è affatto un record da poco, poiché l’evoluzione ha portato solo tre gruppi di vertebrati a sviluppare, indipendentemente tra loro, l’adattamento al volo attivo. Tralasciando gli Pterosauri (ordine estinto di rettili), troviamo gli uccelli, con le loro penne, e i pipistrelli con una speciale membrana alare (patagio) che unisce 4 dita agli arti posteriori e alla coda.

I chirotteri sono animali estremamente versatili con adattamenti peculiari ed efficienti da rasentare la perfezione, che spiegano il loro grande successo evolutivo (oltre 1200 specie note). Quello che sicuramente sapete è che volano, che hanno abitudini perlopiù notturne, che si orientano con l’ecolocalizzazione e che si appendono a testa in giù per riposare; quello che forse non sapete, invece, è che le quattro cose sono strettamente legate. Il sistema di orientamento attivo consiste nell’emissione di ultrasuoni da bocca o naso che, rimbalzando su ostacoli e prede, tornano indietro con echi di risposta, permettendo ai pipistrelli di ricostruire l’ambiente che li circonda. Una tecnica simile rende totalmente inutile la presenza della luce, portando i chirotteri a conquistare la notte come nicchia ecologica privilegiata per la maggiore presenza di prede e quella minore di predatori. La tecnica di volo attivo, così come l’ecoscandaglio continuo, portano questi animali a consumare tantissime energie che, in qualche modo, devono essere bilanciate con grandi risparmi; tra questi vi è proprio la loro tipica posizione di riposo adottata nelle ore diurne, ma anche per l’intero inverno. L’abitudine di appendersi a testa in giù ha comportato delle graduali modifiche nella fisionomia degli arti inferiori che ora si traduce in una serratura meccanica degli artigli sotto il peso stesso dell’animale, con un costo energetico pari a 0.

C’è così tanto da dire sui pipistrelli che potrei parlarvene per ore, ma devo sforzarmi di essere concisa e restare nel tema principale. Vi ho detto così poco, eppure è bastato a rendermi euforica, qui sulla mia sedia, pensando che a breve cominceranno ad uscire dal letargo invernale e a farsi vedere da noi, con quel loro volo un po’ buffo, veloce e con continui cambi di direzione. Una specie italiana in particolare, il Molosso di Cestoni (Tadarida teniotis), è in grado di emettere suoni a tali frequenze da essere udite anche dall’uomo (9-14 kHz) fino a 100m di distanza; per chi ha un buon udito, tendete l’orecchio nella notte, anche in città, e concentratevi su uno squittio, breve ed acuto, in costante movimento… è lui!

Il motivo per cui voglio proporvi i pipistrelli come vicini di casa, è perché oggi sono a rischio di estinzione a causa dell’uomo e delle sue attività. In tutti i Paesi europei, infatti, i chirotteri sono considerati come “specie particolarmente protette”, la cui tutela si traduce in apposite leggi che prevedono monitoraggio, ricerca, protezione e sensibilizzazione. Tra le principali minacce per i pipistrelli vi è l’uso indiscriminato di pesticidi ad ampio spettro che, oltre ad inquinare l’ambiente e la rete trofica, riducono la quantità di prede a disposizione di questi antiparassitari naturali alati e, lentamente, li avvelenano per bioaccumulo di sostanze tossiche nell’organismo. Come sempre, purtroppo, anche l’alterazione degli habitat naturali delle specie va ad incidere molto sulla loro sopravvivenza; si va dalla distruzione dei rifugi al disturbo al loro interno, dall’urbanizzazione e illuminazione del territorio di caccia, all’istallazione di nuovi ostacoli mortali quali gli impianti eolici. Si parla di attività a cui ognuno di noi, seppur indirettamente, contribuisce e sono: disboscamento, turismo sregolato (speleo o geocaching), riqualificazione o abbattimento di vecchi edifici, costruzione di nuove strade, inquinamento luminoso, acustico e chimico.

Se qualcuno di voi, anche poco poco, si sente in colpa, c’è una buona notizia: potete riscattarvi regalandogli una casa estiva. Le cosiddette Bat box sono un concreto aiuto che possiamo offrire ai pipistrelli per sopperire alla mancanza dei rifugi naturali causata dall’uomo.

Al contrario degli uccelli, i chirotteri non costruiscono il loro nido, bensì, in linea con la loro necessità di risparmio energetico, colonizzano nascondigli già presenti nel territorio. Tra questi possiamo individuare caverne, interstizi, cavità arboree ed anche edifici. La scelta del rifugio può avvenire in base alla struttura, ma anche alla funzione, ovvero rifugio estivo, invernale o di transizione, siti di corteggiamento e accoppiamento o di nutrimento e riposo, camere di parto e allevamento. Poiché i rifugi invernali, dove i pipistrelli che non migrano trascorrono dai 4 ai 5 mesi in ibernazione, devono essere ben coibentati e per nulla accessibili, non possono essere costruiti dall’uomo. Al contrario, la collocazione di cassette-rifugio estive appositamente realizzate, può sopperire alla mancanza di anfratti naturali e aumentare il tasso di sopravvivenza di molte specie di Chirotteri. Per chi abita nel verde, sarà semplice trovare il luogo adatto per posizionare Bat box e/o Bat board, ma anche per chi vive in città sarà possibile offrire un alloggio a questi piccoli mammiferi volanti.

© Traer Scott – Indian Flying Fox

Esistono diversi modelli di rifugi artificiali che potete costruire (seguendo apposite istruzioni) o acquistare, quali le cassette piccole o grandi, quelle a muro, i rifugi in cemento o i tronchetti. A cambiare non è solo la dimensione della camera interna, utile ad ospitare un numero maggiore o minore di individui della colonia, ma anche quella del punto di accesso che, invece, consente una differenziazione per specie. È sempre meglio scegliere più modelli e posizionarne un numero maggiore in posizioni differenti, così da garantire un alloggio a più specie e a soddisfare tanto le esigenze primaverili e autunnali (esposizione al sole) quanto quelle estive (punti ombreggiati). Le regole generali sono poche e intuitive: prediligere luoghi alti, poco disturbati, accessibili in volo e non da altri predatori; fissare bene la struttura per evitare che si muova col vento; garantire un appiglio interno con superfici grezze o scanalate; rendere il tetto impermeabile e coibentare la camera interna per evitare spifferi e luce, ma senza usare colle e vernici. Le possibilità di installazione non pongono limiti all’immaginazione e spesso diventano un’occasione per trasformare delle strutture utili alla fauna selvatica in elementi di decoro che danno valore aggiunto alla nostra casa. Il momento giusto per attrezzarsi è proprio la fine dell’inverno, in modo tale che l’odore umano, deterrente per i pipistrelli, svanisca prima della colonizzazione primaverile.

Inquilini del genere sono perfetti per chiunque, anche per chi non ama socializzare col vicinato; i Chirotteri, infatti, sono silenziosi, utili e, soprattutto, innocui. Quando ho definito i pipistrelli come “antiparassitari naturali alati”, non stavo scherzando, poichè ogni individuo può catturare migliaia di piccoli insetti ogni notte, zanzare in primis. Nel caso in cui ci fosse ancora qualche lettore scettico in merito la sicurezza dell’avere questi animali come vicini di casa, è bene cominciare con lo sfatare qualche falso mito. Molte sciocche credenze derivano dal classico comportamento di temere o divinizzare una cosa cui non sappiamo dare una spiegazione logica. Fino agli anni ’40 non si conosceva la capacità di ecolocalizzazione dei pipistrelli, perciò gli si attribuiva una sorta di sesto senso che era molto temuto alle nostre latitudini. Bram Stoker, poi, non ha certo reso le cose più facili con il suo libro sul Conte Dracula, pipistrello vampiro, che ha aperto la strada ad un nuovo genere fantasy-horror. La verità è che le più antiche e numerose specie di chirotteri sono insettivore, ma esistono molte altre specializzazioni trofiche, funzionali all’ambiente: carnivore, pescivore, fruttivore, nettarivore e solo pochissime specie ematofaghe. Altre credenze assolutamente infondate riguardano la tendenza dei pipistrelli di attaccarsi ai capelli delle donne o la facilità di trasmissione della rabbia tramite i morsi. Dimenticatevele! Piuttosto, prendete spunto dai Maya che adoravano questi animali come divinità, o dai Cinesi che li associano alla buona sorte.

Gli ultimi assi nella manica che posso giocarmi per convincervi ad ospitare dei pipistrelli, è citarvi qualche loro record ed un paio di interessanti curiosità: il Pipistrello farfalla è il più piccolo dell’ordine dei Chirotteri, con 29-34mm di lunghezza (testa-corpo) e soli 2g di peso; il più grande è la Volpe volante malese con 1,5-1,7m di apertura alare; un esemplare di Vespertillo di Brandt, inanellato in Siberia, è vissuto 41 anni; si ipotizza che i pipistrelli più primitivi popolassero la Terra già ai tempi dei dinosauri; in volo superano i 1.000 battiti cardiaci al minuto, mentre in ibernazione riescono a scendere a 12. Se vi piace vantarvi del vicinato, quali esempi migliori dei Chirotteri?

Per approfondire:

  • https://www.mammiferi.org/girc/
  • Libro: “Pipistrelli d’Europa. Conoscerli, identificarli, tutelarli. C. Dietz, A. Kiefer. Ricca editore 2015
  • Libro: “Nidi Artificiali”. PREMUDA G., BEDONNI B., BALLANTI F. Edagricole editore 2011
  • Libro: “La vita segreta dei pipistrelli” di Danilo Russo. Orme editore 2013

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