Francia: sul Mediterraneo tra spiagge e parchi naturali

Riserva naturale – Camargue

A un passo dal nostro Paese, la Francia con la sua costa mediterranea è una delle mete predilette per una vacanza al mare. Grande infatti è la varietà del suo litorale, con spiagge di sabbia e ciottoli, scogliere, coste rocciose e frastagliate. Molte sono località particolarmente green attente allo sviluppo di un turismo ecosostenibile, senza contare le numerose riserve naturali nazionali e regionali. Su questa costa sono circa una dozzina, e si estendono su migliaia di ettari di habitat marini e costieri. L’obiettivo ovviamente è quello di incoraggiare comportamenti rispettosi nei confronti della natura, e preservare il paesaggio e la diversità biologica, mantenendo un sano (e difficile) equilibrio tra attività turistica e protezione dell’ambiente.

Andiamo così alla scoperta di questa zona francese in un’ottica green, partendo dal confine italiano per proseguire fino a quello spagnolo. Iniziamo dalla movimentata Costa Azzurra con le Isole di Lérins, nella baia di Cannes. Si tratta di un arcipelago composto da quattro isole che offrono uno scenario selvaggio e incontaminato: Santa Margherita, Saint-Honorat, e le disabitate La Tradelière e Saint Ferréol. In particolare sull’isola di Santa Margherita, la più grande dell’arcipelago con 7 chilometri di costa, è totalmente vietato il passaggio di qualsiasi veicolo.

Più in là sulla costa provenzale c’è un’altra destinazione molto interessante, le isole d’Hyères: conosciute anche come ‘Isole d’oro’, sono tre piccole perle nel porto d’Hyères, che vantano uno straordinario patrimonio naturale: Port-Cros, Porquerolles, l’Ile du Levant.

Partiamo da Port-Cros, che con i suoi 650 ettari è la più piccola delle tre isole, ma anche la più montuosa. Rappresenta un vero e proprio rifugio ornitologico ricco di una flora eccezionale, e nel 1963 è stato proclamato Parco Nazionale Marino, riunendo numerosi spazi terrestri e marini. È vietata la circolazione di qualsiasi veicolo.

Porquerolles aérien – © Photo Mic

Fanno parte del Parco anche centinaia di ettari di natura intatta nell’isola di Porquerolles, la maggiore delle tre, con grandi spiagge di sabbia, una fitta campagna e vigneti da percorrere a piedi o in bicicletta attraverso 60 chilometri di strade e sentieri. La costa a nord-est ospita spiagge sabbiose orlate di pini, erica e mirti profumati, mentre quella meridionale è aspra e selvaggia.

Infine, ecco l’isola di Levante, accessibile solo in minima parte: si tratta infatti di un piccolo eden mediterraneo ricoperto da una fitta vegetazione con yucca giganti, agavi, palme nane, oleandri rosa e bambù.

La Provenza vanta anche l’isola degli Embiez, acquistata da Paul Ricard nel 1958. In questo paradiso naturale, le uniche tracce della presenza umana che trovò erano un forte abbandonato e una torre diroccata, dalla quale per secoli venivano avvistati i pirati. Promise di proteggere quest’isola e di farne una meta per chi volesse fuggire dalla confusione del continente, e così è stato. L’isola oggi ospita l’istituto oceanografico Paul Ricard.

Passiamo ora alla Camargue, a sud di Arles, una zona paludosa che si estende fra i due bracci principali del fiume Rodano e il Mediterraneo. Questa vasta pianura comprende lagune di acqua salata separate dal mare da banchi di sabbia e circondate da canneti, a loro volta attorniati da grandi aree coltivate.

Qui è stato istituito il Parco naturale regionale della Camargue (http://www.parc-camargue.fr). I fondali sono ricchi di numerosi pesci mentre la costa vanta spiagge sabbiose (in particolare le dune di Beauduc sono molto apprezzate). A testimonianza del valore naturalistico di questo territorio, è stata creata anche la Riserva della biosfera della Camargue che, con oltre 190.000 ettari, corrisponde alla zona biogeografica del delta del Rodano tra Port-Saint-Louis-du-Rhone e Fos-sur-Mer a est, il Grau-du-Roi e Port-Camargue a ovest. Le numerose attività umane sono organizzate per garantire una gestione collettiva delle risorse. Il sito è famoso per i suoi fenicotteri rosa, ma anche diverse specie di aironi e gabbiani vivono qui, mentre in inverno oltre 100.000 anatre vengono a svernare.

Camargue – © Atout France/Fabrice Milochau

Ma non solo: quasi tutto il delta del Rodano è interessato dalla rete Natura 2000, una rete di siti di interesse comunitario e di zone di protezione speciale creata dall’Ue per tutelare e conservare gli habitat e le specie, animali e vegetali, considerati prioritari dagli Stati membri dell’unione.

Proseguendo verso ovest raggiungiamo il litorale della Linguadoca-Rossiglione, storica regione confluita nell’attuale Occitania: 220 km di coste protette, spiagge e porti Bandiera Blu, e un clima mite tutto l’anno. Ma non solo, oltre alle nuotate si possono fare anche escursioni naturalistiche, culturali ed enogastronomiche.

Il primo tratto di costa è la Cote d’Améthyste, Costa d’Ametista in italiano, che corrisponde all’antica Linguadoca e il cui litorale si estende formando un arco dalla Camargue.

Nella Camargue Gardoise, o Petit Camargue, a ovest del Rodano nel dipartimento di Gard e dell’Hérault, è possibile visitare La Maison du Grand Site de France de la Camargue Gardoise. Si tratta di un ecomuseo nato per far conoscere questi paesaggi unici in Francia, modellati nei secoli dalle variazioni del livello del mare e dai cambiamenti nei letti del Rodano: lagune d’acqua salata, paludi, stagni d’acqua dolce e un’incredibile biodiversità attraverso un sentiero di esplorazione lungo un paio di chilometri, visite guidate ed eventi. (https://www.camarguegardoise.com)

Altra chicca imperdibile è la Riserva Naturale Regionale del Scamandre, 240 ettari che rappresentano uno dei gioielli naturali del dipartimento. Un mosaico di ambienti in cui spiccano diverse specie di aironi, la tartaruga palustre europea ma anche i cavalli selvaggi. (https://www.camarguegardoise.com/index.php/Réserve-naturelle-régionale?idpage=14&afficheMenuContextuel=true)

Continuiamo verso ovest fino alla città marittima di Sète, nota anche come la ‘Venezia della Linguadoca’. Vanta 12 chilometri di sabbia dorata e una Bandiera Blu per la qualità dell’acqua. Le spiagge si estendono lungo il lido, un cordone di dune che separa il mare dallo stagno di Thau, una piacevole area naturale con antiche saline e vigneti. È perfetta da scoprire anche in bicicletta grazie alla Strada Verde Sète/Marseillan. Si può ammirare il mare dall’alto seguendo il lungomare della Corniche dal centro della città, un sito naturale protetto che si affaccia sul Mediterraneo.

Passiamo ora a Cap d’Agde, località adagiata fra le vigne. Rinomata per il clima mite e soleggiato, è ideale anche per chi ama campeggio e naturismo. Da una parte all’altra dello strato roccioso di insenature vulcaniche, offre una spiaggia di 14 chilometri di sabbia sottile. Il patrimonio naturale è protetto dalla Riserva Naturale Nazionale del Bagnas, che ospita 250 specie di uccelli migratori. Si possono scoprire flora e fauna dei paesaggi sottomarini, mentre grazie al sentiero subacqueo lungo le falesie vulcaniche si esplorano i fondali rocciosi.

Ma non solo: il sito Natura 2000 ‘Posidonies du Cap d’Agde’ è una riserva di oltre 6.000 ettari al largo delle coste, che ospita ricchezze naturali e tesori archeologici subacquei.

Un altra esperienza da fare è pedalare nel Parco Naturale Regionale della Narbonnaise en Méditerranée, nel dipartimento dell’Aude. Quello che lo contraddistingue sono i molteplici contrasti: si passa dal mare alle vaste lagune di acqua salmastra, dalle dolci colline coperte di boschi alle valli coi vigneti, dal Massiccio della Clape fino alle spiagge. (http://www.parc-naturel-narbonnaise.fr/decouvrir/nature-et-patrimoine/les-paysages-du-parc)

Raggiungiamo ora l’altra costa d’Occitania, la Cote Vermeille, Vermiglia in italiano: a un passo dal confine spagnolo, ha alle spalle il Massiccio delle Albères, parte orientale dei Pirenei in quello che un tempo era la regione del Rossiglione.

Qui spiccano Argelès-sur-Mer, località nota soprattutto fra gli amanti del campeggio e del naturismo, e la cittadina di Collioure, costruita attorno a una baia di acqua turchese, e circondata da vigneti a terrazze. La sua bellezza è stata immortalata sulla tela da Matisse e Derain, ispirati dai colori e dalla luce di questi posti. Partendo da Collioure, una strada a terrazza lungo il mare conduce fino alla frontiera spagnola di Cerbère. Lunga una ventina di chilometri, permette di ammirare spiagge, insenature, e le vigne da cui nascono i vini dry del Collioure e i vini dolci naturali di Banyuls-sur-Mer. Proprio a largo di quest’ultima località è possibile immergersi nel Parco naturale marino del Golfo del Leone dove nuotano orate, cefali e anguille.

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