Sharm El Sheikh: inverno al sole tra mare e deserto

Parco di Ras Mohammed © Vittoria Amati

Nei mesi più freddi il Mar Rosso rappresenta un’oasi esotica di sole e caldo a poche ore di volo dall’Italia: siamo nelle acque del Vicino Oriente, comprese tra l’Africa e la penisola araba, e collegate al Mediterraneo attraverso il canale di Suez.

Naama Bay, Sharm

Ideale trampolino per tuffarsi letteralmente alla scoperta di questo angolo di mondo è Sharm El Sheikh, sull’estremità meridionale della penisola del Sinai, nel Golfo di Aqaba. Parliamo di una delle più note località di villeggiatura dell’Egitto. Grazie alla sua posizione, infatti, protetta da maestose montagne, gode tutto l’anno di un clima caldo e secco con temperature molto elevate in estate ma ideali per svernare, attorno ai 20 – 25°C.

Da piccolo villaggio di pescatori, Sharm El Sheikh (che in arabo significa “Baia del vecchio saggio”) nel corso degli anni si è sviluppata turisticamente fino a ospitare mega hotel, resort di lusso e villaggi turistici lungo la costa. A giocare un ruolo fondamentale sono gli scenari subacquei di incredibile bellezza, che richiamano amanti del diving e dello snorkeling da tutto il mondo. Protagonista incontrastata è la barriera corallina, insieme a una temperatura dell’acqua piacevole per le immersioni e a un’incredibile varietà di pesci.

Del resto tutta la costa del Mar Rosso offre alcuni dei siti di immersione più belli del pianeta. Ci sono strutture dotate di ogni equipaggiamento, immersioni liveaboard e un gran numero di programmi e istruttori con certificazioni internazionali. Non è necessario essere sub esperti, anche chi è alle prime armi può trovare il programma adatto.

Imperdibile, una ventina di chilometri da Sharm El Sheikh, è il Parco Nazionale Ras Mohammed, la principale area protetta dell’Egitto nonché uno dei punti di immersione più conosciuti del mondo, punta di diamante del Mar Rosso, situato tra la barriera corallina e il deserto dell’entroterra del Sinai, è una penisola nella penisola.

Il Parco è stato istituito per proteggere la fauna marina e preservare intatta la bellezza naturale di questa zona, e il divieto di edificazione svolge sicuramente un ruolo importante in quest’ottica. L’area di Ras Mohammed è un promontorio formato da antichi coralli, ed è l’ambiente tropicale più vicino all’Europa. In tutto occupa circa 480 chilometri quadrati di terra e mare.

Banco di sgombri, Ras Mohammed

Grazie alle correnti in uscita dal Golfo di Aqaba, vanta un’incredibile varietà di abitanti: a popolare le sue acque ci sono infatti più di un migliaio di specie di pesci che arrivano anche dal mare aperto in cerca di cibo e rifugio, 220 specie di coralli, 40 varietà di stelle marine, 25 di ricci di mare, 100 specie di molluschi e 150 di crostacei. In mare aperto poi si possono incontrare i delfini, compreso il delfino di Risso (Grampus griseus).

Le barriere di Shark Reef e Yolanda Reef sono i principali punti di immersione del Mar Rosso. Profonde centinaia di metri, sono ideali per sub esperti. Shark Reef come dice il nome stesso è popolata da squali martello, pinna grigia e pinna bianca, insieme a tonni, sgombri e barracuda. Yolanda Reef invece prende il nome da un mercantile ancora visibile sui fondali. Oltre alle meraviglie naturali infatti ci sono relitti dell’epoca delle flotte marinare che pattugliavano la zona, ritenuta strategica per la sua vicinanza al Canale di Suez.

Parco di Nabq

Con una barriera corallina che pullula di vita e suggestivi navi sui fondali, anche gli amanti della fotografia subacquea non restano certo delusi.

Il Parco Nazionale Ras Mohammed include l’isola di Tiran: situata negli omonimi stretti che le si sono formati attorno, inclusa da qualche anno nei confini sauditi (non senza polemiche), ha una superficie di soli 80 chilometri quadrati. È circondata da acque cristalline che in questa parte del Golfo di Aqaba raggiungono i 1.800 metri di profondità; è facile avvistare squali, mante e barracuda. Per raggiungere l’isola basta un’escursione in barca di un’ora dalla costa.

Ma Ras Mohammed vanta anche una regione desertica che ha molto da offrire agli amanti della natura, grazie a una fauna ricca e abbondante che include mammiferi, uccelli, rettili e insetti. In alcuni tratti anche la vegetazione è degna di nota, con boschi di mangrovie e altre specie di piante che in milioni di anni si sono adattate a questo habitat così inospitale. Qui è possibile avvistare la cicogna bianca Ciconia ciconia durante le sue migrazioni annuali.

In generale, fare una gita o un safari nel deserto del Sinai è un’esperienza incredibile. Lo può esplorare in quad, fuoristrada o a dorso di cammello, organizzando anche un tour con cena beduina e pernottando sul posto.

Mangrovie, Nabq

Se si cerca una variante meno turistica e più tranquilla rispetto al Parco Nazionale Ras Mohammed, basta andare più a nord a circa 30 chilometri da Sharm El Sheikh. Qui c’è l’area protetta di Nabq, la più grande del Golfo di Aqaba. Si estende su un’area di 600 chilometri quadrati di terra e mare fra gli Stretti di Tiran e Dahab, piccola città beduina. La riserva marina protetta è stata creata già nel 1992 per tutelare le barriere coralline e la foresta di mangrovie, la più estesa del Sinai. Queste piante lungo la costa sono importantissime perché con le loro radici purificano l’acqua marina. L’area intende tutelare anche lo stile di vita delle popolazioni beduine locali. Spingendosi nell’entroterra si scoprono bellissime dune, ma la grande attrattiva è esercitata dalle immersioni subacquee, grazie a fondali marini sabbiosi che digradano verso le barriere coralline.

Da queste parti, un altro sito molto famoso fra i sub più temerari è il Blue Hole, a nord di Dahab, una cavità circolare nella barriera larga circa 150 metri e profonda 100 metri. Per esplorare questo misterioso buco nero serve una grande preparazione fisica e tecnica. Il sito è infatti tristemente noto per diversi incidenti mortali, che si verificano spesso per il tentativo azzardato di superare i limiti di un’immersione ricreativa (40 metri) con tutti i rischi che ne conseguono.

Notte in tenda, deserto del Sinai

Da Nabq si apre un’incredibile vista sul deserto, con il maestoso Monte Sinai a fare da sfondo oltre le colline. Del resto esplorando questa penisola si scoprono bellezze naturali inaspettate: grazie a un territorio molto vasto, che va da Sharm El Sheikh a sud fino alla città di El Arish sul Mediterraneo a Nord, racchiude una grande varietà di paesaggi, dalla costa agli spettacolari scenari desertici e montuosi.

Tutto questo è un’alternativa perfetta se la vita da spiaggia e gli sport acquatici non vi bastassero. La regione infatti ha un ricco patrimonio storico e culturale, ed è fra le destinazioni sacre delle tre grandi religioni monoteiste.

Il Monte Sinai è un luogo biblico e meta di pellegrinaggio. In realtà è una catena montuosa nota anche come “Montagne Sacre”. Nelle vicinanze c’è la Gebel Moussa (Montagna di Mosè), dove si suppone Mosè abbia ricevuto le tavole della legge con i Dieci Comandamenti.

Il monte più alto della catena e dell’intero Egitto è il vicino Gebel Katrina (Monte di Santa Caterina) che raggiunge il 2.500 metri. Ai piedi del versante nord-orientale si erge il Monastero di Santa Caterina, fatto costruire dall’imperatore Giustiniano nel VI secolo e tutt’ora in attività. È in questo luogo che Dio si sarebbe manifestato a Mosè in un rovo ardente che bruciava senza consumarsi. Il monastero è una sorta di fortezza dalle grandi mura di granito, che avevano il compito di difendere i monaci e i tesori in esso contenuti. Al suo interno infatti custodisce una delle più grandi collezioni di manoscritti miniati insieme a mosaici arabi, icone greche e russe, dipinti della scuola europea e cimeli religiosi. Il monastero è molto visitato da credenti e turisti, essendo facilmente raggiungibile in un paio di ore di strada da Sharm El Sheikh. Fa parte inoltre del Parco Nazionale di Santa Catarina, habitat che ospita una grande varietà di specie animali e vegetali, alcune delle quali endemiche.

I più avventurosi possono salire fino alla vetta del monte, ma si raccomanda un’adeguata preparazione fisica perché la salita è lunga e impegnativa.

Spingendosi ancora più a nord si incontra un’altra meraviglia del Sinai, il Canyon Colorato. Parliamo di un surreale labirinto di rocce di granito e arenaria dalle forme irregolari, scolpite da tempo, vento, sole e mutamenti geologici. Incredibili sono i cromatismi di queste formazioni, con una gamma di colori che vira dal giallo al viola, dal rosso al magenta e oro. In alcuni punti raggiungono un’altezza di 40 metri, ideale per chi ama fare arrampicata.

Naama Bay, Sharm

Come se le bellezze della natura non bastassero, Sharm El Sheikh offre una vivace vita notturna. Il cuore pulsante è l’animatissima Baia di Naama a pochi chilometri dalla Città Vecchia (Sharm El Maya). Questa baia naturale ospita il quartiere moderno, ed è l’area sul versante egiziano del Mar Rosso con la maggiore densità di alberghi e villaggi turistici, famosa per la sua movida, i negozi e i centri commerciali.

Se si preferiscono invece zone più tranquille, Hadaba è la risposta adatta. Situata a 5 chilometri dalla baia di Naama, è ideale per le famiglie e le coppie, ma anche per i gruppi grazie a una ricca offerta di alloggi che spazia dagli hotel e resort di lusso alle ville indipendenti, case sulla spiaggia e appartamenti più economici. Vicino ad Hadaba c’è Ras Um Sid: posta all’estremità di una piccola penisola con una vista spettacolare sul Mar Rosso e sulle scogliere, lontano dal caos e dalla folla, è perfetta per chi cerca puro relax.


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