La vera Bali da scoprire fra mare e risaie

© Vittoria Amati

Spiagge incontaminate, risaie verde smeraldo, fascino tropicale: Bali è un’isola indonesiana a sud dell’equatore che incanta i suoi visitatori. Certo è famosa per le sue bellezze naturali, che ne fanno il paradiso per gli amanti del surf e delle immersioni ad esempio, ma ha qualcosa in più: è la sua atmosfera spirituale ed esotica a renderla più di una semplice meta per gli amanti della tintarella. Per molti infatti può essere uno modo di vivere, uno stato d’animo esotico. E il suo popolo partecipa a rendere quest’isola così speciale grazie alla tolleranza, alla gentilezza e al senso di accoglienza che lo caratterizza.

In un Paese a maggioranza musulmana, Bali è un’oasi induista. Per l’esattezza si pratica l’Induismo Balinese, una combinazione di credenze locali e influenze dell’induismo del Sud-Est asiatico. Non a caso Bali è anche nota come “Terra degli dei”. Riti e cerimonie fanno parte della normale vita quotidiana, scandita da processioni nei templi e offerte di fiori e frutta. A fare da sfondo la musica balinese, il “gamelan”, così come le danze tradizionali: le danzatrici del “legong” nei loro abiti sgargianti, ad esempio, rievocano le leggende indù con movimenti imparati nei minimi particolari, ognuno col proprio significato, che coinvolgono il corpo dagli occhi alle dita dei piedi.

I mesi migliori per visitare Bali sono maggio, giugno e settembre, quando il clima è asciutto e non troppo umido. Per chi la sceglie come meta, Bali è l’isola delle isole, perché al suo interno racchiude più mondi capaci di soddisfare qualsiasi viaggiatore. Può accontentare chi cerca una Ibiza in versione asiatica, così come chi vuole lasciarsi alle spalle lo stress e dedicarsi allo yoga.

Premettendo che parliamo della meta turistica più gettonata dell’Indonesia, Bali va a due velocità. Da una parte c’è la versione in continua espansione, caotica e rumorosa, tradotta dagli operatori turistici che l’hanno reinventata con un design più raffinato; ci sono lussuosi alberghi internazionali e una vita notturna degna di una metropoli. Dall’altra parte invece c’è ancora, per fortuna, la Bali autentica con una natura incontaminata, un’atmosfera di puro relax, e piccoli centri dall’architettura tipica in materiale naturale. Molti scelgono Bali appositamente per i suoi rinomati centri yoga e per le spa, per trovare (o ritrovare) il proprio equilibrio fisico e spirituale. E noi è di questa Bali che parleremo.

Per fuggire dalla frenesia e dal caldo causato dalla cementificazione, la cittadina di Ubud nell’entroterra è sicuramente il posto giusto. Anche se la popolarità insidia la quiete di questo luogo, è ancora possibile trovare ristoro dal caos. Il nome deriva dalla parola balinese “ubad” che significa medicina, ispirata dall’abbondanza di piante medicinali ed erbe di questa regione. Quello che era un piccolo villaggio, nel corso degli anni si è sviluppato puntando su un turismo alternativo lontano dal mare, diventando un concentrato di cultura, arte e New Age per il benessere spirituale attraverso lo yoga, la meditazione, i cristalli.

Oltre agli studi e alle gallerie d’arte che si susseguono lungo le vie, ci sono decine di teatri (in Indonesia teatro e danza si uniscono per raccontare storie spesso tratte da poemi epici indiani) e diversi musei (Museum Puri Lukisan, ARMA, Museum Rudana, Neka Art Museum e l’eccentrico Blanco Renaissance Museum). Qui sono particolarmente sviluppate le attività artistiche che rendono Bali molto famosa, come la pittura, la scultura e l’intaglio del legno.

Ubud è esplorabile in bicicletta, anche se essendo una zona collinare è meglio chiedere ai locali il percorso migliore. Nei dintorni poi ci sono bellissime escursioni da fare anche a piedi tra minuscoli villaggi, scoprendo suggestivi scorci lungo il fiume Ayung e risaie verde smeraldo.

A 15 chilometri a nord di Ubud infatti ci sono le famose risaie di Tegalalang, ma chi vuole fuggire dalle orde di turisti può optare per quelle di Jatiluwih, nel cuore di Bali. Nonostante siano annoverate fra i dieci luoghi più visitati dell’isola, sono sicuramente più tranquille. Parliamo di migliaia di lussureggianti ettari “scolpiti” lungo i lati della collina, che scendono a terrazze dalle alture dei vulcani fino alle vallate sottostanti. Rappresentano una splendida testimonianza del sistema di irrigazione Subak, inserito nel patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO. Bali infatti può contare su 150 fiumi e corsi d’acqua, e “Subak” è il nome dato alle cooperative dei villaggi che gestiscono questo antico metodo di irrigazione, tramandato di generazione in generazione da oltre mille anni. Dalla cima della collina, si può poi ammirare il panorama e l’intricata rete dei percorsi di irrigazione.

Ma come abbiamo detto, Bali è anche il paradiso dei surfisti. Molto nota è la zona di Canggu, nella parte meridionale dell’isola. Si trova lungo la costa dopo la modaiola località di Seminyak. Quest’area è in forte espansione ma continua a vantare spiagge belle come Berawa Beach: nonostante sia assai popolare tra gli amanti delle onde, offre una valida alternativa alle spiagge più affollate nella parte occidentale di Canggu. È anche un buon punto di partenza per i surfisti principianti, mentre i più esperti preferiscono Echo Beach, uno dei luoghi più gettonati di Bali, soprattutto per i suoi spettacolari tramonti.

Anche i “divers” non resteranno scontenti, grazie a zone dedicate completamente a immersioni e snorkeling. In particolare, per le bellezze sottomarine e la conservazione della barriera corallina è molto noto Pemutaran, un villaggio di pescatori sulla costa nord-ovest di Bali. Con le sue spiagge di sabbia vulcanica nera e le verdi colline sullo sfondo, è un perfetto esempio del concetto balinese dell’energia “Nyegara Gunung”, ovvero la fusione di energia tra le montagne e il mare. È inoltre una meta tranquilla e appartata, ideale per chi desidera stare a contatto con la natura e lontano dal traffico.

Ma Pemutaran è famosa anche per il suo tempio sommerso, una sorta di giardino a 29 metri di profondità creato per diventare l’habitat di coralli e pesci. Qui si possono avvistare i pesci che solitamente abitano la barriera corallina e i ‘critters’ dei fondali sabbiosi ricercati dai fotografi subacquei di macro. Vari sono i riconoscimenti che il villaggio ha ricevuto proprio grazie alla gestione ambientale e alle attività turistiche sostenibili.

Pemutaran è anche un valido punto di partenza per esplorare l’isola di Menjangan, un sito di immersione di incredibile bellezza a circa 10 chilometri dalla costa. La parola “menjangan” in lingua giavanese significa “cervo”, ed è stato dato all’isola probabilmente per i branchi di questi splendidi animali che in primavera nuotano vicino alla riva.

Menjangan fa parte dell’area di conservazione del Parco Nazionale di Bali Barat, ed è considerata la principale località di immersione nei dintorni di Bali: a renderla così speciale, oltre alla barriera corallina, sono i fondali che raggiungono anche 60 metri di profondità (ideali per i sub più esperti), le complesse formazioni rocciose e le numerose grotte in cui si possono ammirare spugne e coralli morbidi. Le gorgonie e vari tipi di spugne offrono l’habitat perfetto per molte specie di pesci tropicali dai bellissimi colori. Grazie alla profondità, al flusso moderato delle correnti e alla protezione dai forti venti, in queste acque è possibile avvistare tonni, banchi di pesci pappagallo e pagliaccio, tartarughe marine. Ma anche chi è alle prima armi o vuole fare semplicemente snorkeling, può contare su una vasta scelta di siti vicino alla costa.

C’è un altro piccolo paradiso sul lato opposto di Bali: le Isole Gili, al largo della costa nord-occidentale di Lombok. Parliamo di tre minuscole oasi tropicali (Gili Trawangan, Gili Meno e Gili Air) dalla sabbia bianca, le acque calde e le spettacolari barriere coralline. Nonostante siano tra le mete indonesiane più in auge, permettono di fuggire dal caos per godersi la tranquillità della natura. Qui infatti è rigorosamente vietata la circolazione di qualsiasi veicolo a motore, e gli unici mezzi utilizzati sono la bicicletta e il carretto trainato da cavalli. Gli appassionati dello snorkeling e delle immersioni possono ammirare una vita marina particolarmente ricca. Qui ad esempio tra la superficie e i 20 metri di profondità si può avere la fortuna di avvistare la tartaruga verde (Chelonia mydas).

Ognuna delle isole Gili ha le sue caratteristiche. Gili Trawangan è la più grande, festaiola e popolare, ideale per chi vuole unire alla bellezza della natura una vivace vita notturna; Gili Air è la più vicina alla terraferma e offre un’atmosfera più “locale” e dal tocco piacevolmente hippy; Gili Meno è la più piccola e, con poche centinaia di residenti, sfoggia il fascino dell’isola remota, perfetta per staccare completamente la spina dal mondo. Il comune denominatore delle Gili? Le spiagge da sogno, gli spettacolari siti di immersione e una fauna molto variegata. Nel breve tratto di mare tra Bali e Lombok infatti corre la linea di Wallace (dal nome del naturalista inglese Alfred Russel Wallace), una linea immaginaria di demarcazione su base biologica che separa Asia e Oceania. Questo permette di ammirare specie animali tipiche di entrambi i continenti. Non a caso l’Indonesia è considerata un Paese transcontinentale: che sia questo a renderla così speciale?


Dove soggiornare

Per quanto riguarda le strutture di soggiorno, Bali ha una ricchissima offerta in grado di soddisfare, anche in questo caso, le richieste di tutti, dal viaggiatore zaino in spalla a quello più esigente. La scelta quindi spazia dai bungalow più spartani agli alberghi deluxe.

Qui consigliamo una serie di strutture che permettono di rilassarsi nella quiete della natura:

Zona montuosa

– Mountain Retreat (https://balimountainretreat.com), nel cuore dell’isola, dove si sta a contatto con la cultura locale;

Ubud

– Wapa di Ume (https://wapadiumeubud.com), un boutique resort a 5 minuti dal centro della cittadina;

– Honeymoon Guesthouse (https://honeymoonguesthouse.com), molto raccomandato per la sua tipica architetture balinese;

– Sayan Terrace Resort, elegante struttura con vista sulla foresta tropicale.

 

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