Una generazione in crisi

Quali sono le conseguenze psicologiche ed emotive provocate dal famigerato COVID-19?

In questi giorni di reclusione, le intense attività sui social ci portano a leggere moltissimi contenuti, alcuni veri, certi falsi, altri ironici o polemici e così via. Ebbene, prima di lanciarvi in una qualsiasi reazione conseguente a queste letture, ricordate di prenderla per quello che è. La nostra natura, come quella di ogni organismo vivente, è quella di immagazzinare informazioni sull’ambiente che ci circonda per meglio adattarci ad esso, ma, secondo la teoria della conoscenza (epistemologia), l’esito positivo di questa sperimentazione dipende dalla capacità di assimilare solo le informazioni giuste.

Nel mare di informazioni social, quali avete assimilato? Quali vi hanno colpito? Quali vi sembrano giuste e quali sbagliate?

Quelle che ho scelto di immagazzinare come utili alla mia conoscenza sono diverse, scientifiche, sociologiche, positive e negative. Cominciamo con il lato positivo, con ciò che di bello è scaturito palesemente  da questa famigerata emergenza sanitaria: i livelli di inquinamento sono scesi abbastanza da essere facilmente rilevati; i genitori hanno il tempo per accudire i figli piccoli; l’altruismo fiorisce con l’offerta di aiuto ai più vulnerabili; la socialità si riafferma con lo scambio di parole, musica e canzoni attraverso i balconi di ogni città; gesti di solidarietà verso medici e infermieri che lavorano in trincea; lo spirito di appartenenza nazionale cresce con la collaborazione tra nord e sud, mentre quello globale con l’invio di aiuti internazionali (extraeuropei).

Ma, in tutto questo tripudio di empatia, vi siete resi conto anche di quanto il panico, perché in molti casi non si può parlare più di paura, sia riuscito a modificare nel profondo il raziocinio di molte persone? In molte di loro si è manifestato un lato talmente oscuro da lasciare senza parole. Non mi riferisco solo alla caccia alle streghe del nord, portata avanti dai residenti del sud, bensì ai comportamenti razzisti che hanno discriminato a parole e azioni violente molte persone, prima i cinesi, poi gli italiani in genere. 

La verità è che il nostro gene egoista si manifesta forte quando, scatenato dalla paura, vuole proteggere sé stesso e, conseguentemente, chi gli é affine. Ma come si può giustificare un comportamento del genere? Il governo ci ha spinti a denunciare il prossimo (vicino, amico, conoscente o parente che sia) per contenere i contagi, ma non ha pensato alle ripercussioni sociali che questo può comportare. I furbi che aggirano il sistema sono sempre esistiti, ma per quelli esistono le forze dell’ordine. È una situazione tanto tragica quanto quella dello sciacallaggio che si è innescato e manifestato (costo aureo di mascherine e igienizzanti).

È il Coronavirus in sé che ha causato tutto ciò o è la percezione della situazione presentataci dai media? Il fatto che nei telegiornali non si parli di altro ci fa bene?

Non esistono distrazioni dal numero dei contagi che aumenta o dal numero di morti e, al confronto, dell’esiguo numero dei guariti. È vero che il mondo SEMBRA essersi fermato per affrontare questa pandemia, ma non è così. A essersi fermata è la cronaca di ciò che accade altrove, dei paesi in guerra, della fuga dei migranti, della fame nel mondo e, sì, anche del cambiamento climatico, sempre ultima tra le notizie, ma vera Spada di Damocle. Ora si sta fermando anche l’economia perché i politici hanno a cuore la salute della gente, il nostro diritto ad essere assistiti e, coerentemente, lo mettono al primo posto.

© Drew Angerer/Getty Images News/Getty Images – Elaborazione Imperialbulldog

Se il numero dei morti a causa del Coronavirus vi spaventa dovreste sapere, però, che in Italia solo nel 2017, il numero totale di morti per tumore si è attestato a 180.085, mentre sono stati 232.992 i morti per patologie cardiocircolatorie, e 53.372 quelli per malattie del sistema respiratorio (influenza e polmonite). 

Le persone che muoiono ogni giorno a causa di patologie indotte dall’inquinamento sono in numero ancora superiore per percentuali annue da capogiro, ma non c’è giornale che lo sottolinei abbastanza da farvi spaventare. Sappiate che non è un caso il fatto che la maggiore velocità di diffusione del virus si sia registrata nelle zone con più alti tassi di inquinamento atmosferico; la relazione tra concentrazione di PM10 e il numero di casi positivi al Covid-19, infatti, è stata individuata da un team di ricercatori italiani grazie ai dati delle centraline Arpa. Sono questi i numeri impietosi da temere e per i quali chiedere provvedimenti al governo, visto che, quando vuole, sa mettere la salute prima dell’economia.

Ma torniamo alla nostra seguitissima emergenza da covid-19, e proviamo a leggerla in modo più oggettivo, razionale e scientifico possibile, ovvero senza l’alterazione delle emozioni.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità “I coronavirus (CoV) sono un’ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate, dal comune raffreddore a sindromi respiratorie come la MERS (sindrome respiratoria mediorientale, Middle East respiratory syndrome) e la SARS (sindrome respiratoria acuta grave, Severe acute respiratory syndrome). Sono chiamati così per le punte a forma di corona che sono presenti sulla loro superficie”.

Qui in Italia la situazione è in continua evoluzione, ma sono disponibili dati completi sui portali ufficiali dell’ISS, del Ministero della Salute e della Protezione Civile. Apprezzo le infografiche per l’ottima capacità comunicativa che hanno e, per questo, ve ne propongo una con dati aggiornati al 15 Marzo.

Richiamo subito l’attenzione sulle alte fasce d’età dei deceduti (età media di 81 anni), e sul fatto che oltre la metà dei contagi presenti effetti lievi o addirittura siano asintomatici. Tutto ciò, inoltre, non tiene conto del numero potenzialmente molto più alto di individui contagiati e ignari di esserlo, o del numero di gravi patologie preesistenti. Già, proprio queste gravi patologie (psichiatriche, di obesità, epilessia, diabete, ipertensione o cardiopatia ischemica) hanno causato i 10 decessi della fascia dei quarantenni. Questi dati non vogliono sminuire il fatto che ogni individuo sia unico per la famiglia e la società, quanto rassicurare chi si preoccupa di un tasso di mortalità falsato dalla mancanza di dati o da errati paragoni con la situazione cinese; infatti, “l’aggiornamento dei dati conferma che in tutte le fasce di età la letalità nella popolazione italiana è più bassa rispetto a quella osservata in Cina. Il dato generale è più alto nella popolazione italiana perché l’età media della popolazione italiana è maggiore rispetto a quella cinese (44,3 vs 37,4 anni – stime WHO 2013) e in Italia c’è un maggior numero di malati con età superiore agli 80 anni”. Ebbene sì, siamo un popolo di anzianotti che ritarda e riduce la procreazione per problemi essenzialmente economici.

Passiamo ora alle contraddizioni naturali di cui siamo protagonisti, ma che caratterizzano la nostra specie. Lo scopo di ogni organismo è trasmettere il proprio patrimonio genetico (DNA), alle generazioni future. A scegliere il codice genetico più adatto, però, è la selezione naturale, una dinamica presente in natura ma spesso dimenticata. L’uomo, infatti, si é sottratto alla ‘selezione naturale’ per le ultime 8 generazioni, ovvero durante gli ultimi 200 anni di incredibile progresso nel campo biomedico, sfidando la morte, ritardandola di intere decadi e, allo stesso tempo, accettando uno stato di vulnerabilità innaturale. Ma a noi va bene così!

Licypriya Kangujam / © Child Movement

Questo, però, ci espone all’attacco di batteri e  virus che, approfittando dell’indebolimento del nostro organismo provocato dall’assuefazione a antibiotici e medicinali assunti tramite alcuni alimenti (come la carne), sono diventati sempre più resistenti, virulenti e contagiosi. In fondo, anche loro vogliono trasmettere il proprio DNA, è il ciclo della vita! Sembra che la Natura stia cercando di ristabilire un equilibrio che mancava da tempo nella nostra specie.

Come?

Riprendendo il ruolo di giudice imparziale dal quale era stata sospesa dall’uomo. Una Natura che SEMBRA impietosa, ma che in realtà è estremamente razionale nelle sue scelte. Pare che l’uomo abbia frainteso il vero significato di sopravvivenza della specie, intesa come patrimonio genetico e non come singolo individuo. È per questo che da miliardi di anni la Natura non seleziona gli individui più anziani, per quanto ricchi di esperienza, bensì i giovani con il DNA più adatto ed adattabile, in grado di riprodursi e di trasmettere il proprio codice genetico vincente.

Oggi,  un naturale decorso evolutivo, avrebbe portato ad un vero e proprio ricambio generazionale, con le sue conseguenze. Ma tranquilli, il governo italiano, come tanti altri, ignora la logica della Natura e blocca invece il Paese per proteggere le fasce deboli, mettendo la salute della vecchia generazione prima del futuro benessere della nuova. Va bene! Non potendo fare altrimenti, noi tutti lo accettiamo, sapendo che questo andrà a costituire un costoso e importante precedente: all’economia si antepone la salute (legata a doppio filo con la qualità ambientale).

A questo punto, quando tutto sarà finito, gli anziani dovranno ricambiare il favore e pretendere dal governo degli aiuti reali per i giovani, indebitati dallo STOP loro imposto; un’occasione d’oro per uscire dalla crisi con una nuova economia, ovviamente non tarata sul modello scellerato e insostenibile del dopoguerra, bensì sulla blueprint concepita nel 1987 e ancora veramente mai applicata : lo Sviluppo Sostenibile. Questo tipo di sviluppo, infatti, è l’unico in grado di soddisfare i bisogni del presente, senza compromettere le generazioni future, sulle cui teste incombe sempre più minacciosa la Spada di Damocle del Cambiamento Climatico: un regalo scomodo delle vecchie generazioni!

 

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