Giardini botanici: oasi verdi e dove trovarle

Kew Gardens

Quando visitiamo una città, normalmente andiamo alla ricerca di monumenti, chiese, strade, palazzi. Ci sono però luoghi incantati che, una volta varcata la soglia, ci portano in un universo parallelo fatto di piante e fiori mai visti, profumi ed essenze. Parliamo dei giardini botanici, un’ottima occasione per godere la bellezza della natura anche in città.

Di questi santuari green si parla già dai tempi dei faraoni e dell’antica Grecia, e la loro storia continua a evolversi anche ai giorni nostri. Durante il Medioevo e il Rinascimento, nei monasteri e nelle università si coltivavano piante ed erbe medicinali. In seguito, da luoghi di studio divennero anche centri di divulgazione. E poi c’è stata la grande svolta, l’apertura al pubblico. I visitatori possono così conoscere le piante o, semplicemente, passeggiare e rilassarsi nel verde lontani dal caos cittadino.Ma non solo: oggi i giardini botanici svolgono un importante ruolo di ricerca per salvaguardare le specie vegetali a rischio.

Una lunga storia quindi fatta di evoluzioni e trasformazioni, con un unico elemento al centro: l’uomo e il suo benessere. Ed è incredibile quanti giardini botanici ci siano sparsi nel mondo.

Orto botanico dell’Università di Padova

Nella nostra Italia ad esempio abbiamo il più antico orto universitario del mondo che abbia mantenuto la sede originaria (molti infatti si sono spostati in spazi più grandi). Parliamo dell’Orto botanico dell’Università di Padova. La sua nascita risale al 1545 come “Orto dei Semplici” della Facoltà di Medicina. Non a caso è stato inserito nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO come sito culturale (conserva persino l’antica biblioteca). Oggi conta ben 7.000 esemplari con 3.500 specie botaniche. Vanta importanti collezioni di piante storiche, e tra le varie sezioni annovera ad esempio piante medicinali, insettivore, acquatiche, succulente, rare e minacciate di estinzione. Non manca poi una raccolta di piante con etichette in Braille per non vedenti. L’Orto botanico ospita anche il nuovo Giardino delle Biodiversità, una grande teca di vetro con cinque serre dedicate agli ambienti presenti sulla Terra, per un totale di 1.300 specie.

Keukenhof, Olanda

Una lunga storia alle spalle c’è l’ha anche l’Hortus Botanicus Leiden, il più antico dell’Olanda. L’attuale giardino anteriore risale al 1590. Conta una grande collezione di specie provenienti dall’Asia (con una particolare attenzione per quelle del Sud-Est), dall’Europa meridionale e dal Sudafrica. Oltre 20.000 piante e decine di specie di uccelli possono essere ammirate nei vari giardini: giapponese, storico, d’inverno, delle rose, di felci e di erbe medicinali, oltre al campo di noci e alla serra tropicale. Un’oasi di pace nel centro di Leida insomma.

Del resto quando si pensa ai fiori viene subito in mente l’Olanda, i tulipani sono il suo biglietto da visita. Una delle attrazioni turistiche più visitate è il Keukenhof, tra Amsterdam e L’Aia. È considerato il parco di fiori più grande del mondo. Conta oltre 7 milioni di fiori da bulbo, piantati ogni anno. I giardini e le quattro serre offrono una fantastica collezione non solo di tulipani ma anche di giacinti, narcisi, orchidee, rose, garofani, iris, gigli e molti altri fiori.

Kew Gardens / © RBG Kew

Sempre restando in Europa, un’altra perla verde si trova a Londra. Parliamo dei Royal Botanic Gardens noti come  Kew Gardens, dal nome del quartiere. La natura qui ha a sua disposizione 15 ettari di boschi. La regina Vittoria nel 1800 ha donato l’area a Kew, a condizione che venisse mantenuta nel suo stato selvaggio. Il contrasto è evidente quando si cammina sul Woodland Walk, un sentiero sopraelevato da cui osservare senza disturbare l’habitat. Perfetta per una tranquilla passeggiata è la parte del giardino che si snoda lungo la riva del Tamigi.

Il giardino ospita anche l’Arboretum, con una collezione di 14.000 alberi che rappresenta più di 2.000 specie, incluse varietà rare e antiche. Alcune sono antiche tanto quanto i giardini e praticamente introvabili in Gran Bretagna. I Kew Gardens sono una splendida occasione per scoprire la bellezza e la diversità delle foreste del pianeta, un vero e proprio tesoro scientifico essenziale per la ricerca botanica e la conservazione.

Chi è in viaggio in Germania invece può visitare uno dei più noti giardini botanici del mondo, il Botanischer Garten di Berlino. Con ben 20.000 specie di piante e 50 ettari, ha una storia che comincia 300 anni fa. Nella sezione di geografia delle piante si può fare un viaggio intorno all’emisfero settentrionale, mentre nelle 16 serre si scopre la vegetazione tropicale e subtropicale. Anche qui c’è un imperdibile Arboretum. Queste raccolte viventi, insieme a quelle conservate, costituiscono la base per la continua espansione dello studio scientifico del regno vegetale. L’obiettivo che si pone il giardino tedesco è quello di approfondire le conoscenze necessarie per proteggere le diversità vegetali sul pianeta.

Jardin des Plantes été, Parigi / © J.Munier MNHN

Se siete a Parigi c’è il Jardin des Plantes a Parigi, l’unico della capitale francese. Aperto al pubblico da quasi 400 anni, è nato nel 1600 per coltivare specie con proprietà curative. In seguito è diventato un centro per la ricerca e, dopo la rivoluzione, ha proseguito il percorso negli studi scientifici. Gli edifici del giardino sono tutti monumenti storici, come la Galleria di Geologia e Mineralogia, la Galleria dell’Evoluzione e le Grandi Serre, i due storici padiglioni gemelli. Qui è possibile godere la bellezza di una dozzina di regni botanici. Fra le attrazioni più suggestive ci sono i “carrés de la perspective“, cinque aiuole rettangolari. Non manca una scuola di botanica, che forma botanici e costruttori di giardini, e scambia sementi con altri orti per mantenere le diverse biotipicità. Da non perdere il giardino alpino, con oltre 2.000 specie vegetali, e il roseto di ispirazione romantica.

Andiamo ora dall’altra parte dell’oceano, negli Stati Uniti per l’esattezza dove spicca il Brooklyn Botanic Garden (BBG) di New York. Fondato nel 1910, occupa 21 ettari e conta oltre 12.000 tipi di piante. Il giardino vuole far conoscere alle persone il mondo vegetale, promuovendo la curiosità e il piacere che dà questo tipo di contatto. Al tempo stesso, sensibilizza alla gestione dell’ambiente, in particolare delle piante e delle comunità vegetali regionali. E sono ben 800.000 le persone che ogni anno lo visitano.

Phoenix, Arizona / © Desert Botanical Garden

Sempre in America, un tipo di vegetazione completamente diversa si può scoprire nel Desert Botanical Garden a Phoenix, in Arizona. L’impegno che porta avanti è nei confronti della comunità, per aiutare tutti a godere della bellezza del deserto, per proteggere la natura e, di conseguenza, le generazioni future. Vengono conservate piante come cactus, agavi e altre specie, con particolare attenzione verso il deserto di Sonora, l’ecoregione al confine fra USA e Messico.

Più a nord, in Canada, abbiamo il Jardin Botanique di Montréal, un polmone verde nel cuore della città da oltre ottant’anni, riconosciuto come uno dei più grandi e belli del mondo. Qui i visitatori possono esplorare e conoscere le piante di ogni angolo del globo. La ricca collezione di 22.000 specie vegetali, le 10 serre espositive, il padiglione Frédéric Back Tree e circa 30 giardini tematici sono motivi di orgoglio.

Phoenix, Arizona / © Desert Botanical Garden

Grazie ai giardini culturali si viaggia attraverso tradizioni botaniche di Paesi come la Cina, il Giappone e le Prime Nazioni (dei popoli indigeni del Canada). La Main Exhibition Greenhouse propone poi un’esposizione stagionale di flora ed eventi speciali.

Anche nella città più famosa del Brasile troviamo un vero e proprio santuario verde, fondato all’inizio del’1800. Il Giardino Botanico di Rio de Janeiro è infatti uno dei più importanti centri di ricerca a livello internazionale, con la biblioteca botanica più completa della nazione. Il fiore all’occhiello sono le palme imperiali, la prima delle quali fu piantata oltre due secoli fa. Il giardino vanta alcune delle specie vegetali più rare del Brasile e non solo. Ci sono circa 6.500 specie distribuite su 54 ettari, sia all’aperto sia in serra. Il Giardino Botanico di Rio è annoverato come punto di riferimento storico dall’Istituto Nazionale Brasiliano del Patrimonio Storico e Artistico (IPHAN), ed è stato designato come riserva della biosfera dall’UNESCO.

Hortus Botanicus Leiden / © Cunie Sleijpen

Per chi si trova in Australia, praticamente ogni città ha il suo giardino botanico. Particolarmente degni di nota sono i Royal Botanic Gardens di Melbourne, perfetti per godere un po’ di natura locale. Con i loro 38 ettari attirano oltre due milioni di visitatori ogni anno. Sono inoltre considerati uno dei migliori esempi di architettura paesaggistica vittoriana al mondo.

Quest’oasi urbana è anche un’importante struttura per la conservazione delle specie vegetali attraverso la ricerca sulla biodiversità. Il clima temperato di Melbourne infatti ha permesso di riunire una vasta gamma di piante, raccolte in una trentina di collezioni a fini scientifici, educativi, di conservazione ed estetici. Infine, i giardini di Melbourne ospitano numerosi esemplari di fauna autoctona ed esotica. I piccoli laghi ad esempio forniscono l’habitat perfetto per anguille e altre specie acquatiche. Gli alberi e gli arbusti invece ospitano una grande diversità di fauna selvatica, con oltre 50 specie di uccelli.

Kirstenbosc, Sudafrica

E concludiamo la nostra rassegna con il Continente Nero, che annovera il Giardino botanico nazionale Kirstenbosch di Città del Capo, in Sudafrica. È uno dei più bei giardini botanici del mondo. Ricopre 528 ettari di cui 36 coltivati, mentre il resto è un’area protetta a supporto di foreste e fynbos, i tipici arbusti locali. Qui crescono circa 9.000 delle 22.000 specie vegetali presenti nell’Africa meridionale. Il giardino ospita anche un’ampia varietà di uccelli, rettili, rane e invertebrati autoctoni. L’area naturale può essere esplorata facilmente attraverso una serie di passeggiate e sentieri.

Kirstenbosch si trova a un passo dal Parco Nazionale di Table Mountain, ed entrambi fanno parte dell’area protetta della regione floristica del Capo, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Kirstenbosch gestisce anche due riserve più piccole: l’Edith Stevens Wetland Park a Cape Flats, e il Tinie Versfeld Wild Flower Reserve vicino a Darling.

Keukenhof, Olanda

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