Tartarughe Liuto alla riscossa: boom demografico durante il lockdown

Coste deserte e mari con meno plastica hanno favorito la nidificazione della tartaruga liuto, una specie che sembrava prossima al capolinea dopo un viaggio di 110 milioni di anni. Annoverata nella lista rossa della IUCN, il suo stato di conservazione nel 2000 era stato definito come Critico: tecnicamente a un passo dall’estinzione in natura. Ma dalla Tailandia alla Florida si moltiplicano le buone notizie, e i numeri più confortanti vengono da dove meno ce li saremmo aspettati.

Grazie al lockdown le tartarughe liuto, Dermochelys coriacea, hanno lasciato sulle spiagge turistiche un numero record di nidi. Secondo il Mai​ Khao Marine Turtle​ Foundation sull’isola di Phuket ne sono stati rilevati ben 11. Non se ne contavano così tanti da venti anni. Nella provincia meridionale di Phang Nga, altra località sul Mare delle Andamane, le autorità del Parco Marino hanno annunciato che una schiusa è andata a buon fine e che 84 piccoli hanno raggiunto il mare.

Juno beach, Florida / © apasciuto

Tuttavia i grandi numeri arrivano dalla Florida: nei soli 15 km di Juno Beach, a nord della rinomata e popolosa zona di Palm Beach, il Loggerhead Marine Life Center ha censito e marcato ben 76 nidi di tartaruga liuto, un aumento che è stato commentato come molto significativo rispetto agli anni precedenti. Secondo il Florida Fish and Wildlife Conservation Commission  sulle spiagge intorno a Palm Beach viene regolarmente censito il 50% dei nidi di tartaruga di tutto lo Stato. Altri nidi sono stati trovati sulle sponde del Golfo del Messico, lungo la costa opposta, dove la tartaruga liuto è considerata molto rara, precisamente sulle spiagge di Sanibel e Captiva Island, altra zona fitta di resort. Il lockdown sembra aver giocato decisamente a favore della riproduzione delle tartarughe marine nella fase più delicata: la deposizione. Il limite imposto al turismo e agli spostamenti ha ridotto gli elementi di disturbo, come l’inquinamento luminoso, quello acustico, la presenza di plastica in mare. Ma la differenza sostanziale è dipesa anche dai passi intrapresi nei decenni passati.

Le tartarughe liuto sembrano aver riscoperto la Tailandia, ma continuano a favorire la Florida. Se in Thailandia la cancellazione dei voli ha azzerato le presenze turistiche, enormi aree di nidificazione erano state distrutte da tempo. Poco s’era fatto, per stessa ammissione degli esperti, per contrastare la cementificazione delle coste sensibili e la raccolta illegale delle uova. Invece in Florida, per compensare i danni dello sviluppo, erano stati condotti studi che hanno portato all’adozione di protocolli innovativi da almeno un decennio.  A parte le solite misure tipicamente americane, con multe fino a 100.000 dollari e l’imprisonment per chiunque arrechi disturbo alle femmine durante la deposizione e ai loro nidi, in Florida da tempo è stato imposto al territorio un cambiamento profondo.

L’idea era arrivata studiando quella che sembrava una pessima abitudine delle tartarughe marine: concentrare i loro nidi davanti ai grattacieli.  Nel 1995, il Journal of Herpetology pubblicò uno studio sulle abitudini delle Caretta caretta, una tra le specie più diffuse. Secondo i ricercatori le tartarughe marine che deponevano le uova davanti ad aree fortemente urbanizzate, prediligevano le porzioni di spiaggia con gli edifici più grandi e più alti. La soluzione al dilemma arrivò a breve: quegli edifici schermavano le luci prodotte dalle città. Questo consentiva loro di orientarsi meglio durante la navigazione notturna verso gli arenili predestinati. Le tartarughe marine tornano a deporre sulla spiaggia dove sono nate; ci tornano se riescono ad orientarsi con le stelle, e se non vengono disturbate dalla presenza umana o animale, altrimenti rinunciano alla deposizione. Un problema ancora maggiore è quello dell’orientamento dei piccoli dopo la schiusa. Gli scienziati ritengono che le piccole tartarughe marine viaggino istintivamente verso il chiarore, poiché le dune coperte da vegetazione sono in netto contrasto con i bagliori riflessi dell’oceano. In effetti, i piccoli sono così fortemente attratti dalla luce che si conoscono episodi in cui sono andati dritti nei falò lasciati ardere sulla spiaggia, per nulla scoraggiati dal calore delle fiamme.

Partendo da queste cognizioni molte contee della Florida hanno adottato misure sempre più consistenti per ridurre l’inquinamento luminoso. L’illuminazione stradale è stata sostituita da led inseriti nella segnaletica orizzontale. Durante il periodo della deposizione, che nella regione va da inizio marzo a ottobre, viene imposto agli abitanti degli edifici sul mare di apporre scuri alle finestre e di usare luci rossastre all’interno, che di solito non disturbano gli animali selvatici. Ma le autorità non sono mai state in grado di vietare le passeggiate notturne sulla spiaggia. Il lockdown ha sicuramente diminuito le infrazioni alla regola, ma ha anche reso le spiagge più sicure abbassando le presenze umane e dei cani al seguito. I cani non predano le uova di tartaruga, ma scavando possono mettere in pericolo i nidi, alterandone la struttura.

Quella tra l’uomo e la Dermochelys coriacea è una storia diversa dalle altre: la più grande delle tartarughe marine ha un carapace morbido, della consistenza del cuoio indurito, da cui il nome comune anglosassone: leatherback (dorso di cuoio). Il suo carapace non è mai stato commercializzato, come invece è accaduto con i carapaci di altre specie, trasformati in pettini e montature d’occhiali. Le sue carni sono oleose e non sono mai state considerate per il consumo in nessuna area del pianeta. Il declino della specie è quindi da imputarsi ad altre attività umane, come l’immissione di plastica in mare, la pesca accidentale, le eliche dei motoscafi e la sistematica distruzione dell’habitat.

La strategia difensiva della tartaruga liuto più che sulla corazzatura sembra essersi concentrata sulle dimensioni e su una certa aggressività. Un esemplare adulto può superare i due metri di lunghezza e gli 800 kg di peso, e gli unici attacchi di tartarughe marine con conseguenze serie verso l’uomo sono attribuiti a questa specie. Depongono mediamente ogni due anni, scavando nella sabbia dai due ai tre nidi per volta. Ogni nido accoglie una media di 110 uova, tra le quali alcune molto grosse, della misura di una palla da biliardo, e uova non fertilizzate più piccole.

Le tartarughe liuto sono l’unica specie che depone questo tipo di uova, che vengono definite spacers, distanziatori. Il loro scopo non è chiaro, ma si suppone che servano ad evitare che le altre uova ammuffiscano in caso di rottura di alcune di esse, o per ingannare le specie che predano i nidi, come granchi, alcuni canidi e grossi uccelli marini.

Sulla salvaguardia delle tartarughe marine la Florida ha preso molte misure: i nidi vengono sistematicamente censiti e recintati. Tra le organizzazioni più attive c’è il Gumbo Limbo di Boca Raton, attualmente chiuso al pubblico, un centro d’eccellenza per lo studio e il monitoraggio delle tartarughe marine. La struttura ospita incubatrici per le uova deposte in aree considerate pericolose, e vasche dove vengono accolte le tartarughe malate o ferite, per essere curate e poi reintrodotte nell’ambiente. Lo spettacolo della schiusa e della corsa verso il mare dei piccoli, almeno quando le spiagge erano accessibili, aveva spesso un pubblico pagante, ma era gestito con rigore dai ranger e dai volontari in modo da garantire il massimo della sicurezza per le tartarughine appena nate. Anche se la scelta migliore è sempre l’interferenza zero, coinvolgere e sensibilizzare sono due importanti punti di forza per l’educazione ambientale, e un pubblico pagante, purché consapevole e limitato, è tra i pilastri della Green Economy.

Ora, con il lockdown, l’osservazione della fase più cruciale della vita delle tartarughe marine è tornata a un privilegio esclusivo dei ricercatori. Lontana da occhi indiscreti, grazie a un mare più libero dalla plastica e a spiagge mai così buie e tranquille, la Dermochelys coriacea, la più vulnerabile delle tartarughe marine ha deposto le sue uova con numeri record. L’evento sembra ricordarci che lo spettacolo della natura esiste anche senza di noi. Soprattutto senza di noi. E dà il suo meglio proprio quando noi non siamo in giro.

 

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